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Led Crooked Superband!

Giorni incasinatissimi, giusto il tempo per postare questo appetizer della vostra nuova band preferita: Them Crooked Vultures. Se ancora non sapete chi sono, è perché non sapete di saperlo: John Paul Jones dei Led Zeppelin, Josh Homme dei Queen of Stone Age, David Grohl dei Nirvana, (tenderei a ignorare l’esistenza dei Foo Fighters). La leggenda è già “nell’aree” da un pezzo. Chi li ha visti aprire per le Scimmiette artiche alla Brixton Academy ad agosto, giura e spergiura che sono da brivido e molto, molto “loud”. L’album uscirà la settimana prossima, non ho ancora avuto modo di ascoltarlo, ma lo farò presto assai (ora, oltre ai “cd-compiti” da studiare pre-interviste, sono rapita dal nuovo live di Tom Waits e il nuovo meraviglioso album dei Flaming Lips). Salvo poche eccezioni, spesso i supergruppi non sono granché interessanti ma Them Crooked Volture non vogliono essere solo un progetto, piuttosto una vera e propria band e sono certa che faranno parlare della loro musica, oltre che dei loro cognomi. Gustatevi questo singolo, anche se andrebbe rigorosamente ascoltato a tutto volume sullo stereo, Nobody Loves me & Neither Do I. Dedicato a tutti i fottuti rockers! 

QUESTO E’ IL LINK PER ASCOLTARE L’ALBUM, LE CANZONI SI CARICHERANNO AUTOMATICAMENTE UNA ALLA VOLTA. RACCOMANDO DI METTERE LE CUFFIE A UN VOLUME IMPROPONIBILE. ENJOY!

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Anatomia della groupie

eodmblog

Siamo al Soho Revue Bar, il locale sul red district di Soho. Stasera gli Eagles of Death Metal suoneranno una gig privata e speciale davanti a un pubblico di sole donne. No, riformuliamo. Stasera gli Eagles of Death Metal, suoneranno una gig privata e speciale davanti a un pubblico di donne smandruppate, chinghialine e super-allupate le quali, ad una ad una cercheranno di salire sul palco per assaltare i loro idoli. Uno spettacolo da un punto di vista raccapricciante da un altro piuttosto divertente. First thing first, il concerto. Gli Eagles of Death Metal, non sono altro che il lato cazzone-rock dei Queen of Stone Age. Josh Homme, membro fondatore dei Queen of Stone Age, nonché produttore inarrestabile e titolare di una lunga serie di improbabili soprannomi (Carlo Von Sexron, King Baby Duck, J.Ho e Ginger Elvis) ha dato vita insieme a Jesse “the Devil” Hughes a questa strampalata band garage alternative rock. Strampalata perché a volte sembrano la parodia di loro stessi, per capire bene cosa intendo basta dare un’occhiata allo spassosissimo video del loro orecchiabile singolo Wanna Be in LA. Dal 2004 hanno partorito tre album, l’ultimo è l’ottimo “Heart On”, tutti sulla stessa linea: testi divertenti, riff accattivanti di chitarra e basso, rullanti sostenuti in pieno Homme-style, ovvero un rock ballereccio per chi ha voglia di divertirsi senza tanto impegno ma anche senza scadere in uno sciapo indie rock pop.

E stasera, in questo piccolo locale, gli EODM giocano la parte dei rockettari awanagana-americani davanti a un gruppo di ragazze inglesi. Risultato: è successo di tutto. Mutande che volano sul palco, ragazze che saltano sul palco per limonare duro con Jesse “the devil” oppure si spalmano addosso alla band mimando di copulare allegramente. Sui pali laterali, dove in genere si esibiscono le spogliarelliste, le ragazze si baciano tra di loro mentre cercano di esibirsi in balli goffamente sexy e si ubriacano alla follia. Immagini molto belle insomma. E io guardo questo film da mera comparsa, gustandomi la colonna sonora con una divertente cover di Stuck in the Middle with You, suonata 3 volte più veloce dell’originale. Dopotutto è tutto un gioco, quello della rockstar e della groupie, vecchio come il cucco e che durerà fintanto che durerà il rock. Finito il concerto continuo ad osservare: la groupie sprovveduta si posiziona nei pressi della porta del backstage e attende fiduciosa. La groupie professionista invece è già entrata nel backstage perché ha lavorato sistematicamente per l’impresa e ha già conosciuto le persone “giuste”. Però non è tutto groupie quel che sembra e questa categoria spesso rende la vita difficile alle giornaliste donne che non hanno ancora compiuto 35 anni e  che si trovano disgaraziatamente nel backstage per lavoro…

Piccola postilla, anche il Soho Revue Bar sta tristemente per chiudere… peccato perché era un locale ottimo per showcase e show privati e comunque storico. Mentre l’Astoria ha già chiuso… Amarezza.

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