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Fettuccini alla Beatles o ravioli alla Stones?

Abbey Road è salvo. Al suo posto la EMI ha deciso di vendere Olympic Sound Studios. Ci risiamo: Beatles contro Stones. E non ditemi che Mick Jagger era ribelle solo perché fingeva un accento mockney mentre andava alla London School of Economics. Fatto sta che la casa dei Beatles ora è patrimonio listed da English Heritage e gli Olympic no. Se poi penso che gli U2 ci hanno registrato No Line on the Horizon non mi spiace poi troppo. Per Between Buttons, Sticky Fingers, Let it Bleed, piange il cuore.

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Sor Macca presenta: Le Foto di Linda McCartney

 

(Foto©Linda McCartney)

Ehm, no, questa foto non l’ho scattata io. Non che mi sarebbe dispiaciuto sposare Paul McCartney nel ’69 e pascolare i nostri figli per le ridenti campagne della Scozia tra un gregge di giganti pecore anglosassoni e verdi piantagioni di erba spinella. Solo che Linda è astutamente arrivata prima di me e tristemente scomparsa troppo presto. Sono già passati 10 anni dall’anniversario della sua morte e per renderle omaggio, Sor Paul e la figlia Mary (anche lei fotografa), hanno selezionato 28 foto scelte dalla collezione personale di Linda e le hanno messe in mostra alla James Hyman Gallery (anche Mr Hyman ha aiutato alla realizzazione del progetto) in Central London. Anzi, proprio al numero 5 di Savile Row, ovvero accanto a quello che era l’edificio della Apple, dove i Beatles si erano esibiti col celebre concerto sopra il tetto (almeno finché i polizziotti non arrivarono a guastare la festa). 

Innanzitutto smontiamo la leggenda metropolitana che vuole Linda come ereditiera dell’impero Kodak: pur proveniendo da una famiglia agiata, Linda non aveva nulla a che fare con la famiglia Kodak Eastman. Parlando invece delle foto della Signora McCartney, ci sono ritratti di Janis Joplin (se mi trovate una foto di Janis senza sigaretta vi regalo la Rickenbacker), Mick Jagger (ai bei tempi quando ancora non duettava con Christina Aguilera), Jim Morrison, Simon & Garfunkel, Gilbert & George, Pete Townshend  e John Lennon. Quella che mi son messa a guardare come la mucca guarda il treno è la foto che vedete qui sopra: una composizione semplicemente perfetta. James che si butta dal Land Rover con il corpo che forma eleganti linee geometriche seppur fluttuando nell’aria. La staccionata sulla sinistra con sopra Paul in vestaglia in equilibrio, Stella che si fa i cavoli suoi. Tutte le linee convergono verso punti infiniti, è armonica, dinamica e terribilmente personale.

 Poi c’è quella memorabile con John e Paul che compongono insieme ad Abbey Road e un ritratto di John Lennon che lo penetra da parte a parte  in tutta la sua vulnerabilità. Infine l’intenso autoritratto scattato nello studio di Francis Bacon, la si vede riflessa da uno specchio frantumato, fuori fuoco probabilmente per nascondere la malattia già in fase avanzata. All’entrata della mostra ci sono alcune parole di Macca, toccanti ricordi sulla moglie ma anche alcune perle di saggezza: “per fare grandi foto devi essere al momento giusto sul posto giusto” (immagino che essere la moglie di un beatle abbia quantomeno aiutato). “Ma non solo” – sentenzia Paul – “bisogna anche sapere in quale esatto momento scattare e Linda lo sapeva bene”. Forse Paul non si rende conto che la ricerca di quell’istante, lo scatto, è la quest for the holy Grail di ogni fotografo e che si risolve in un misto di istinto+talento+buona dose di culo e opportunità.

Avete tempo fino al 19 luglio per andarla a vedere, è pure gratutita cosi’ potrete salvare qualche pound per comprarne una, sono stampate in una poshissima platinum print e partono da £4,800 + VAT (6100 euro circa). Però sbrigatevi ce ne sono solo 25 copie per ciascuna delle 28 foto e quella con John e Paul era già finita ieri, secondo giorno di apertura della mostra. Porca vacca, non la posso più comprare!

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