Fistful of Mercy e fenomenologia del supergruppo

All images are ©Chiara Meattelli 2010

Oggi non basta suonare in una band, devi essere anche membro di un superguppo se non vuoi essere uno sfigato. Ultimamente stanno sbocciando tante collaborazioni quanti funghi allucinogeni nei ridenti boschi del Galles in ottobre. Come nasce un superguppo? Semplice: basta andare a un party, a una cena, ingerire alcol e socializzare. Secondo recenti studi, a parole nascono circa 8397249874984 supergruppi al secondo ma quelli che si evolvono in un progetto concreto non sono che una piccola percentuale. Per i Fistful of Mercy galeotta non è stata una festa ma uno skaterboard, anzi due: quello di Ben Harper e quello di Dhani Harrison (sì, figlio di Beatle-George), quando si sono incrociati in qualche parco di LA. Come realizza il primo album un supergruppo? Semplice. Si chiude in uno studio, si siede, spara qualche cazzata, beve 19 caffè al minuto, butta giù idee a raffica per 2, massimo 5 giorni e registra. In questo caso tutto è stato scritto, registrato, impacchettato e stirato in 3 giorni 3. Come si attira l’attenzione della stampa su un disco fatto da tre amici in tre giorni? Semplice (scusate, ho preso gusto). La regola vuole che il supergruppo abbia almeno un membro molto famoso e almeno uno sconosciuto, noto anche come “beneficiario concretizio del supergruppo”. Qui abbiamo addirittura un figlio di Dio, sorry, di un beatle e un Ben Harper. Un superguppo può scrivere un album in grado di salvare il mondo? Semplice (oops): no; data la natura di queste collaborazioni, è molto difficile ne esca un capolavoro. Almeno per quanta riguarda il debutto, se poi continua a lavorare insieme, tutto può succedere…

Al Koko di Camden Town le nuove canzoni dei FOM sono ancora in rodaggio. “E’ la prima volta che suono a Londra” confessa Dhani Harrison, nervoso. Dentro la scaletta c’è di tutto: folk, rock, pop, soul. Da un lato piacevoli sorprese e dall’altro la sensazione di disorientamento, soprattutto quando ciascuno ha suonato un pezzo del proprio repertorio. Ben Harper ha scelto Please me like you want to, dal fantastico Fight For Your Mind, nonché suo ultimo disco ascoltabile. In The Sun di Joseph Arthur è un polpettone standard americana, piuttosto trascurabile e pure un po’ irritante. Dhani Harrison ha portato Another John Doe, un giro di piano beatlesiano (very strange) dalla precedente band Thenewno2. Sono fioccate anche le cover, da Buckets of Rain di Bob Dylan a To Bring You my Love di PJ Harvey, dalla Pale Blue Eyes dei Velvet Underground in stile Crosby Stills & Nash, a Scandalous di Prince.

Tre musicisti e tre voci dalle caratteristiche molto diverse ma è sempre il soul di Ben Harper a struggerti l’anima. “Questa canzone è quasi una preghiera, dico così perché siamo a Londra, fossimo in America avrei detto che è una preghiera” scherza Arthur. Poi Ben Harper con gli occhi levati supplica Restore me, lentamente costruisce il crescendo accompagnandola fino all’esplosione finale. Fistful of Mercy, la canzone, l’hanno scritta “perché pensavamo fosse una buona idea avere una theme song, proprio come i Black Sabbath” scherza Harrison-son (oddio, così sembra quasi coreano). Things go Round nella versione dal vivo decolla in un gancio-pop rock ultrapotente mentre With Whom you Belong, cantata lontano dai microfoni e con le sole chitarre acustiche, ha il bel suono dei più classici inni tradizionali americani. Da non perdere? Da vedere senz’altro perché quando i tre se la intendono si raggiungono momenti altamente succosi ma il rischio che finiscano presto nel dimenticatoio è grande. Salvo arrivi lui: il supersecond’album.

21 commenti

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21 risposte a “Fistful of Mercy e fenomenologia del supergruppo

  1. oddio le cover sono abbastanza fighe per farmeli andare a vedere giovedì sera thanx for the tip.

    a me il disco è piaciuto anzicheno, alcune canzoni sono proprio belle, sarà il mio mood dapioggiadentro (anzineve) che me le fa apprezzare.

    e harper, be’ se parla così allora non è ancora bollito come credevo che ormai fosse

  2. Supergroups: for Dummies!

    Devo imparare a suonare qualcosa, così posso diventare anche io “beneficiario concretizio” e dare alla mia vita la famosa svolta rock.
    Peccato che sono ancora al primo livello, ovvero cantare (diciamo urlicchiare) con l’autoradio in sottofondo mentre guido!🙂

  3. @PVites: yes valli a vedere che te piacciono! Ben Harper? Non quello che ha detto ma quello che ha suonato…

    @Sekhemty: Ottimo! Mi sembra un inizio potentissimo, tra un mese quando avrai preso la mano con i gorgheggi, potrai presentarti a X-factor!

  4. Da Gigia no!
    Rimango in macchina!

    • Ma, Gigia Gigia? Parliamo della stessa Gigia? Sei anche tu un fan della Tatalessio?

      • Si, si, la Gigia è proprio quella che pensi tu.
        Diciamo che nel mondo al contrario (magari uno di quelli del babbino di E) potrei pure essere suo fan.
        In questo invece se proprio devo la guardo senza l’audio, e in realtà pure da quel punto di vista è un pò manichinosa.

  5. Cavolo! mi commuovi. un fan di Gigia mette sempre allegria. Magari quest’anno per il nuovo Sanremo scatta il secondo singolone, devo “solo” trovare 60 minuti di scazzeggio ispirato!

  6. Su disco mi son rimasti un po’ troppo cs&n, però dal vivo… Paolo, giovedì questo? dove?

  7. “Come realizza il primo album un supergruppo? Semplice. Si chiude in uno studio, si siede, spara qualche cazzata, beve 19 caffè al minuto, butta giù idee a raffica per 2, massimo 5 giorni e registra. In questo caso tutto è stato scritto, registrato, impacchettato e stirato in 3 giorni 3. ”

    E in effetti si sente😛

    Però dai, Joseph Arthur non me lo puoi liquidare così😉 Che poi quella versione di In The Sun sia abbastanza dozzinale posso crederci. Dovevi sentirlo all’apice della forma al Vox di Nonantola nel 2003…che show: lui, una chitarra e un computer per le basi ritmiche…intensissimo e con tutti pezzi da novanta (quelli del primo repertorio)🙂

    P.S.: come somiglia a papi Dhani Harrison O_O

  8. Al di là del fatto che Harper non si è mai ridicolizzato con il suo repertorio (anche post “Fight for…”) e che non abbia bidogno di band di “ripiego” per lustrare la sua già ben affermata popolarità musicale (grazie ad una formula mai banale) ritengo che questo nuovo porgetto sia nato esattamente come sono nati i Criminals e i Relentless7: semplicemente per la passione di suonare in se, per l’esigenza di assecondare nuovi istinti. Dunque credo che l’integrità del prodotto dato alle stampe sia salva in ragione di questa costante nella carriera di Ben (degli altri conosco davvero poco). Sulla qualità si poteva fare pure meglio, ma credo che non ci sia necessariamente bisogno di un altro disco per decifrare lo spessore del progetto, che è nato così, su due piedi, ma non per questo ne soffre in rendimento.

    • Ciao Francisco, spero di non essermi fraintesa. Certo che i supergruppi nascono dalla passione e non ho mai usato la parola ripiego. I musicisti, suonano, quello è il loro lavoro, più suonano e meglio stanno! La premessa nasce solo dal fatto che avendo molti amici musicisti vedo come nascono questi progetti, analisi spiccia la mia, non polemica.

      La band mi piace ma soprattutto dopo averli visti dal vivo ho avuto l’impressione che non sanno ancora bene da che parte andare. Il secondo disco diventa fondamentale per quello, o si continua a divertirsi in studio o si cerca un sound proprio.

      • Urca che voglia di sentire ‘sto disco che mi hai fatto venire: un gruppo che ha improvvisato un disco in tre giorni, ma non sa ancora da che parte andare, ed è composto di musicisti che non mi interessano…
        Son comunque contento di sapere che si sono divertiti in studio, ma il punto non dovrebbe essere che il divertimento è per chi ascolta, non per chi registra?

  9. Ciao Allelimo, guarda che Grinderman 2 è stato registrato in 5 giorni 5. E i Grinderman sono iniziati come supergruppo per quanto fossero musicisti che già suonavano insieme con i Bad Seeds. Grinderman 2 è un supersecond’album che ha concretizzato quello che sul primo Grinderman era ancora molto acerbo.

    Ci sono molti ma molti dischi che ascoltiamo pensati e registrati in pochissimi giorni più di quanot credi!

  10. Chiara, si certo, anche “The Velvet Underground & Nico” è stato registrato in 2 giorni, che è comunque una cosa alquanto diversa da “improvvisare un disco in 3 giorni”.
    Il paragone con i Grinderman direi che non c’entra una beata cippa, pensaci un momento e dovresti essere d’accordo anche tu🙂
    (Sul valore reciproco dei due album dei Grinderman, direi 8 al primo e 7 al secondo)
    Su come e in quanto tempo si registra un disco, direi che ne so un pochino più di quanto tu creda…😉

    • non so quanto tu ne sappia lo dicevo in generale! *faccinagiallaocchiolino*

      Il paragone Grinderman c’entra, altro che cippa! Quelli sono entrati in studio con NIENTE in mano e ne sono usciti con un grande album 5 giorni dopo. Come musicisti si conosco bene, d’accordo, ma si sono buttati anche su territori inesplorati fino ad allora, si sono messi a disagio, hanno creato un milione di idee in pochi giorni e ne hanno buttate altrettante, con la metodicità e velocità dei pochi giorni a disposizione.

      Comunque li ho tirati in ballo perché dal tuo commento sembrava, ripeto sembrava, che non si potesse fare un album bello in 3 giorni…

  11. Il disco coi relentless7 era bello. Dal vivo pure meglio.
    Pubblicità
    http://liveon35mm.wordpress.com/2009/04/24/ben-harper-and-the-relentless7/
    Questi li sentirò…
    Alle prese con un gzillione di foto dall’ATfuckingP

  12. Sì però il concetto di supergruppo è un pò più ampio……..questo al massimo è un disco di Ben Harper con i figli di.
    Insomma gli ASIA o i i THE FIRM sono lontanissimi (e meno male direi….).

  13. Ma ca22o ve lo volete filare J. Arthur?😛

    Ascoltatevi Big city secrets, e magari anche Come to where I’m from, invece di duellare a colpi di mouse e cliccate di tasti😛

  14. Myriam

    ciao mi permetto di utilizzare questo spazio per farvi sapere che ho un biglietto in piu’ per il concerto dei Godspeed stasera a Londra, per chi fosse interessato: myriam_bardino@yahoo.co.uk

  15. Filippo

    Suonavano qua a Milano, qualche giorno fa, e il prezzo non era neanche esorbitante. Ma il disco mi ha causato fortissima narcolessia, quindi ho rinunciato. Spero che il concerto sia stato meglio.

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