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The Rutles take tea!

La sagra di Morgan, chiamiamola così, mi ha subito fatto pensare a quando Paul McCartney aveva ammesso alla stampa inglese di prendere droghe. Mi soprende che uno fissato con i Beatles come lui, abbia reso noto il collegamento solo oggi. Anche i fantastici Rutles avevano dichiarato di farsi ma fortunatamente non ambivano a Sanremo.

PS Come ogni anno, la vincitrice morale di Sanremo è Gigia Tatalessio. Molti la conoscono ed apprezzano già da tempo ma per chi volesse rivivere quei momenti magici del suo unico video disponibile (Cuore Batticuore Incatenato nei Tuoi Occhi) questo è il link.

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OASIS= (O)h, (A)scolta (S)to (I)nizio è (S)imile a…

E voi di che fazione eravate, Blur o Oasis? Quando imperversava la battaglia del Britpop e le due band si contendevano la championship, quando l’Inghilterra dava una risposta al grunge americano dei Nirvana rispolverando le sue forti radici pop rock e glam… Era il 1992, avevo 16 anni e stavo dalla parte dei Blur. Oggi ne ho 30, i Blur non esistono più, si sono evoluti la loro musica è andata in direzioni diverse (Damon Albarn coi Gorillaz, The Good The Bad and The Queen, Graham Coxon da solo)  ma continuo lo stesso a stare dalla loro parte. Anche se gli Oasis hanno avuto un brillante e interessantissimo debutto con Definitely Maybe e poi hanno continuato a sfornare singoli e album di successo, lo ammetto, non riesco a digerirli. Ok, giudicare la musica è una cosa e giudicare l’immagine di un cantante è tuttaltra ma in questo caso le due cose coincidono in qualche senso. Mi spiego. Mi riferisco all’ossessione di Liam Gallagher per i Beatles. Adesso, finché sono io a indossare gli occhialini da vista tondi e gialli alla John Lennon e mi metto davanti a Central Park a fare foto è ok, non sono un personaggio pubblico, il photoshoot non finisce nei principali magazine di musica, al più finisce sul desktop di mio padre che commenta ai colleghi “guardate quella deficente di mia figlia che imita John Lennon”. Le cose per Liam sono un po’ diverse. Le sue foto, le sue affermazioni, il modo in cui canta, la pronuncia, tutto è sempre riferito a Lennon e tutto diventa subito res publica. 

Vorrei pertanto chiedere a Liam: “ma non ti senti un coglione?” Solo che non l’ho intervistato per questo nuovo album dunque non ho potuto, per ora. Ma veniamo appunto al nuovo Dig Out Your Soul in uscita il 6 ottobre (intanto potete ascoltarlo per intero sul loro myspace). Le critiche lo hanno accolto positivamente, è un disco che va giù bene: un suono psichedelico e bello thick, progressioni melodiche interessanti, chitarre a volte incazzose altre delicate, passaggi da un tono maggiore a minore… ma perché non mi piace, eppure dovrebbe piacermi questa roba… perché non mi dice nulla di nuovo? Ci sono! Perché queste sono le stesse idee che hanno avuto i Beatles, Liam sta di nuovo facendo il verso a John, proprio come lo fa davanti a una macchina fotografica. D’accordo ispirarsi alla musica passata ma bisogna farlo con stile e portando qualche idea nuova. A me quest’album non da’ nulla. Lascio un varco aperto nel cervello per cambiare idea una volta che l’avrò meglio digerito ma ne dubito.   

E così alla fine del nuovo brano The Turning ecco che avanza un arpeggio, chi non conosce “Dear Prudence” dei Beatles magari può pure trovarlo geniale… però è identico, quasi fosse una citazione. Ma quest’album allora, è tutto una citazione. To Be Where Life Is  ha un suono di basso e un sound psichedelico scandito dal sitar… geniale! Sì, insomma, genialmente e totalmente copiato dal sound di Revolver, Tomorrow Never knows etc. Poi c’è Get Off Your High Horse Lady, dopo un secondo che l’ascolto scoppio a ridere, ma cavolo, l’idea iniziale su cui poi si basa tutto il tormentone della canzone è identica a High Heel Sneakers! il famoso pezzo rock blues rifatto da tutti ma proprio tutti i musicisti del secolo scorso (inutile dirlo, pure da McCartney). Poi ancora Waiting for The Rapture, scusate, ma l’inizio della batteria che incalza compatta con la chitarra non è identico a “5 To One” dei Doors?  Anche qui, l’idea copiata regge tutto il pezzo. Infine vorrei citare I’m Outta of Time, dedicato, indovinate a chi? Lennon! Ma dai! Eppure questa canzone dovrei adorarla, con queste progressioni così, appunto, lennoniane, Liam dice che ci ha messo solo 9 anni a scriverla (i Rutles almeno ci mettevano di meno)… invece mi irrita. 

Qualche giorno fa Liam esce con l’originalissima affermazione: “Aveva ragione Lennon. Siamo più famosi di Gesù Cristo. Saremo più grandi dei Beatles, se non di più”. Certo Liam, dai giochiamo a fare i Beatles, io faccio John che c’ho pure gli occhialini:

Liam: no io faccio John o non gioco!

Chiara: no cazzo io faccio John tu fai Ringo! 

Liam: ma tanto vinco io che c’ho pure Zak (il figlio di Ringo) che suona la batteria con me e tu no, pappappero! 

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