Neil Young: Le Sound

Se è vero che la chitarra elettrica di Neil Young è il suono più emulato nel rock, Le Noise porta il discorso su ancora un altro livello. Sono due settimane che l’ascolto ininterrottamente, è un album tutt’altro che immediato. Al principio non riuscivo nemmeno a sentire le singole canzoni: era il sound a travolgermi, a riempire ogni angolo di testa. Entrava persino nel mio universo onirico. Non scherzo, ho davvero sognato in feedback, mentre i pensieri rivelatori dell’inconscio vibravano sotto la chitarra di Neil. Credevamo che un album solo chitarra e voce dovesse necessariamente essere acustico? Oppure che un disco dalla devastante potenza elettrica dovesse avere quindici chitarre e altrettante sovraincisioni? Ci sbagliavamo. Le Noise è rivoluzione minimalista elettrificata: una chitarra, una voce, due amplificatori, quache notte di plenilunio e tanta (ma tanta) erba spinella. Non un overdub, non un beat.

Ci voleva un ‘dinosauro’ come lui per spostare oltre i confini della sperimentazione; ai giovani mancano le palle. “Facessi solo quello che i fan vogliono da me, non allargherei mai le mie frontiere” dichiarava Nello Giovane, giorni fa, al Nonmericordoquale magazine. E come dargli torto visto i risultati. L’aiuto di Daniel Lanois – produttore guru – è stato fondamentale. Lanois è riuscito ad estrarre l’essenza di Young e scagliarcela addosso con molta più efficacia di quanto il mastro chitarraio non abbia saputo fare con le sue precedenti autoproduzioni. Molte delle quali, diciamolo, erano piuttosto bruttine e masturbatorie. Che se ne sia reso conto anche lui? Quando nel nuovo brano Love and War dice: “I sing about justice and I hit a bad chord but I still wanna sing about love and war…”. Mi chiedo cosa intenda con quel “I hit bad chord”, si riferisce al fatto che il suo Living with War faceva davvero schifo? (Maledetto viziaccio di sovra-analizzare ogni parola). Love and War è anche uno dei due brani acustici in tutto Le Noise ed è così bella che potrei scriverne un post solo riguardo. L’assolo è splendido: la sua chitarra diventa spagnola, si muove tra le note alte e quelle basse, attorcigliandoci le budella da un lato all’altro dello spartito.

Walk With Me e Sign of Love sono graffianti, violente ma al tempo stesso commuoventi dichiarazioni d’amore. Ruvido e dolcissimo, come un racconto di Bukowski, come improvvise parole tenere, sussurrate da un uomo-sfinge che tiene nascosti i propri sentimenti. In Rumblin’ si fa un esame di autocoscienza: “When will I learn how to listen? when will I learn how to feel? When will learn how to give back?”. Mi ricorda il documentario Don’t Be Denied e il suo volto quando confessava di mettere la musica sopra ogni cosa e persona.  Chiunque gli voglia bene deve capirlo – spiegava Neil con una punta di tristezza – lo deve accettare per accettarlo.

In Angry World osserva il giramento di palle globale, vera forza regolatrice della gravità in questo pianeta: “It’s an angry world for the business man and the fisherman”. Di sottofondo il feedback di un hate me ripetuto allo sfinimento. Ma anche parole di speranza – o di presa in giro?  – and tho everything is gonna be alright/ everything will go as planned.

Su Hitchiker (adoro) ripercorre la vita in riverbero, dalla prima canna alle piantagioni di erba biologica. Racconta dell’arrivo in California e il primo sguardo verso il mare aperto. E quando la fama l’ha preso di sorpresa, il dottore gli ha dato valium ma non riusciva lo stesso a chiudere occhio. Poi è arrivata la paranoia And it ran away with me, I couldn’t sign my autograph or appear on tv, or see or be seen”. Pensava di essere un azteco o a runner in Peru. Ma secondo me Neil è molto meglio di un inca, è chiaramente un alieno.

30 commenti

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30 risposte a “Neil Young: Le Sound

  1. Non riesco a vedere questo disco come “rivoluzionario” o “sperimentale”: dopo vari ascolti, continua a sembrarmi un disco molto “tradizionale” per scrittura e struttura delle canzoni, con qualche innocuo loop in sottofondo.
    L’unica “stranezza” è la chitarra elettrica distorta, e pur se definirei il disco coraggioso (ma non troppo), avanguardia e sperimentazione non passano certo di qui.
    I testi, mah… quel poco che capisco di “Love and War” mi sembra didascalico e banalotto, agli altri non ho fatto attenzione.

    • Ciao Alle, beh se non è sperimentale un disco del genere, così arrangiato, allora mi devi dire cosa lo sia. E lascia stare gli “innocui loop di sottofondo”, cavolo, ha un suono devastante!!! Anzi, come diresti te, overwhelming *faccinachefalocchiolino*

      I testi non mi dire “mah” se poi aggiungi che non ci hai fatto attenzione… o ammetti di averne ascoltati solo una minima parte di una sola canzone! Tutto il disco si regge sul contrasto tra queste liriche intimiste, dolci e il suono ruvidoso della chitarra. Se puoi dagli un’altra chance, ripeto, non è una revolverata sto disco, entra piano piano, per restare. ciao!

  2. Tutto è relativo, la parola “sperimentale” é ormai abusata come “concettuale” (che vuol dire “non sono sicuro se l’ho capito”) e “psichedelico” (che vuol dire “tutto colorato e un po’ arruffato”) resta che il coraggio di Neil Young alla sua età è ammirevole, mi basta pensare a Clapton o pure il Boss per vedere come Nello il giovane sia sempre avanti. Quanto ai giovani che non sperimentano, bisognerebbe vedere quanti produttori sarebbero disposti a rischiare e farli sperimentare. Non credo sia solo colpa loro.
    Vado a taglià l’erba, non spinella.

    • Bene, se lo chiami “coraggioso” allora è esattamente ciò che intendo per sperimentale, insomma, non convenzionale, che osa, che fa qualcosa non fatto prima.

      Valerio però oggi i giovincelli potrebbero osare, le indie label te lo permettono… quanto al paragone con Bruce e Clapton apputo, ci siamo capiti: Nello è anni luce avanti, per me lo è sempre stato.

      Quanto al tagliare l’erba cito Severgnini: “Curiamo il giradino, quando è chiaro che è lui a curare noi”. Vado a curarmi il giradino anche io o quando torna la mia flatmate trova tutte le piante morte as usual.

  3. d.

    Di questo disco apprezzo che sia Coraggioso, Spontaneo e anche un po’ Stonato (nel senso sballoso del termine).

    Il disco però non mi è piaciuto molto, tutto assieme risulta fin troppo piatto ed omogeneo e lo ascolto a fatica.
    E’ proprio la produzione del signor Lenuà che non mi sembra questa gran cosa: secondo me ci avrà speso un pomeriggio di smanettamenti su Cubase.

  4. d.

    (e dopo questa botta di acidità metto su Sleep With Angels e mi cucino un risotto).

  5. fratta

    concordo parola per parola con Valerio, e l’erba…sarebbe stato meglio se spinella *faccinacheride* (per farla alla chiara)….

    *faccinachefalapernacchia*

    ciao Chiaaaaaaaa

  6. Per sentire cosa si può fare con una chitarra e un laptop, direi (con un esempio non particolarmente originale) “Black Sea” di Fennesz, con una chitarra e qualche effetto analogico direi invece “Desert Fires” della newyorchese Noveller.
    Nel disco di Neil Young, che tra l’altro mi piace abbastanza, non vedo elementi particolarmente sperimentali, nè nelle canzoni nè nella produzione; anche Lanois non è che sia famoso per essere un produttore d’avanguardia (Bob Dylan, U2, Brian Eno, Peter Gabriel, Robbie Robertson)
    Il discorso dei testi era invece un’ellissi per non parlarne male: mi sembrano davvero bruttini.
    Nel complesso, per me è un disco discreto ma molto più tradizionale (anche se con chitarra distorta) che d’avanguardia🙂

    • Mo’ faccio come fai tu Alle, copio e incollo quel che scrivi:
      “quel poco che capisco di “Love and War” mi sembra didascalico e banalotto, agli altri non ho fatto attenzione.”

      ora mi dici:
      “Il discorso dei testi era invece un’ellissi per non parlarne male: mi sembrano davvero bruttini.”

      Non sembrava un ellissi sembrava che non li avessi proprio ascoltati, o capiti poco.

      Lanois non è un produttore d’avanguardia ma qui è riuscito nel santo graal di ogni produttore: lasciare solo il sound dell’artista scoperto al 100%.

      Di esempi di album sperimentali ne possiamo riportare un miliardo!!!! Non cambia che ci vogliono le palle per fare un disco del genere.
      Quello che tu chiami “tradizionale” è lo stile di Neil e per me la bellezza sta proprio lì, nel mantenere un approccio tradizionale ma spostarlo oltre.

  7. C’è qualche brano in cui confessa anche quanto faceva schifo Fork in the Road? A parte qualcuno che racconta di Love and War come di un testo scolastico, vedo la critica (quasi) tutta allineata sulla bontà dell’operazione Lanois, produttore che non sempre mi fa impazzire, anzi. Comunque qualche album solo voce e chitarra elettrica anche un certo Billy Bragg l’ha fatto. Poi sul fatto che Neil sia un alieno, nche sull’ufo di Daniel, non c’è dubbio.

    • ciao maurizio, sono certa che se continuo ad overanalizzare trovo pure la critica a “forchetta sulla strada”.
      il buon Bragg avrà fatto pure album voce e chitarra elettrica, ma è tutt’altra roba. Ci voleva la les paul di Neil per fare una roba del genere e basta. questo è il punto del succo del nocciolo del mio discorso.

  8. Sperimentale come non convenzionale e coraggioso, io mi allineo più a questo pensiero. Anche perchè non sarei in grado di addentrarmi in discorsi tecnici😉

    Nello è più avanti dei suoi coetanei o quasi, questo è certo. E in Le Noise, oltre all’impatto del muro di suono, ci sono le canzoni. Che, al contrario di quanto è successo per te, Chiara, mi sono entrate subito in circolo🙂

    Il giardino io non ce l’ho, quindi vado a fare shopping😛

  9. Mossad

    Ascolto Neil Young da quando sono nato (ho 44 anni) e credo di saper riconoscere un suo buon disco da uno mediocre. “Le Noise” è un gran disco e concordo con chi ha scritto qui la recensione. Dal 2000 a oggi Neil ha proposto 9 dischi (compresi live e CSN&Y): 6 sono mediocri o peggio ma 3 sono belli, 2 imperdibili: “Prairie Wind” e, appunto “Le Noise”. Non aggiungo altro, perché ripeterei esattamente quanto ha scritto la titolare della recensione…

  10. Confermo: quel che capisco al volo dei testi, mi sembra banalotto e didascalico. E in ogni caso i testi sono in assoluto la cosa che mi interessa di meno, sempre, in un disco🙂
    Era un’ellissi (come figura retorica) nel senso che, facendo finta di non averli nè ascoltati nè capiti, evitavo di parlarne… al di là del fatto che non mi piace leggere cose in angliano, l’inglese lo capisco abbastanza bene. E’ solo che non lo uso in Italia.
    Ma in ogni caso non stavo polemizzando, il disco mi sembra discreto, ma assolutamente tradizionale, senza per questo dargli un senso negativo.
    I dischi d’avanguardia, scusa ma stavo solo rispondendo ad una tua esplicita domanda, so anch’io che ne esistono millanta🙂
    Questo di Neil Young mi sembra bello in quanto tradizionale, non in quanto “sperimentale”. Ma è solo un parere🙂
    Lanois, boh. O è intervenuto, oppure non ha fatto nulla. In ogni caso, non mi sembra un lavoro di produzione degno di nota.

    Sono completamente d’accordo su Billy Bragg, che ha fatto dischi chitarra elettrica e voce, vero, ma suonandola in maniera completamente diversa, e in ogni caso con pochissima distorsione. Billy suonava la chitarra elettrica con suoni clean, al limite un filo di crunch, quasi come una acustica ma più facile da suonare ed amplificare dal vivo🙂

    E sono d’accordo anche con la definizione di SigurRos, coraggioso e non convenzionale ci sta, sperimentale continua a sembrarmi fuori luogo. Basta che se no divento troppo buono🙂

  11. la cosa bella di questo disco è che lanois è come se non ci fosse, il che è un bene visto che invece di produrli lui i dischi li rovina

    faccinadecazzo

  12. Io non l’ho sentito ma mentre Neil fa un disco con questi presupposti Eric Clapton ne fa un altro di canzoni standard e megagruppo di accompagnamento.
    La differenza è tutta qua.
    Poi possiamo fare le seghe ai grilli insieme ad Ale per anni, ma la sostanza non cambia.

    • Scusa, ma cosa c’entra com’è il disco di Eric Clapton (che peraltro non fa più dischi decenti da circa 40 anni) con com’è il disco di Neil Young?
      Far le seghe ai grilli, oh bella, e perchè? Ho solo detto che mi sembra un disco discreto, ma per ragioni diverse da quelle scritte da Chiara.
      E comunque, non sarebbe brutto ascoltare un disco prima di parlarne…😉

  13. Forse perchè il post di Valerio paragonava le ultime uscite di Neil Young a quelle di Clapton e Springsteen, un confronto tra musicisti a mio modo di vedere molto distanti fra loro, ma che hanno in comune il fatto di essere over 50 che continuano a suonare e a sfornare dischi, gli ultimi dei quali pubblicati nel 2009-2010😉

  14. Riformulo, non mi sono spiegato bene: se il disco di Clapton è brutto (che poi non lo sto dicendo eh, che sicuramente a qualcuno piace etc., ho scritto “se”) ciò rende forse più o meno bello il disco di Neil Young?
    Mi sembrano due cose indipendenti.
    Poi, Neil Young è più “coraggioso” di Clapton e Springsteen, vabbè, da sempre direi. Ma questi non mi sembrano per nulla due pietre di paragone affidabili se si parla di dischi belli e coraggiosi🙂
    L’unica cosa che hanno in comune i tre è l’età “over 60”, ma mi sembra un punto di contatto molto tenue.

  15. Generale Lee

    …..disco molto bello, per fortuna…..gli ultimi erano davvero indecenti, a mio avviso. Rivoluzionario no, coraggioso, sì.
    PS = Il Boss non azzecca un disco da 20 anni (tranne le Seeger Session), e Clapton da più tempo ancora.
    Secondo me.

  16. Disco veramente fuori dagli schemi, i pezzi acustici fanno rimpiangere i vecchi tempi quelli elettrici sono il futuro.
    Leggi Lanois in inglese=le noise😉

  17. io insisto che il casino viene fuori tutto dalla parola sperimentale… qui ognuno puo’ portarne un esempio piu’ estremo fino ad arrivare alle avanguardie piu’ assurde e finire nelle installazioni sonore di qualche galleria di East London

    Ma il disco e’ di Neil Young ed e’ un disco “sperimentale” di Neil Young, ovvero che a 60 e piu’ anni e’ capace di mettersi seduto farsi una canna e decidere di incidere qualcosa che ancora LUI non aveva fatto.
    Siccome ci metterebbe la meta’ del tempo a riscrivere Harvest Re-Moon ma non lo fa va apprezzato.
    Clapton e il Boss (ma potrei riportarne 180 incluso Billy Bragg) sono coerenti ma alla lunga un po’ ripetitivi, ridanno al loro pubblico quello che il loro pubblico vuole.

    Poi che in qualche scantinato di Brooklyn ci siano 3 fulminati con laptop e distorsori che spostino la sperimentazione altrove non ci piove.

    Quanto alle band, Chiarina, ci sono pure indielabel che ti lasciano osare, vero, ma sono label che c’hanno un budget di 12 euro per 3 band, birre incluse, che per sperare di vendere 500 copie del CD contano sul retweet e sull’iLike di facebook…
    Se Neil Young fa un disco cosi’ esce pure sull’Uganda Chronicle e l’Oman today. E siccome e’ Neil Young ne vendera’ comunque abbastanza copie da chiudere in attivo.

  18. Valerio, sono d’accordo con te: se riferiamo le categorie a chi stiamo categorizzando, allora questo è un “disco sperimentale di Neil Young”.
    Come però sarebbe un “disco sperimentale di Raoul Casadei” un disco in cui lui suonasse “Piccola Kathy” dei Pooh.
    Mi sembra molto poco significativo.
    Credo che le parole contino molto, soprattutto quando si parla di musica. Ho riscoltato il disco tornando a casa dal lavoro, e sperimentale continua a sembrarmi fuori luogo.

    E non è un disco “senza overdub”, in tutti i pezzi ci sono almeno due distinte parti di chitarra: o Neil ne ha suonate due insieme oppure qualche sovraincisioncina l’ha fatta, dai🙂

    • Se volete possiamo non chiamarlo sperimentale, chiamiamolo “ornitornico”, rimane il fatto che non è un album convenzionale e che spinge oltre i confini del rock come lo intendiamo oggi. Il paragone con Casedei calza poco, non mi pare che lui sa il suono più imitato del rock!

      Comunque pare non ci siano overdubs, così è stato detto e così sembra. Attento Allelimo che Neil fa robe bizzarre con la chitarra, te li fa sentire anche quando non ci sono, i suoi arpeggi sono da sempre spaventosi e molto strani, non convenzionali, un po’ ornitorinchi. *faccinadaculocheride*

  19. Va bene, mi arrendo, è ornitorinco e spinge oltre i confini del rock come lo intendete voi oggi🙂

  20. Myriam

    l’importante che il Neil si diverta, che venda non venda che sia un gran disco o meno, non importa.

  21. Myriam

    hey Chiara ho appena visto che eri alla gig di Jim Jones🙂 : grande! lui e’ fantastico. Un bacione, Myriam

    • hey! c’eri anche tu? Sì io li adoro, sto lavorando a un loro pezzone, giorni fa ero sul set del loro nuovo video, una figata! Jim è fantastico sì sì, gran bella persona pure e anche gli altri…

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