La sagra della barba, reloaded

In genere i londinesi sono bravi a stare zitti durante i concerti. Ma quando si tratta di Josh T. Pearson, la faccenda raggiunge tutto un altro livello: il silenzio diventa uno spazio assordante interrotto da voce suadente intrecciata a strambi arpeggi. Ogni parola è pensata, sudata, perfetta: sono pezzi di un puzzle, incastrati nella posizione assegnata perché non potrebbero stare altrove. E tu stai lì ad ascoltarlo, con la mandibola spalancata davanti a quella figura di Cristo texano, sceso dalla croce per raccontarti del suo cuore sanguinante… E chissà quanti, a sua volta, ne avrà fatti a brandelli. Bisogna immergersi un poco alla volta in The Last of The Country Gentleman e fare attenzione che non vi spacchi in lacrime. Non perché sia necessariamente triste ma perché è struggente la sincerità con cui mette in musica i pensieri più inconfessabili. 

Josh è un personaggio unico e incredibilmente divertente, ogni volta che lo incontro succede qualche gag: alcune le ho raccontate sull’intervista pubblicata nel Busca di aprile (perdonate la qualità delle immagini, è un pdf a bassa risoluzione), altre sono appena uscite in un nuovo articolo (e foto) sul Rolling Stone di maggio. Altre ancora non le ho scritte, come alla gig in Southbank, quando mi alzo durante lo show per andare al bagno-&-bar (circolo vizioso) e lui dice: “No, don’t go away!“. Al ritorno comincia a parlarmi, davanti a un pubblico sell out, io non dico nulla, divento paonazza e sprofondo sulla poltroncina tra le risa del teatro. Oltre a prendermi in giro, tra un brano e l’altro, racconta anche freddure così poco divertenti da farti sbellicare. “Una volta non lo facevo, è una cosa nuova” confessa dopo lo spettacolo ma non ci vuole Freud per capirne il motivo: è il suo modo di alleggerire un set di canzoni strappabudella.

Ora il passaparola si è sparso ovunque: credo sia meraviglioso come un album così personale e “non facile” sia arrivato alle orecchie di tanti. Vi lascio con la sua performance al Jools Holland di poche settimane fa, tanto potrei scrivere altri 10 articoli, ma non parlerebbero altrettanto chiaro come questo video.

PS Il titolo del post si riferisce ad un vecchio post.

13 commenti

Archiviato in Uncategorized

13 risposte a “La sagra della barba, reloaded

  1. Ma quindi ci vediamo mercoledi’ in chiesa?

    • Hey! maybe, vediamo magari passo, l’ho visto già 15 volte dal vivo😉 Tu fotografi? Non ce se la fa… C’è troppo silenzio alle sue gig, io non sono mai riuscita fare “click”, è un casino! poi alla Union chapel!! se vengo su te lo dico…

  2. Io lo sai che ti voglio bene, un pò anche a Valerio dai, però è difficile trovare qualcuno che ti faccia due maroni così , anche a cercarlo bene eh. 😛

  3. giulio

    andare al bar e al cesso durante un concerto come questo denota grande interesse musicale

    • Ebbene sì Giulio, è disgustoso – e denota senz’altro poco interesse musicale – ma devo confessarlo: in quanto essere umano, ho delle esigenze fisiologiche. Spero che per questo non perderò molti lettori ma è bene che sia sincera: a volte devo andare in bagno.

      E dal momento che le canzoni di Josh durano una decina di minuti e non ti fanno tornare in sala finché non c’è il breve intervallo tra un brano e l’altro, ho commesso la follia di prendermi un drink mentre aspettavo che una canzone finisse.

      Era inoltre la terza volta nel giro di poche settimane che lo sentivo suonare dal vivo.

      PS Benvenuto Giulio!

  4. Generale Lee

    ………..l’ho visto il 26 aprile a Milano, al primo house concert della mia vita…..bella esperienza sia per l’house concert che per JTP……siccome era da solo con chitarra devo dire che ho trovato più struggente il disco dell’esecuzione live, comunque sono contento di averlo visto……..dopo il concerto è stato gentilissimo e si è fermato a parlare con tutti, a fare foto ed autografi…..

  5. sono contenta per lui che abbia il successo meritato🙂
    adesso pero’, per il successo, e’ il mio turno, no?

    • Myriam: ti sono infinitamente grata per avermi portato a quella gig dei Dirty Three due anni fa e di conseguenza avermelo fatto conoscere! Ci vediamo domani sera allo show della Union Chapel, baby baby, uh uh.

      PS Giulio: cercherò di non fare pipì, costi quel che costi.

  6. silvia

    Buongiorno,
    Ti contatto tramite commento perché non ho trovato nessun altro modo per farlo.
    Vorrei farti conoscere il servizio Paperblog, http://it.paperblog.com che ha la missione di individuare e valorizzare i migliori blog della rete. I tuoi articoli mi sembrano adatti a figurare tra le pagine del nostro magazine Musica e mi piacerebbe che tu entrassi a far parte dei nostri autori.

    Sperando di averti incuriosito, ti invito a contattarmi per ulteriori chiarimenti,

    Silvia

    silvia [at] paperblog.com
    Responsabile Comunicazione Paperblog Italia
    http://it.paperblog.com

    • ma veramente la mia mail è facilmente reperibile sul web… grazie comunque per l’interessamento.

      Domanda: paperblog è policamente schierato? Non appena aperta la pagina è comparso un banner “sei di centro-destra? iscrivi al partito!” Ecco, diciamo che non sono interessata, grazie.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...