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My top 10 of 2009

A differenza degli inglesi, che amano le classifiche in maniera spasmodica, detesto compilare  top 10 di qualsiasi genere. Ma come di consueto, anche per quest’anno, ho consegnato la mia lista della spesa 2009 al Busca. Ho dovuto inserire dei numeri ma in realtà sono 10 titoli in ordine sparso; 10 album che ho ascoltato più di tutti e che hanno coperto ogni possibile stato d’animo. Quanto alla barba più bella che ho conosciuto, non vi è alcun dubbio. 

 

1) Veckatimest   Grizzly Bear  

 2) Wilco (The Album) Wilco

3) Truelove’s Gutter  Richard Hawley

4) Horebound  The Dead Weather

5)  Two Dancers  Wild Beasts

6) Lovetune for Vacuum Soap & Skin

7) Embryonic Flaming Lips

8 ) Sometimes I Wish We were an Eagle Bill Callahan

9) Primary Colours The Horrors

10) Hombre Lobo  Eels

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Mr E’s beautiful beard

eBlogCi siamo, mancano solo una decina di giorni all’uscita di “Hombre Lobo”, mentre sono almeno due mesi buoni che non smetto di ascoltarlo. L’intervista a Mr E è appena uscita su Rolling Stone Italia, numero di giugno e ne ho fatta un’altra, completamentemente diversa, anche per il Busca dello stesso mese. Che posso farci se quando si parla di Eels mi prudono le mani?! Troppe le cose interessanti che lo riguardano, oltre la musica, c’è la sua incredibile vita. E’ stato dunque importante per me incontrarlo, passarci un po’ di tempo insieme e fotografare la sua bellissima barba: dentro c’era nascosto un universo parallelo ancora inesplorato. La peluria l’ha trasformato in un lupo mannaro e lui si è completamente abbandonato al personaggio tanto da non capire più dove inizia l’uomo e finisce la bestia. Mr E è una di quelle persone che quando non canta sta in silenzio, le poche volte che parla centellina le parole e quando sta zitto è così concentrato ed assorto da far risuonare i propri pensieri nell’aria. “Hombre lobo” sono 12 canzoni raccontate dal punto di vista di un lupo mannaro che ulula, desidera e si dispera per la troppa solitudine. A volte raggiunge momenti di una delicatezza commovente, come in The Longing, che oggi mi sta letteralmente  attorcigliando lo stomaco. Poi c’è la rabbia adrenalinica  di Tremendous Dynamite, le chitarre distorte alla Muddy Waters di Prizefighter, il groove stripped down di Flesh Blood e diverse ballate di sublime pop alla Eels. Tutto registrato in toni rigorosamente lo-fi con la sua band nello studio di casa. Nulla di nuovo, nessuna sonorità che non avesse già scoperto in passato, dopotutto questo è un cd concepito e realizzato in meno di 4 settimane. In poche parole, quest’album gli è scappato come uno starnuto, uno fatto bene però, di quelli che ti liberano i polmoni dalle 14 sigarette fumate la notte prima, quando eri troppo intento a ululare sul tetto per renderti conto che forse, in fondo in fondo, non si è soli più di quanto non si voglia esserlo. 

Well it’s another one day in the city of cold hearts

they all just play the part of who they are

and I’m here on my own I’d rather be alone

then try to be someone that I am not

and you seem like someone who could appreciate the fact

that I’m no ordinary man

(Ordinary Man from “Hombre Lobo”

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