Se Portofino è in Galles…

 

Oh Inghilterra, mia fangosa Inghilterra! Certo che t’amo ancora ma avendo superato i trenta, trovo un po’ difficile abbandonarmi all’idea romantica del festival musicale. Non che disdegni dormire in una tenda quando fuori sono 10 gradi ad agosto. Non che detesti quando inizia una pioggia torrenziale nel momento esatto in cui devo montare la suddetta tenda o smontarla. Adoro non potermi lavare per tre giorni e rotolarmi nel fango con la macchina fotografica che ho comprato facendomi un mazzo tanto. Amo scrivere gli articoli nell’area stampa dove bisogna lottare col sangue per guadagnarsi una sedia e guai a dimenticarsi il lucchetto per il laptop. E’ stupendo non avere segnale al cellulare e dover far affidamento su una connessione internet lenta: rende la collaborazione per gli isterici quotidiani ancora più eccitante e simpatica. Oh! Amato Glastonbury Fest! Dove un palco dista dall’altro 20 miglia e vai sicuro che ti chiederanno di recensire Jay-Z quando dentro muori per sentire Jack White a soli 15 minuti di corsa di distanza. Davvero, amo tutto questo. Ciononostante, da un paio di anni, ho preso una decisione: andrò ai festival solo ed esclusivamente in veste di fotografa per qualche band o come ospite, senza dormire in tenda, senza far code per pisciare o mangiare, senza dover subire forzati concerti di Lady Gaga e smili.

Lo scorso weekend ho accompagnato i Colorama (se non li conoscete ancora nel link potete ascoltare l’ultimo splendido LP Good Music) al Festival Number 6, a Portmeirion, in Gwynned, Galles del Nord. Non avevo avuto tempo per informarmi su dove stessi andando dunque ciò che mi sono trovata davanti è stato ancora più surreale. Portmeirion è la visione di un architetto – Sir Bertram Clough Williams-Ellis – che ispirandosi ai paesaggi di Portofino, ha progettato un villaggio Mediterraneo sulla costa del Galles. Molti inglesi lo conoscono perché sede della serie televisiva  sci-fi degli anni ’60 The Prisoner  . William-Ellis ha impiegato 50 anni per portare a termine il suo strambo sogno, dal 1925 al 1975, poi è morto a 94 anni, col cuore soddisfatto. Purtroppo non ho avuto molto tempo per passeggiare e la galleria fotografica qui sopra l’ho scattata di corsa, mentre guardavo intorno a bocca aperta. La colpa è del meteo, of course. C’era stata una bufera poche ore prima che ha causato ritardi all’intero Festival (cancellata la gig delle Staves, cazzo). Ma tornerò. Magari alloggiando in una di quelle casine colorate (sono hotel che ospitano turisti tutto l’anno). Perché di tutti i Festival che ho visto questo è semplicemente magico.

PS “I’m not a number, I’m a free man” ripeteva il protagonista di The Prisoner, alias “Mr Number 6″…

4 commenti

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4 risposte a “Se Portofino è in Galles…

  1. the prisoner lo guardavo sempre da ragazzino angoscioso e inquietante senza capirci una mazza. di portofino però ce n’è una sola

  2. linobrunetti

    Suvvia, a volte può anche capitare che non piova! Io quest’anno son stato fortunato, guarda un po’ qui: http://backstreetsbuscadero.wordpress.com/2013/09/21/end-of-the-road-2013-un-racconto-per-immagini/
    E comunque, a 40 anni, in tenda ci vado ancora!😉
    La Portofino gallese sembra proprio carina! Ciao!

  3. gruff

    il galles non e’ inghilterra

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