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Seanlennön’s Cat

Vivranno pure nel loro mondo ma sono simpatici. L’intervista e servizio fotografico a Sean Lennon e Charlotte Kemp li trovate sul numero di Flair di dicembre, dove hanno anche pubblicato la foto di me e Sean con gli occhiali scambiati e la stessa faccina stupita-stupida. Così, tanto per guadagnare professionalità (sembro una fan cerebrolesa). Dicono che ci assomigliamo ma, purtroppo, mia madre continua a negare alcun rapporto con John. Insomma, quest’anno a natale mi tocca pure fare il regalo a Sean, vuole gli occhiali come i miei; spero che quando riceverà il pacchettino mi mandi qualcosa in cambio, che ne so, qualche vinile da collezione  o anche il pianoforte a coda di suo padre andrebbe benissimo.

Ciancio alle bande: Acoustic Sessions, il debutto dei due ragazzuoli – nome d’arte The Ghost of a Saber Toothed Tiger – mi è piaciuto alquanto. Si fottano i pregiudizi, non mi aspettavo certo di trovare un album dei Beatles. Ammetto piuttosto, di avere dubitato del talento di Charlotte, super top model 23enne; i motivi (pettegoli) sono ovvi, in più le variabili fichezza intrinseca e talento oggettivo in genere sono inversamente proporzionali nei musicisti. Mi è bastato sentirli dal vivo nella piccola stanza della Roundhouse per ricredermi: armonie perfette e giri di basso interessanti, lei. Che Sean fosse tecnicamente perfetto lo sapevamo già; è la voce il suo callo, molto meglio quando si unisce a quella di Charlotte (non fotonica ma gradevole).

Acoustic Sessions sono nove canzoni a base di chitarra e poco altro: tutto sta nel modo in cui i due giocano con le armonie, cadendo e rialzandosi dentro dissonanze. Poi ci sono le liriche cinematografiche, la forza di questi brani è il modo in cui si fondono con i suoni, svelando davanti agli occhi dell’ascoltatore immagini insolite. Oggi è uscito il video di Schrödinger’s Cat i cui versi sono tutti basati sul paradosso di fisica quantistica: “Like a tree that falls alone in the woods without a sound, I can’t be sure that I exist, when you are not around”… Pretty clever! Ma quando ho detto a Sean che l’Interpretazione di Copenaghen e il paradosso di Schrödinger sono stati superati dalla teoria dei Many-Worlds interpretation (formulata dallo scienziato Hugh Everett III, nonché padre di MrE), lui non è rimasto molto colpito. Anzi, mi ha risposto con aria di sufficienza che lo sapeva già. Vabò, gustatevi il video di Jordan Galland e caccia aperta ai rich kids newyorkesi… ho già adocchiato Fab Moretti degli Strokes e Adam Green (nei panni di Dorian Gray), ne vedete altri?

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