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Ave o BoB! (Dylan@Roundhouse)

blogbob2Non mi diverto a un concerto di Bob Dylan se non riesco ad andargli vicino. Vedere le espressioni contorte e assurde del suo volto pallidissimo e le gambine corte muoversi mentre suona la tastiera, è parte integrante dello show. E farlo in una venue storica e intima come la Roundhouse è ancora meglio. Certo non è facile avvicinarsi: il fan di Bob Dylan è paradossalmente guerrigliero, soprattutto se ha 50-60 anni e non ha intenzione, giustamente, di cedere il posto a chi è arrivato dopo. Dunque la prima metà del concerto mi sono presa una scarica di fuck off allucinante che mi hanno letteralmente tramortita. Non erano semplici fuck off erano proprio FOK OFFF pieni, ridondanti, maestosi, austeri e con relativa spintona di accompagnamento. Forse è per questo che la prima metà del concerto non mi ha presa per niente. Fatta eccezione per Tangled up in Blue, Dylan e la sua la band mi sembravano persi in blues un po’ stanchi e senza verve. Lui stava lì come a chi non gliene frega nulla di nulla ma è normale, ricordiamo che è un uomo che si è fumato tutta la foresta amazzonica e strafatto con tipetti come Brian Jones e John Lennon. Insomma, say no more. Ma lui i concerti non li fa per scelta, non può farne a meno, quella è la sua vita, il palco è la sua dimensione, il viaggio in tour è il suo sentirsi a  casa. Magari quando va realmente a casa, quei dieci giorni all’anno, lo considera un tour. Ma torniamo alla gig di ieri sera. Chi si aspettava brani dell’ultimo “Together Through Life” è stato deluso e chi si aspetta qualsiasi cosa da un concerto di Dylan rimarrà sempre deluso perché significa che non lo conosce. Non si sa mai cosa ti riserverà un suo show… Esempio: C’è un pezzo di Time Out of Mind (del 1997 e non di 40 anni fa!!!) che mi fa impazzire, Love Sick. Una volta a Perugia me la suonò addosso che ero in prima fila al Santa Giuliana ed è stato uno dei momenti più orgasmici di un concerto nella mia vita. Quando Dylan butta queste perle, le devi prendere al volo e  ne ha scritte talmente tante che ognuno ha la sua e questo è il bello. Ma sto divagando di nuovo. 

Il concerto di ieri è decollato da metà in poi con Highway 61 revisited, la band si è improvvisamente svegliata e gli arrangiamenti non erano troppo dissimili dall’originale. Poi ne ha infilzata una meglio dell’altra: Ain’t Talkin’ è stata semplicemente meravigliosa e ancora Summer Days, Like a Rolling Stone, All Along the Watchtower, Spirit on the Water e la versione del tutto rivisitata di Blowing in the Wind. C’è a chi non piace, pazienza, a me sinceramente ha stancato l’originale, figuriamoci a lui. A chi commenta dicendo: “mahaaaa peròòòò quelle vecchie le fa tutte struppie!” Vorrei ricordare che His Bobness suona molti di questi pezzi da circa 125 anni. E a chi dice: “maaaah allora perché le suonaa ancoraa se n’cha voglia?” Vorrei dire che Dylan non fa solo i vecchi successi e che stasera ne ha suonati diversi dagli ultimi album ed erano tutti gran pezzi. Mentre vorrei ricordare che i Rolling Stones, per fare un esempio, o fanno robe di 40 anni fa o sono fottuti. Poi aggiungerei una frase di Dylan: “Pete Townshend e Paul McCartney hanno scritto album perfetti in studio, dunque devono suonarli identici (sul palco). I miei non sono mai stati perfetti, dunque non capisco perché dovrei duplicarli”. 

bobblog21Per molti sentire cantare Dylan è come assistere a una pecora seviziata da un branco di rospi assassini e va bene, lo accetto ma se mi togliete l’ora alla settimana di Theme Time Radio Hour in cui fa il DJ divento matta!  Gracchia anche nel nuovo “Together Through Life” (che ho da poco ma mi sembra bello forse non come il fantastico “Modern Times” – del 2006 e non di 40 anni fa!). Ma nessuno è mai andato a vedere Bob Dylan per ascoltare una bella voce, mai. Bob ci ha spezzato il cuore quando ha venduto le sue canzoni a squallide pubblicità, non è un modello di coerenza ma ormai il trend mi sembra quello e di esempi in questo blog ne ho portati a palate. Chi lo ha amato è rimasto ferito da Dylan, sicuro, lo dicevamo anche con Eels giorni fa… anche se lui poi ha aggiunto:  “A chi non piace la musica di Bob Dylan? A Simon Cowell?! E già questo dovrebbe essere un campanello di allarme…” Insomma, dite pure che non ha mai avuto voce e che ora gracchia solamente, dite che la sua musica è stata strumentalizzata da fanatici e che i suoi album sono tra i più sequestrati nei covi delle Brigate Rosse, dite pure che si è venduto per vil danaro o rincoionimento acuto da erba spinella, ditelo perché è vero. Ma non è quello il punto. Il punto è quando mettete un cd come “Desire” dentro lo stereo o quando dal vivo vi spara la vostra perla preferita. Il resto, my friends, sono chiacchiere in the wind.

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