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Chris Brokaw, senza Farina c’è Molina

Una volta su tre che giri l’obiettivo verso Chris, lui risponde con un bel paio di crooked fingers e un faccino divertito. Brokaw passa spesso da queste parti: tornerà il 19 maggio con i Dirtmusic per suonare dal vivo il nuovo BKO, registrato in Mali e dal suono “rock Tinariwen-iato”, che vi segnalo e straconsiglio. Dalla nostra chiacchierata a Brick Lane è uscita l’intervista che trovate questo mese sul Buscadero. Parliamo di BKO e del nuovo The Angel’s Message to Me, una fantastica raccolta di cover folk ragtime blues del preguerra suonata insieme Goeff Farina (ex Karate, altra indie band seminale). E va giù che è una meraviglia. Chris è uno di quegli artisti inarrestabili, figura fondamentale della scena alternativa indie rock americana: gran batterista (quando inventa lo slow core insieme ai Codeine) ma soprattutto gran chitarrista, dalla voce delicata quanto peculiare.

Purtroppo la mamma della sfiga è sempre incinta e durante il tour in Inghilterra, Goeff Farina è dovuto improvvisamente volare a casa per un lutto. Chris è rimasto solo, o quasi, per il concerto al Luminaire lo ha raggiunto un altro grande americano – emigrato a Londra – Jason Molina (Magnolia Electric Company). Manco a dirlo, è stato uno show da brivido. Ho avuto il piacere d’incontrare Jason tempo fa mentre era in studio di registrazione e mi viene ancora la pelle d’oca a ripensarci (qui la nostra intervista gonza, “Fettucine alla Reynolds“). Per lui le canzoni sono percezioni da cogliere al momento, improvvisa un capolavoro su due piedi: i suoni diventano visioni che crescono lentamente per poi esplodere e trovare voce in presa diretta.

Molina e Brokaw non hanno avuto il tempo materiale per preparare una scaletta insieme, dunque il primo ha aperto lo show e il secondo lo ha raggiunto per qualche minuto per poi proseguire da solo. Per chi non c’era questo è il link del podcast dal sito Damnably. E stato speciale anche perché Molina non si esibiva live da tempo e farlo in un locale dall’acustica perfetta come il Luminarie – nelle cui mura troneggia la scritta “stai zitto, sei qui per ascoltare musica non per parlare ai tuoi amichetti” – è stata un’esperienza ancora più intensa…

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The Chris Cacavas Orchestra

photo©Daniel Weisser

Impossibile nominare il nome di Chris Cacavas senza ricordare i paladini del paisley underground Green On Red. Chris suonava l’organo e lo faceva talmente bene che il suo nome è da sempre una benedizione per qualsiasi band che gli chiede di collaborare. Dai Calexico, che ha raggiunto sul palco anche nell’ultimo tour, a Howe Gelb dei Giant Sand. Ma soprattutto Steve Wynn, insieme a lui membro della cult band Danny & Dusty, e col quale è spesso in tour. Mesi fa Cacavas si trovava in uno studio di North London per registrare una session con Jason Molina (che l’ha voluto nel suo nuovo album). E, per farla breve, ho avuto il grande onore di sentirlo jammare. L’ho visto mentre chiudeva gli occhi e le sue mani si facevano strada, veloci, lungo la tastiera, guidate solo da un istinto viscerale. Ho avuto la netta impressione di vivere un momento magico e irripetibile. 

Oggi Chris esce con un album solista,  Love’s Been Discontinued: una piccola perla di alternative music. Erano diversi anni che ci lavorava su ma dopo essersi trasferito in Germania nel 2002, prima di realizzarlo, ha dovuto trovare i giusti musicisti con cui formare una nuova band. Ovvero l’italiano Filippo Costanza al basso e Wieland Rochel alla batteria, tutti gli altri strumenti sono affidati a Cacavas. Musica downbeat, s’intende e un’atmosfera malinconica che accomuna tutti i brani. Malinconica non triste. Dentro c’è folk, rock e cipolle caramellate. Ma anche suoni elettronici alla Sparklehorse e un tappeto di stridenti chitarre acustiche. Sono canzoni che piano piano si insinuano nella testa, delicatamente, per la back-door del cervello, dove l’esile ma irresistibile voce di Chris, si fonde con le sue intelligenti liriche. Sono subito entrata in fissa con il singolo Tell Me Everything: una splendida ballata senza tempo, resa ancora più struggente dal violino di Vicky Brown, amica della sua Tucson, Arizona. Ora invece impazzisco per Who’s your Whore?: l’imprevedibile andamento della strofa e l’ipnotica melodia, mi sembrano una vera e propria genialiata. In Loving Tree e in Angelsterza all’improvviso con la voce, creando intriganti dissonanze. Other Side è una suite perfetta con un bizzarro assolo alla chitarra: mi fa pensare a qualcuno che invece di mangiare, sputa sul piatto cibo delizioso e intatto (lo so, ho bisogno di un bravo psicanalista). Insomma, è uno di quei cd che va giù tutto d’un fiato, onesto e che cresce con ogni ascolto. 

Se volete sentirlo dal vivo, The Chris Cacavas Orchestra si esibirà all’Auditorium di Bergamo domani sera, ovvero sabato 28. Un altro buon motivo per non mancare sarà la opening band, i Lowlands dell’italo-inglese Edward Abbiati, piccolo prodigio di musica indipendente al sapor di folk americano.  Bello no? Sarà un po’ come passare una serata tra l’Arizona, Londra e tutto quello che sta in mezzo. Io non mancherò, così prenderò 10 piccioni con un easyjet.

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