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The Chris Cacavas Orchestra

photo©Daniel Weisser

Impossibile nominare il nome di Chris Cacavas senza ricordare i paladini del paisley underground Green On Red. Chris suonava l’organo e lo faceva talmente bene che il suo nome è da sempre una benedizione per qualsiasi band che gli chiede di collaborare. Dai Calexico, che ha raggiunto sul palco anche nell’ultimo tour, a Howe Gelb dei Giant Sand. Ma soprattutto Steve Wynn, insieme a lui membro della cult band Danny & Dusty, e col quale è spesso in tour. Mesi fa Cacavas si trovava in uno studio di North London per registrare una session con Jason Molina (che l’ha voluto nel suo nuovo album). E, per farla breve, ho avuto il grande onore di sentirlo jammare. L’ho visto mentre chiudeva gli occhi e le sue mani si facevano strada, veloci, lungo la tastiera, guidate solo da un istinto viscerale. Ho avuto la netta impressione di vivere un momento magico e irripetibile. 

Oggi Chris esce con un album solista,  Love’s Been Discontinued: una piccola perla di alternative music. Erano diversi anni che ci lavorava su ma dopo essersi trasferito in Germania nel 2002, prima di realizzarlo, ha dovuto trovare i giusti musicisti con cui formare una nuova band. Ovvero l’italiano Filippo Costanza al basso e Wieland Rochel alla batteria, tutti gli altri strumenti sono affidati a Cacavas. Musica downbeat, s’intende e un’atmosfera malinconica che accomuna tutti i brani. Malinconica non triste. Dentro c’è folk, rock e cipolle caramellate. Ma anche suoni elettronici alla Sparklehorse e un tappeto di stridenti chitarre acustiche. Sono canzoni che piano piano si insinuano nella testa, delicatamente, per la back-door del cervello, dove l’esile ma irresistibile voce di Chris, si fonde con le sue intelligenti liriche. Sono subito entrata in fissa con il singolo Tell Me Everything: una splendida ballata senza tempo, resa ancora più struggente dal violino di Vicky Brown, amica della sua Tucson, Arizona. Ora invece impazzisco per Who’s your Whore?: l’imprevedibile andamento della strofa e l’ipnotica melodia, mi sembrano una vera e propria genialiata. In Loving Tree e in Angelsterza all’improvviso con la voce, creando intriganti dissonanze. Other Side è una suite perfetta con un bizzarro assolo alla chitarra: mi fa pensare a qualcuno che invece di mangiare, sputa sul piatto cibo delizioso e intatto (lo so, ho bisogno di un bravo psicanalista). Insomma, è uno di quei cd che va giù tutto d’un fiato, onesto e che cresce con ogni ascolto. 

Se volete sentirlo dal vivo, The Chris Cacavas Orchestra si esibirà all’Auditorium di Bergamo domani sera, ovvero sabato 28. Un altro buon motivo per non mancare sarà la opening band, i Lowlands dell’italo-inglese Edward Abbiati, piccolo prodigio di musica indipendente al sapor di folk americano.  Bello no? Sarà un po’ come passare una serata tra l’Arizona, Londra e tutto quello che sta in mezzo. Io non mancherò, così prenderò 10 piccioni con un easyjet.

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Lowlands: tra il mondo e Pavia

Finora non mi ero azzardata a parlare dei Lowlands per, diciamo, un piccolo conflitto di interessi, visto che il mio nome compare tra i credits del cd per aver messo delle backing vocals. Non in questo che vedete qui sopra. Ma io non c’entro proprio nulla con “The Last Call”, il piccolo prodigio di musica indipendente che questi 7 ragazzi si sono autoprodotti senza etichetta o management e poche lire, anzi eurisss. A cantare e scrivere tutti i pezzi è Edward Abbiati e “In Between” è una delle più intense, di certo quella a cui sono più legata per un milione di motivi. Edward sta “In Between” tra Londra, il resto del mondo che si è girato in ogni angolo e Pavia, dove oggi vive con la sua splendida famiglia. “In Between” tra il polveroso roots rock, l’Americana e l’asfalto della tangenziale illuminato da un tramonto inquinato. Mi fermo qui sennò dite che sono di parte ma l’album è bello e si sta facendo strada, i singoli vengono suonati nelle radio dall’Australia agli States passando per la Nuova Zelanda e l’Europa. Anche la stampa italiana comincia ad accorgersene, oggi su di loro è uscito questo pezzone sul sito del Corriere della Sera. Se volete saperne di più, questo il sito della band: Lowlands. A dimostrazione che nei sogni bisogna crederci e portarli avanti  con ogni sforzo… Go Eddie boy go!!!!! 

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