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“Rulers, Ruling all Things” premiere!

Oh mio Dio: sono passati già due mesi dall’ultima volta che ho menzionato i Midlake in questo blog! Eccovi dunque l’anteprima del nuovo video di Rulers, Ruling All Things, girato e diretto dallo stesso Tim Smith in super 8 ad Utrecht, durante un giorno di riposo del tour. Perfetto connubio di immagini e suoni, con tanto di citazione di Andrei Tarkovsky, il regista russo surrealista, di cui Tim va ghiotto (vedi la copertina di The Courage of Others, omaggio al film Andrei Rublev). Quando il tour sarà finito torneranno in studio a Denton (ne hanno uno nuovo, già travasato ed allestito, pronto all’uso) per lavorare al nuovo album. Dalle anticipazioni che mi hanno svelato, ho il presentimento sarà un lavoro decisamente yummy. Ma ci vorrà del tempo, molto tempo ancora; meglio non pensarci e tenere basse le aspettative. Aspetto dunque fiduciosa tornino a novembre per il concerto alla Roundhouse: si preannuncia già memorabile. E non ci sono dubbi che Tim porterà con sé l’immancabile super 8…

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Midlake: it’s a drug!

Ho sviluppato una preoccupante dipendenza al nuovo album dei Midlake, The Courage of OThers. E’ una droga: avvicinatevi con cautela. E come succede per la musica che adoro, la sostengo con tutte le forze. Ieri mi è scppato un articolone sul Secolo XIX (questo il link) e la mattina su Radio19, l’emittente del quotidiano, ne ho parlato in diretta. Erano le 7,45am, avevo dormito 3 ore e con ogni probabilità ho detto una moltitudine di cazzate. Ma sentire Acts of Man risuonare in una radio italiana grazie al mio articolo mi ha dato la forza di andare avanti, tanto per riallacciarci ad una recente discussione.

Sul Buscadero di aprile troverete la mia lunga intervista a Tim Smith, cantante ed autore di ciascun brano. Mentre questo è il link al Rolling blog con recensione e foto dello show di Londra. Ed ora vi prometto che almeno fino a novembre non ve li nomino più. Credo.

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The courage of Midlake

Chi non ha amato alla follia The Trials of Van Occupanther scagli la prima pietra. A me piacque talmente tanto che come prima reazione mi feci crescere una lunghissima barba. Poi mi informai per prendere lezioni di violino ma le mie amiche, nonché coinquiline, mi minacciarono di morte e dovetti rinunciare. Oggi – anzi, il primo febbraio – a quattro anni di distanza da quel gioiellino, i Midlake escono con il nuovo The Courage of Others. Eccitazione e desolazione quando l’ho ascoltato per la prima volta. Nessun brano che spiccasse, nessun Roscoe o Young Bride, le aspettative avevano bruciato ogni entusiasmo. Poi, qualche sera fa, è arrivata l’epifania grazie a una lunghissima sigarettina d’erba spinella e cuffie giganti sparate a tutto volume sulle orecchie. Pima di tutte, è arrivato il singolo, Acts of Man, non come quando l’avevo sentito alla BBC Radio 6 ma come se fosse stata la prima volta: Oh let me inside, let me inside, not to wait ripeteva Tim Smith bussando dritto alla mia testa.

Quando ho aperto la porta è entrato tutto il resto: violini, flauti, clavicembali, strati su strati di armonie e melodie mesmerizzanti. E una chitarra, a volte delicata altre ruvida, che predomina su l’intero suono, prendendo il posto della tastiera del Van Occupanther. Non ci sono singoli orecchiabili-piacioni, piuttosto la voglia di esplorare nuovi suoni, sempre rimanendo fedeli alla propria musa, ovunque ti voglia portare. E’ una settimana che l’ascolto e lo sto ancora assaporando lentamente, apprezzandolo di più ad ogni ascolto, nelle sue sfuggevoli melodie che rincorrono atmosfere d’altri tempi. Mi ci sono persa dentro e non so quando e soprattutto come ne riemergerò. Vi farò sapere, soprattutto del loro concerto tra due settimane: l’ultimo show di Londra mi aveva delusa. Era il Meltdown festival, loro avevano una serata no, infilarono un errore dopo l’altro e all’afterparty finì addirittura a scazzottate. Ma dal momento che dicono di avere passato gli ultimi due anni a suonare insieme, nelle sperdute vallate di Denton, nella Culonia del Texas, credo le cose andranno diversamente. 

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