Archivi tag: Dio Bono

Venite Adoremus: Il Dio Bono appare di nuovo

Picture 4

La scena che vedete qui sopra non è tratta da South Park, sebbene l’inquadratura e il senso del suo intervento siano pressoché identiche a quelle di un episodio del cartone americano. Oggi Bono è intervenuto a gran sorpresa, per mezzo di un collegamento video, al congresso dei Tories dichiarando:  “Hello there, if you can swallow an Irish man saying what’s great about Great Britain, indulge me for a minute. Because what’s happened over the last few years in Britain’s relationship with the developing world has been so inspiring to me.”  (“Indulge me”, ha usato un termine molto azzeccato, manco fosse la parodia di se stesso).

Ovvero, per Bono l’operato dei Tories nelle relazioni con i paesi in via di sviluppo è stato illuminante, “inspiring” come dice lui. E se lo dice un uomo la cui band è l’industria più produttiva dell’Irlanda – un paese che non se la cava così bene dal punto di vista economico – e che ha spostato il suo capitale in Olanda per evitare di pagare le tasse nel proprio paese, allora è una garanzia. Se ce lo dice un uomo che predica il rispetto del pianeta e uno sviluppo eco friendly ma allo stesso tempo mette su un palco baraccone che produce danni irreparabili al suolo terrestre, allora, è una garanzia. 

Oggi il Guardian mi ricorda, che nel 2006 Bono appariva sul palco di una conferenza del Labour Party lodando i risultati raggiunti da Tony Blair e Gordon Brown, chiamandoli i John Lennon and Paul McCartney dello sviluppo mondiale. Bono: perché parli? Mi sta bene che non prenda parti politiche – e come potrebbe uno che vuole sempre accontentare un po’ tutti con na botta di qua e una di là – ma chissenefrega di quello che pensa? Perché il Dio Bono continua a fare queste apparizioni? Tutti diciamo stronzate, tutti ci contraddiciamo e cadiamo in piccole o grandi ipocrisie, ma che bisogno c’è di farlo sempre in maniera così plateale e farlo sembrare come se distillassi la verità assoulta? Come se ci fregasse sentirlo dire in piazza ciò che ispira le sue ipocrisie? WTF?!

Grazie, oh Dio Bono, per averci illuminato di nuovo. 

12 commenti

Archiviato in Uncategorized

L’Apparizione del Dio Bono a Wembley

evilclaw

15/08/09. Non ho mai visto gli U2 dal vivo e questo mi sembra il giorno giusto. Lo stadio di Wembley è uno spettacolo a sé stante e oggi si vede persino il sole prima che cala il tramonto, leggiadro, sopra l’artiglio del Dio Bono. Ho un superbiglietto: sono in un box privato, davanti al palco, mi hanno appena servito una poshissima cena e ci sono degli schiavi che continuano a servirmi da bere; lo faranno per tutta la durata dello show. Insomma: sono di buon umore, ho annegato ogni pregiudizio, sono pronta a fregarmene di eventuali comizi e bonismi e voglio solo ascoltare musica bona (scusate, è contagioso). 

L’artiglio. Sapevo già che quel baraccone libera 65.000 tonnellate di CO2 nell’aria (abbastanza per far volare Bono e compagni fino a Marte) e non può starmi simpatico, ma avercelo davanti, fa decisamente un altro effetto. Prima lo stupore (per chi ha superato la pubertà dovrebbe durare circa 4 minuti) poi le domande: “perché?”, “embhé?”, “dunque?”. Bono ha seri problemi di ego, ha bisogno di dimostrare così la grandezza della sua band, nella maniera più elementare possibile anche a costo di andare contro a tutto quello che predica durante l’anno, è più forte di lui. Ok, Bono. Hai un artiglio grande grande, è il più grande che abbia mai visto nella mia vita: spero tu sia contento. 

Pensiamo alla musica, è quella che conta. Ma queste canzoni le conosco bene e me le state suonando identiche alla versione del disco. Ti prego The Edge, pensaci tu; sei o non sei tra i più influenti chitarristi del nostro tempo? Fammi un assolo improvvisato, dammi un brivido rock alla schiena, sorprendimi. Ok. Non importa, va bene lo stesso. Però lui ha una gran voce, impossibile negarlo, peccato  faccia ogni nota di canzone identica all’originale. E Larry Mullen Jr? Basterebbe che sparasse un beat diverso… Nevermind. Sono io che non ho capito un cazzo come al solito: sto cercando le cose sbagliate, sono in uno stadio, circondata da 87,999 altri che vogliono sentire gli U2 suonare esattamente come da disco. La devo smettere di rompere i coglioni, farò bene ad adattarmi. Canto “Sunday Bloody Sunday” a squarciagola… e quell’arpeggio… oh quanto l’ho amato quell’arpeggio! Quanto l’ho suonato!

E mi estraneo di nuovo. Quella folla sterminata di gente a cui Bono tende le mani mentre scalcia e si dimena come può, ha uno sguardo strano, quello dell’alienazione. Bono è solo, immerso nel suo ego, non c’è calore, non c’è scambio, solo una manifestazione di onnipotenza rivolta a se stesso. Comincio a pensare che stasera i fans sono soli: felici, canterecci, divertiti dai propri ricordi. Mi ricordo… sì, io mi ricordo “New Year’s Day”: quando l’ascoltavo il primo anno di università, l’Irlanda significava tutto per me, le Guinness allo Shamrock nel pomeriggio… la scrittrice australiana, alcolizzata, seduta al bancone col suo bicchiere di vino e un libro. Non voleva essere disturbata. In Irlanda al new year’s day ci si baciava tutti in bocca nei pub, si usa così, che strano, ero così imbarazzata… Ma chi è quel puntino in mezzo al baraccone laggiù? Ah, sì: Dio Bono! Quasi mi ero dimenticata, pensavo di avere lasciato lo stereo acceso. Poi infilano un verso di “Here Comes the Sun”, solo un verso. Più tardi, fanno la stessa cosa con “Stand By Me”. Cosa intende? Ci sta dicendo che le canzoni degli U2 sono immortali come quelle dei Beatles o cerca ancora di accontentare un po’ tutti? 

Il succo del nocciolo è che davvero mi sarei aspettata qualcosa di più della sola nostalgia. Ma è impossibile con una band che non vuole far altro che ricordarci di come era e come li amavamo. Chi li ama, lo farà a prescindere dallo show di stasera, magari dal divano di casa guardando un dvd, cambia poco.

47 commenti

Archiviato in Uncategorized