Tom Waits & Jack. A Xmas tale.

Quest’aereo è pieno di puttane e di combattenti sumo. La hostess fa avanti e indietro tra il Filipino coffee shop e i passeggeri, vuole accontentarli tutti. Indossa un ciondolo regalatole dal suo uomo prima che la tradisse per l’ennesima volta. Lei continua ad amarlo: ama essere trattata male, ama il dolore. La verità? Sto leggendo un libro fantastico, Innocent When You Dream, una collezione d’interviste a Tom Waits. E’ stupendo. Non è nuovo ma solo adesso lo leggo (ok, è uscita da poco  la nuova biografia di Hoskyns ma non posso bruciarmi tutto subito). La pura verità? Più che dentro un aereo diretto a Roma mi sento in California, imbevuta di whisky ad un bancone lercio di bar. Qui non viene mai nessuno, c’è sempre parcheggio, vicino a Frank, il benzinaio. Accanto a me è un orrendo figuro, le sue ascelle mi danno alla testa, è così disgustoso che ne riconosco la bellezza putrescente.

Mi chiedo, come faceva Tom Waits ad essere così vecchio, così giovane? Com’è possibile che ogni singola frase che abbia detto è degna di essere stampata e letta? E riletta ancora: ai tuoi figli, ai figli dei tuoi figli e ai figli del mondo a venire. Questo libro è un fottuto capolavoro. I’ll tell you all my secrets but I lie about my past. Chiaro. Nessuno crede che Waits sia nato nel sedile posteriore di un taxi giallo, nell’area cargo dell’ospedale, mentre il taximetro continuava a decorrere, con lui che usciva dall’utero esclamando: “Times Square e di corsa!”. Ma Cristo, quando svela i segreti. Sono tutti in musica, anche quando parla, quando recita poesie beatnik intrise di malinconica e sudicia genialità. Datemi una buick.

La musica diventa la ricerca del hair of the dog, come la chiama Keef, citato da Waits. Quel pelo maledetto che salta sullo schermo mentre guardi un vecchio film al cinema. Lo sbaglio. Un istante, un’intuizione  percepita. E’ la musica che arriva di sfuggita, magari dentro la metro, dal tizio accanto che tiene l’ipod a volumi insolenti. Oppure camminando lungo… Scusate: sto ascoltando Bone Machine, In the Coloessum. Vinicione Copiasella non copia Tom Waits, poco. Pure i titoli gli ha fregato, solo il chitarrista e il sound non bastavano. Dicevamo? La musica è una visione. E’ il suono che passa attraverso le mura di una stanza di un lurido motel. Belli i motel sgarrupati. Waits ha vissuto al Tropicana per nove anni: “Non credo abbiano mai cambiato gli asciugamani in tutti quegli anni, non ho chiesto perché non volevo essere maleducato”.

Oh quanto le ho adorate quelle schifose stanze di motel durante il coast to coast da New York a San Francisco. Ero insieme al mio ex uomo d’altri tempi. Lui chiedeva solo di dormire in posti decenti, porello, ma doveva fare i conti con una demente, già dannatamente immersa nel mito bukowskiano waitsiano californiano. Impazzivo di gioia ogni volta che trovavo stanze puzzolenti, vicini obesi, insetti. Se c’era una macchia sospetta sul letto – sangue, merda, poteva essere qualsiasi cosa – era una festa. Lui non approvava.  La sera dopo si ripiegava in una suite imperiale di Las Vegas, per farlo un po’ felice. Quella dopo ancora si tornava in uno squallido motel in Oklahoma. Magari Tulsa. Lì Waits ha girato Rumbe Fish di Francis Ford Coppola: era Benny, il bartender del pool bar. Tulsa. Che posto di merda, pura, eppure. Arrivarci in moto all’ora del tramonto è stato magico. La bellezza si nasconde ovunque. C’è turbolenza tra poco vomito sopra la ragazza che ho accanto, un poco se lo merita, un poco di vomito lo meriterei anche io.

La bibbia compare nelle liriche di Waits almeno quanto il diavolo e l’inferno. Ma cosa c’è di più romantico che morire al chiaro di luna? Non saprei. Forse morire tra le braccia della Signora Morte stessa. Buongiorno Signora Morte. Ci incontriamo di nuovo, eh? Aspetta ancora un poco, forse 20, 30 estati al massimo e sarò tutta tua. Ma prima. Oh prima! Questa gioia di vivere fottuta me la porto addosso come il più bel vestito vintage di Berkeley.

Nulla esiste nella forma data, tutto è creta. La musica, i pensieri dell’uomo: ne puoi fare quello che vuoi, dice Waits. L’uomo cieco nella stanza con l’elefante. Ma cazzo: avevano il Jack Daniels e mi hanno dato Johnny Walker per un’ora di fila?! Consiglio: non aspettate che le hostess vengano da voi dal Filipino coffee shop, andate voi da loro. Black Rider, adesso. I’ll drink your blood like wine. Quando è arrivato il coraggio di Waits? Con la donna della sua vita, chiaro. A man needs a maid. Fateci caso, tutti gli uomini di successo hanno una donna a loro fianco. Non una gatta morta ma una donna vera, che non rompa i coglioni con le solite menate. November: oh lord, questa canzone mi uccide!

Mi fanno ridere le coppie vestite abbinate. Non ridere nel senso di sfottìo, mi divertono proprio. Lei somiglia un po’ a Linda McCartney lui è il typylcal Italian. Entrambi beige. Vorrei rapirli e metterli sotto l’albero di natale. Just the Right Bullets: Ennio Morricone famme na pippa. Sei sboccata. Sì ma la tua sboccataggine è rilegata a una sfera elegante. No, davvero: chi riuscirebbe ad ascoltare Just the Right Bullets senza rimanerne rapito? Quando attacca il piano dopo il ritornello: così in ritardo eppure così in tempo. Dimmi ti prego, come fa Waits ad essere sempre il migliore? A dire le parole giuste, nel modo giusto, con la giusta musica. Perché Tom ha trovato un compromesso impossibile. Scusate c’è un quadro assurdo dentro l’aereo. Criptico. Tre case, una non ha finestre, né porte. Chiara behave. Il naso tappato, le orecchie che fischiano, l’amor del mondo implodere dentro un cuore troppo piccolo e un clarinetto dissonante. It ain’t no Sin to take off tour skin and dance aroud in your bones. La ciliegina è la voce di William Burroughs. No, davvero, riflettiamo: come si fa a campare senza la discografia completa di Tom Waits?

That’s the way the potato mashes.

That’s the way the pan flashes […]

That’s the way the teeth knashes

That’s the way the gravy stains

That’s the way the moon wanes

Ora è Closing Time: il principio, il primo album, il giovane vecchio. Devo spegnere. Si attera. E’ Natale. E’ tempo di darsi alla famiglia senza ritegno. Ma siamo sempre in tempo per darsi alla stronza e meravigliosa vita. Buon Natale e buona vita a tutti. Con turbolenza.

19 commenti

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19 risposte a “Tom Waits & Jack. A Xmas tale.

  1. chi potrebbe chiedere un regalo di Natale migliore di questo.

    thanx & love

  2. buon fottutissimo natale, chiara!❤

  3. fratta

    tanti auguri gonzi chiarì!!!

  4. Ossantamadonna, altro che Tom Waits.
    Prima o poi scriverai un libro e io sarò in prima fila a comprarlo.

  5. Maurizio

    E gran bella foto. Auguri.

  6. il 2011 nasce sotto i migliori auspici musicali, Davide Van de Sfroos a Sanremo!:
    http://www.corriere.it/spettacoli/10_dicembre_17/laffranchi_van_de_sfroos_345ad60e-09b0-11e0-b36f-00144f02aabc.shtml
    E ci sono anche Vecchioni, Battiato e Madonia, La Crus… e sono tutti in gara!
    Una piccolissima rivoluzione di Morandi! Speriamo sia solo l’inizio.
    Buon anno! Fabrizio

  7. HAPPY CHRISTBUS EVERYONE!
    And thank you… Presto diventerò una scrittrice reclusa alcolista, è solo questione di tempo, abbiate fiducia!

    Fab la notizia di Sanremo tu la vedi positiva? Insomma, ricordi che roba hanno cantato là dentro lo scorso anno? C’ho ancora gli incubi! E il mio post “muore il grionalismo musicale” è ancora il più popolare di questo blog…!! https://thebrixtownmassacre.wordpress.com/2010/02/21/italia-muore-il-giornalismo-musicale/

    Sanremo it’s a no no…

  8. Bah ti dirò se a Sanremo ci suona gente furba io lo guardo eccome! Se al premio Tenco ci va la Tatangelo ci sputo sopra! Mi sembra il discorso di quelli che non guardano la tele perché ti brucia il cervello, ma sentono solo la radio perché fa più radical chic senza capire che, se alla radio ascolti techno, in realtà è di gran lunga meglio guardare Superquark o la prima della Scala per tele! Mi spiace, ma non sono un fan di McLuhan!
    Il giornalismo musicale muore se si continuano ad avere i paraocchi (vedere Carù, please), a mio modo di vedere… Buon anno. Fabrizio.

    • Fab, lo scorso anno mi sono sorbita TUTTI i pezzi di Sanremo, per capire di cosa si trattava, tutti. Non penso che sia un atteggiamento da paraocchi. Ho visto, ho sentito e ci sono rimasta molto male. Molto.

    • Fratta

      caspita (per non essere troppo volgare) che rivoluzione!! a me pare tutta gente bollita (rif. al messaggio precedente)!! ma un po di volti nuovi no eh?! ah, forse perchè i più furbi rifiutano di andare a sanremo, buffonata pilotata dalle case discografiche!!
      fuori da sanremo resta il meglio della musica italiana, gente che non si svende e che rinuncia a quel briciolo di notorietà vedi i vari Brunori srl, Dente, Beatrice Antolini, Lucidellacentraleelettrica, Donà e se vuoi vado avanti ancora…
      Sanremo lo vedo come lo specchio della società italiana vecchia, bigotta e ancorata alle tradizioni.
      scusate lo sfogo, ma appartengo alla categoria che sta insorgendo di questi tempi. Ragazzi frustrati e che non vedono la luce alla fine del tunnel, che lottano per conquistarsi un futuro, sempre che ci sia concesso un futuro…
      ciao Chiarina!!

  9. Beh beh, che dire, finalmente Sanremo lascia spazio ai giovani di una volta🙂
    Van de Sfroos, La Crus, Madonia, e pure i giovani dell’altro ieri Vecchioni e Battiato. ..
    Non c’è che dire, una vera rivoluzione🙂

  10. In effetti Alle non ha tutti i torti, ammazza che cariatidi.

  11. Gianna

    Ciarina! Eccezzionale come sempre!

  12. Gianna

    azz…..una z di troppo ;-))) scappò

  13. Che bel post ! Grazie !! Scommetto che il libro che stai leggendo non si trova in italiano, o perlomeno io non l’ho mai trovato, che faccio miglioro l’inglese o aspetto l’italian edition ?🙂

    • ciao frate, benvenuto and thank you. Non ho idea se il libro esista anche in italiano, dunque direi migliora pure l’inglese🙂 Le perle di Tom vanno lette come lui l’ha pensate…

  14. Lorenzo71

    Per rispondere alla tua domanda: “Come si fa a campare senza la discografia completa di Tom Waits?”. Non ne ho idea da una ventina d’anni, forse non ne ho mai avuto idea.🙂
    PS Vade retro Sanremo.

  15. luca

    Macchebbello. Mi è venuta voglia di riascoltare la discografia intera.

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