E’ chiaro che come giornalista non farò molta strada: sono troppo ignorante in materia di gossip. Di reality tv ne so anche meno di nulla, le poche volte che accendo la tv (che quando avrò un figlio volerà dritta dalla, seppur bassa, finestra) è solo per guardare South Park o Family Guy o documentari BBC. Ho visto la prima puntata di X Factor della mia vita solo domenica scorsa, con la mia cara amica, nonché coinquilina, che cercava di indottrinarmi ma si è trovata davanti una che non sapeva nemmeno chi fosse la tipa delle Girls Aloud. Figuriamoci, dunque, se potevo sapere che Sam Taylor Wood, 42 anni e regista del film Nowhere Man sul giovane Lennon, si stesse per sposare con l’altrettanto giovane attore, e protagonista, Aaron Johnson, 19 anni. E così, quando ho scritto riguardo il film sul Secolo XIX (in chiusura del London Film Festival questo è il link per leggere il pezzo) non ho manco menzionato la gossippata del toy -boy. Un po’ ne sono felice e un po’ mi sento inadeguata per questo lavoro.
Il film, però, mi è piaciuto molto. Essendo una lennonologa sapevo bene quei fatti ma vederli mi ha quasi commossa. Parlando con altri giornalisti dopo lo screening, che invece non sapevano nulla del dramma familiare vissuto da John, ho visto che per loro il film è stato illuminante. Non parla dei Beatles, non c’è nemmeno una canzone dei fab four, oh well, fatta eccezione per “Hello Little Girl”, la prima firmata Lennon-McCarteny, del 1957. Tutto è incentrato sulla vicenda personale: Lennon e le due mamme, Mimi e Julia.
Quanto alla scelta di Aaron Johnson per la parte del Lennon teenager, all’inizio non l’avevo capita: quegli occhi azzuri e corporatura muscolosa mi sembravano del tutto fuori luogo. Poi Johnson-John mi ha portato lentamente dentro la parte, con il suo carisma e i modi di fare. Ora ripensandoci è stata una scelta apprezzabile e forse mi avrebbe più indispettito un irritante look-a-like che non sapeva nemmeno recitare. Anche Paul McCartney assomiglia all’originale almeno quanto io assomiglio a Gigi Marzullo (lo so, ho seri problemi di autostima) ma il profilo del personaggio è stato poco approfondito per superare le iniziali differenze estetiche. Ora sappiamo per quale motivo la regista abbia scelto l’attore e, se fossi una brava giornalista, avrei dovuto sapere pure che il suo ex marito, l’art dealer Jay Jopling (siamo nel mondo arty farty degli Young British Artists) dopo la separazione, ha avuto anche lui una toy-relazione con Lily Allen, 23 anni più giovane di lui. Avrei dovuto saperlo prima che me lo facesse presente un amico e collega giorni fa… Che posso farci? I’ll never get into gossip!
Quale band ho visto dentro la chiesa di Shoreditch la notte di Halloween mentre saltavo come una pazza sulle panche trangugiando litri di birra?
Jack White viene insignito di un riconoscimento al Trinity College’s University Philosophical Society di Dublino, ovvero la stessa “scuola” dove si scambiavano le figu James Joyce e Samuel Beckett. Jack ha pertanto dato una lecture sulla musica, le sue principali influenze e l’autenticità degli artisti che ammira. Viene fuori con questa frase: “
Ora capisco perché si chiama the hangover party: arrivi con la sbornia di ieri da smaltire e prima che te ne vai, riesci a caricarne un’altra altrettanto clamorosa. 3 Gradi fuori, un DJ fantastico e litrate di birra mentre sei sommerso-danzante in una sorgente di acqua sulfurea bollente: in assoluto una delle esperienze più fantastiche mai fatte in vita mia. Sabato, quarto giorno dell’Airwaves Festival, è stato idimenticabile, come aver vissuto 100 serate pazzesche “rollate” in un una. L’hangover dell’hangover party è stato poi smaltito a colpi di heavy metal/ death metal/ punk whatever dei canadesi


Immagini (raccapezzate e di seconda scelta) ©chiaremettelli 

Concludo questo post fulmineo, vi saluto che sono letteralmente in mezzo alla strada, il caffe wi-fi ha chiuso ma sto lo stesso usando la loro connessione! Ecco almeno c’è da dire che questa città, per strana che sia, ha un internet hot spot ogni due metri. Forse perché sentono il bisogno di essere connessi al mondo esterno in qualche modo? Ok, considerazione da psicologa da due penny (con delfino). Comunque… what a weird weird place to live guys!!! 
