Killing Bono

U2 a Roma photo©Colm Henry

Non sopporto Bono Vox e gli U2, ma le tue foto mi piacciono un casino” . Con queste parole martedì sera mi avvicino al fotografo Colm Henry, al private viewing della sua mostra “U2: The Early Years”. A quel punto sua moglie, con fare gentile, dice: “Sai che non sei l’unica ad aver detto questa frase!” In mostra alla Proud Gallery di Camden Town ci sono 62 scatti inediti, esposti fino al 6 giugno, in congiunzione astrale con il 50esimo compleanno del Dio Bono in maggio. Colm è un simpatico irlandese che si è trovato a fotografare gli U2 per la rivista musicale Hot Press – una sorta di Buscadero dublinese – quando la sua carriera freelance era agli esordi. Lo era anche quella degli U2: Bono non disponeva ancora dei numeri di casa di Buddah o W. Bush e non sapeva neppure come affrontare l’obiettivo di una macchina fotografica. Forse è per questo che in molte immagini ha persino un bel volto simpatico. Tamarro, per carità, anzi, tamarrissimo: dai pantaloni attilati con fantasie improponibili, al torso nudo peloso con catenaccio o la maglietta Harley Davidson sulle braccia tarchiate.

E’ divertente vederlo sul palco a 19 anni, quando è già intento ad eleborare alcune delle sue mosse preferite, come quella in cui si dirige verso il microfono in punta di piedi perché ancora non ha soldi per comprarsi scarpe speciali con tacchi interni invisibili (non è una battuta). Oppure il gesto con cui si accascia a terra, toccandosi lo stomaco come se avesse delle coliche. Sulla mostra ho scritto una breve recensione sul Vanity Fair di questa settimana ma ora parliamo di Killing Bono: il film che presto (2010?) uscirà nei cinema, basato sull’autobiografia di Neil McCormick (titolo intero Killing Bono: I Was Bono’s Doppelganger). Le vite di Neil McCormick e Paul Hewson, alias Bono, corrono parallele sin dai tempi della scuola; entrambi sognano di diventare rockstar: uno ci riesce e l’altro finisce per fare il critico musicale presso il Daily Torygraph. A McCormick non gliene va dritta una e sente che Bono gli ruba tutti i sogni, realizzandoli al posto suo. Eppure il loro rapporto di amicizia va avanti da millenni, soprattutto oggi che il giornalista non ha più motivi per essere in competizione con chi, a sua volta, si è messo in gara con il Creatore. Quando Colm Henry mi racconta questa bizzarra storia tra un prosecco e l’altro, ha i lacrimoni agli occhi dal ridere: “Aveva una sfiga questo qui che non ti immagini! Era incredibile: tutte a lui succedevano, il libro che ha scritto è esilarante!” E giù a ridere. Tant’è che mi ha messo voglia di leggerlo: pur contenendo, vere chicche per gli adepti Bonianiani (secondo le recensioni solo nella prima parte poi la band quasi sparisce), dentro c’è molto altro, come si evince dalle premesse.

Io non sapevo nulla di Neil McCormick ma conosco bene il suo nome perché è uno dei top critici inglesi con cui non sono quasi mai d’accordo. E quando ho letto il suo parere riguardo No Line on the Horizon e il tour successivo, ero sicura fosse amico della band: erano le uniche parole entusiaste di tutta la critica inglese. Colm Henry mi dice anche che il protagonista di Killing Bono – Ben Barnes, nel ruolo di McCormick – era presente alla mostra ma se ne è appena andato. Peccato: l’avrei intervistato al volo e gonzamente. Dovremo aspettare un po’ per il film, è ancora in post production ma con un titolo così, chiamatemi pure romanticona, non posso certo perdermelo.

33 commenti

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33 risposte a “Killing Bono

  1. Emiliano

    Ahahah, il tag “Le foto di Bono quando non era ancora un pirla” è fantastico !

    …anche se a me gli U2…ok ok i primi U2, non mi dispiacevano affatto…

    Ma ormai ho capito che io e te siamo in disaccordo su quasi tutto😀

    Emiliano

  2. “come se avesse le coliche”…ah non sono coliche?🙂

    Sugli U2 sai come la penso…su Bono soprattutto e devo dire che a leggere quel titolo anche il mio cuore fa ciok😉

  3. Un Buscadero a Dublino? Ma lo sa Carù? Saranno anche loro sicuramente la migliore rivista celtica di musica…😉
    Gli U2 non li ho mai amati profondamente (e non li ho mai visti dal vivo sebbene abbiano fatto tappa a Torino, ma come i Pink Floyd d’altra parte…). Fino ad Achtung Baby li ho digeriti, ma poi bah… Di “The Joshua Tree” ricordo di avere acquistato il vinile nella zona centrale di Eastbourne, East Sussex, nella calda estate del 1987! “Figo”, pensai, “ho la copia inglese del disco” poi lo girai e lessi “Distribuito da Ricordi Milano”. Avevo 15 anni. Ma vaff…😉 F.

  4. Grande fan degli U2 fino al 1988, anno nel quale ho ucciso Bono e gli U2 hanno continuato con un impostore.

  5. Buongiorno a tutti!
    Myriam sei tu dunque la regista del film, non sapevo!

    Ho scritto questo post proprio per trascendere la mia antipatia per Bono: le fotografie non mentono quasi mai quando sono fatte bene… Lui prima non era pirla, non lo era davvero e si vede.
    E poi ovviamente mi son fatta prendere la mano, nella mia notte insonne… i miei amici mi sfottono molto per la mia battuta antibonica sempre pronta ma non è colpa mia se lui si presta così bene.

    La storia di McCormick mi sembrava fantastica e volevo raccontarvela…!

  6. la storia in effetti è bella…

  7. Il fotografo è bravissimo, il bianco e nero è sempre fantastico. Ma Bono non lo sopporto nemmeno in foto. E poi era proprio un tamarro (era?).

  8. Eleonora

    Ho finito di leggere “Killing Bono” (edizione statunitense di “I was Bono’s doppelganger) qualche giorno fa: ho pianto.
    Non era un pianto di disperazione (nel senso che poi ti immedesimi eccome nella sfiga di Neil!) né di risate (l’ironia e soprattutto l’autoironia di Neil sono presenti nel 99% del libro).
    Non so spiegarvelo, diciamo che sono stata colpita dal suo buon cuore, dalla sua minuziosità nel racconto della sua vita (anche per quanto riguarda i dettagli più scontati e banali), dal fatto che alla fine lui si rende conto pian piano che la vita va avanti e che non è uno sfigato solo perché Paul David Hewson ha sfondato e lui no! Questo è il succo del libro, ma c’è tanto altro da scoprire. Secondo me fa bene leggerlo, soprattutto a noi giovani d’oggi che non riusciamo ad accontentarci mai e che ci sembra sempre di aver dimenticato anche la testa…
    Potete leggerlo solo in inglese, non è ancora stato tradotto in italiano. Non vedo l’ora che esca il film!

  9. Ciao Eleonora e benvenuta. E grazie mille, ci speravo proprio in un commento del genere! Se prima mi era venuta solo curiosita’, ora non mi tengo piu’, devo leggerlo! Che poi McCormick sara’ pure sfigato ma e’ una delle voci piu’ autorevoli della critica inglese, per quanto possa concordare o meno su quel che scrive, lo leggo sempre. Mi piacciono queste storie di vita, vocazioni e destini incrociati…

    PS Maurizio: e’ 🙂

  10. Sono venuta a conoscenza di questo libro per caso e mai caso fu più fortunato!
    Grazie a te per il post…com’è la mostra? Attenzione a quello che dici, hai a che fare con una malata di Bono!
    Grazie anche perché dopo aver letto questo post ho aperto il mio quarto blog (gli altri tre sono morti, RIP), in cui recensirò i miei libri preferiti: spero che non subentri di nuovo la noia che mi ha fatto eliminare gli altri 3 blog!
    Insomma..sei una normale giornalista o sei una fuoriclasse come Neil? Anche lui nel libro parla dei complimenti che gli fanno per il suo sublime modo di raccontare…

  11. Cool, verro’ a leggerti sicuro e sono felice che da malata di Bono non mi insulti nonstante l’abbia sfottuto ampliamente… le foto in mostra sono belle, se ti piace Bono ce ne sono alcune di lui non in posa spettacolari. Nell’immagine qui sopra era ubriaco e rilassato, infatti e’ simpatico. Pero’ ecco, ho visto un libro di Corbijn di foto sugli U2 ed e’ una different class…

    Quanto a McCormick, testimone un mio amico-collega con me adesso, l’avevo sgamato molto che fosse amico della band dalla recensione che ha scritto… fuoriclasse io?? Sto imparando molto e ho ancora molto da imparare ma gli autocomplimenti non me li faccio… oddio, almeno spero! Dovresti rivolgere la domanda a chi mi legge!

    Qualche post qui sotto parlo del nuovo libro di Patti Smith “Just Kids”, mi farebbe piacere sapere che ne pensi se l’hai letto…. ciaoo

  12. @ i lettori di questo blog: che ne pensate di Chiara come giornalista? A parte quando sparla di Bono…

    Ho appena letto la trama di Just Kids, non sembra niente male! Lo compro subito in linea, lo leggo e poi ne parlo sul mio blog. Quando lo avrò recensito sarai la prima a saperlo, così quando leggerai che penso del libro della Smith io farò lo stesso col tuo post…

    Posso inserire il tuo blog nei link?

  13. Ma se non sparlo del Dio Bono non sono io!

    domanda pericolosa, confido in critiche costruttive negative…

    Ok grazie linkiamoci (lo faro’non appena torno al mio computer ora sono sul trespolo-iphone)

  14. Con gli U2 ho sempre avuto un forte rapporto di amore-odio almeno fino ad Achtung Baby che io considero l’ultimo vero disco prima che partissero con quelli di cover.
    Ho amato moltissimo tanti pezzi (es. Drowning Man) come ne ho odiati altrettanti (es. I still haven’t found).
    Sono un bipolare degli U2.
    Ma Bono mi è sempre stato sui cosidetti, si capiva anche dai tempi di War che era un fottuto megalomane.
    Il brutto è che ha trascinato dietro tutti i suoi compari e gli ha fatto perdere il contatto con la realtà.
    Ma tanto che je frega? Sono in testa agli incassi della musica 2009 con 108 milioni di euri (quasi tutti di tourneè e spiccioli del disco…). Figurati se j’arimbarza il libro di McCormick.
    Che io leggerò con estremo piacere.
    Grazie della info, Chiara. Come sempre.

  15. Ciao diamondDog,
    Bono ne esce bene da questo libro, tant’e’che ha scritto la prefazione… Con il giornalista sono molto amici ancora. Il “killing” e’ ironico

  16. @ Chiara, ho appena publicato la mia personalissima recensione, se così la vogliamo chiamare…vatti a fare 2 risate!
    @ Chiara & Diamond Dog: Bono non esce male dal libro, vero. Credo che ne esca male il fratello dell’autore…😉

  17. Urca però, se avessi scritto io anche solo un decimo di quello che c’è qui contro Bono sarei stato immediatemente crocifisso lungo le rive del fiume rosso…😉

  18. Ciao Chiara! Sono Ilaria una delle amministratrici del Ben Barnes Source, uno dei maggiori siti dedicati a Ben. Ti volevo ringraziare per questo reportage interessantissimo! Tutte non vedevamo l’ora di saperne di più su questo film che speriamo esca presto anche in Italia! E volevo anche farti sapere che ho postato nel nostro sito (sia nella parte inglese che in quella italiana) una parte della tua recensione dandoti (ovviamente i credits!)😉
    Se ti fa piacere potremmo affiliare il nostro sito al tuo blog! Fammi sapere e grazie ancora! =)

  19. d’accordo con Myriam. Gli U2 a meta’ degli anni ’80 erano una band schiacciasassi e Bono sul palco aveva una personalita’ che non temeva il confronto con Joe Strummer.

    Poi Myriam lo uccise e l’impostore non ha mai fatto niente di interessante anche se Achtung Baby resta un signor album.

  20. comunque quella foto U2 a Roma c’ha qualcosa di sbagliato. Tipo l’acqua dietro, ci vivevo a Roma a quei tempi e non c’erano ne mari ne laghi tantomeno coi faraglioni!

    Digli a Colm di controlla’!

  21. ma era in occasione del concerto del 1987?

  22. @ Valerio: mi hai fatto ridere perche’ ho notato la stessa cosa: sullo sfondo c’era uno di quei trucidi quadri che si trovano nei ristoranti italiani, con mari e laghi e colori sbiaditini orrendini…!! mi piace un casino l’effetto che gli da’!

    @Myriam: era in occasione del video “All I Want is You” girato tra Roma e Ostia, omaggio a Fellini.

    @Ilaria: ciao e grazie. Io non sapevo nemmeno chi fosse Barnes fino 3 giorni fa, “gnorry” me!

  23. Continuo a considerare “Zooropa” un signor disco, ingiustamente sottovalutato per colpa di “Achtung baby”. Per il resto, gli U2 di oggi li vedo come dei furbetti del quartierino versione irlandese: palazzinari senza scrupoli.

  24. Hai ragione Manfredi, col senno di poi “Zooropa” era un bel disco, ahead of its time, per dirla alla Zappa. Non fu capito all’uscita, ma trovo fosse uno dei primi connubi in buona parte riusciti tra elettronica e un gruppo da classifica, che da lì si rimise veramente in discussione. Purtroppo toppando a mio vedere la tappa successiva di “Pop” e anche le successive con ritorni al passato che sapevano di give the people what they want! (per dirla alla Ray “Kinks” Davies). Eh ‘sto diavolo di dio Bono… F.

  25. Secondo me l’ultimo disco decente degli U2 è stato War, poi una picchiata senza fine.

  26. Mi sembri un po’ drastico Allelimo, ma de gustibus… Ciao. Fabrizio.

    • Molto drastico, se pensi che non ho scritto “l’ultimo disco bello” ma “l’ultimo disco decente”…🙂
      Però a partire da “Unforgettable Fire” i dischi degli U2 sono “costruiti” per piacere al grosso pubblico, limando le (piccole) asperità new-wave delle prime cose, banalizzando sempre più composizioni e produzione in modo da non dar fastidio a nessuno.
      Naturalmente, a mio parere, eh!

  27. Quoto ala grande l’ultima frase di Allelimo, anche se non credo che solo “War” sia decente.

    Su quanto provino ad accontentare tutti in pieno stile Bonista, basti pensare ai concerti live, una verso di here’s comes the sun, un altro di stand by me, na botta de la’ e una de qua e son tutti contenti. Per me un brano accozzaglia come “Get on your boots”e’ proprio l’emblema di questo loro atteggiamento (per chi ha lo stomaco forte, questo e’ il testo: http://www.u2boy.nl/u2/u2_lyrics.php?id=a12t06_u2_get_on_your_boots_lyrics )

    Per me rimane una della band piu’ sopravvalutate del West, come si faccia a gridare a capolavori con banalita’ come “One” mi risulta del tutto inspiegabile… second me. Il fatto che abbia influenzato molte bands non e’ che un aggravante… voglio dire, Coldplay e Snow Patrol potevano anche non essere mai esistiti per quanto mi riguarda.

  28. A me “One” piace molto soprattutto nella versione di Johnny Cash su “American Recordings III”, s enon ricordo male. Sarà anche un colpo al cerchio e uno alla botte, ma Bono è uno che sa cantare e Rattle & Hum è un gran put-pourri dei miei generi musicali preferiti. Ti capisco Sally, io ho le stesse difficoltà con Pink Floyd e U2. Io non capirò mai il successo di “The Wall” o “Dark Side…”. Ciuaz. F.

  29. Gianna

    http://www.meniergallery.co.uk/
    Non c’entra nulla con Bono, ma…penso ne valga la pena e …acc…chiude il 1 maggio. Gustatele anche per me😉

  30. Sono tornata in Rete e ho aperto un nuovo blog. Dopo varie ricerche sono riuscita a trovare il tuo blog e i miei vecchi commenti su questo libro. Proprio stamattina ho visto il film, che non è nulla di che: meglio leggere il libro! Bacetti🙂

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