John Lennon: 1940-Ab libitum

John non è mio, è di tutti. Pazzesco come di certe persone si possa essere gelosi, pensando di amarle più di chiunque altro. John non è più nemmeno di Yoko. Forse John è di Sean, che oggi compie 35 anni ma nessuno se lo ricorderà perché saranno tutti attenti a celebrare il compleanno del padre. Metafora di una vita: sorry kid (ti festeggio io quando ci incontriamo settimana prossima). John è di tutti quelli che il 9 ottobre di ogni anno si radunano a Strawberry Fields, l’angolo di Central Park a lui dedicato sulla 72esima West; insieme si cantano a squarciagola le canzoni dei Beatles fino a notte. John è di chi rimane a casa ascoltando un disco, oggi domani e sempre.

Ho contratto la Lennonite acuta da bambina, a circa dieci anni; i  miei genitori erano molto preoccupati, poi hanno imparato a conviverci. La patologia si manifestava un pomeriggio d’inverno quando mio padre confessò di essersi trovato due piani sotto la camera di John e Yoko all’Hilton Hotel di Amsterdam, durante la celebre luna di miele pacifista del 1969. Si vantava di non essere salito a salutarli nonstante ci andassero tutti e io scoppiai a piangere per ore intere. Fa ancora male ripensarci.

In quell’angolo di Central Park ci sono stata circa un miliardo di volte, ho fatto lunghe chiacchierate con i senzatetto abituali ma mai con il tizio con il bandana che pensa di essere il custode del mosaico solo perché cambia i fiori ogni giorno. A lui piacerebbe che John fosse solo suo. L’immagine in bianco e nero qui sopra è la stessa inserita nella mia tesi di laurea con la didascalia: “Una fan appoggia dei fiori ecc.” Non si immaginavano fossi io. Sarà una storia divertente da raccontare ai nipotini. Non è nemmeno una foto posata, vagavo intorno come in trance, era la prima volta a New York e il mio storico fidanzato sapeva bene quale sarebbe stata la prima tappa. Lui che era in città quella notte del 8 dicembre 1980; viveva giusto qualche block più a nord del Dakota Building.

John è di tutti e nessuno. Che ognuno lo ricordi come vuole, come sente. Immaginate la pace nel mondo e immaginate John vivo oggi: sognare non costa nulla. Buon compleanno John. Buon compleanno Sean.

18 commenti

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18 risposte a “John Lennon: 1940-Ab libitum

  1. Non so se oltre a scrivere di musica e articoli giornalistici tu abbia mai pensato di dedicarti anche alla narrativa, ma se mai ti venisse l’idea di farlo hai già venduto una copia del libro.
    Non sono uno che ha la musica nel sangue, mi piace ma sicuramente non la “sento” come te (ecco, ora mi cacci😉 ) ma sicuramente i tuoi articoli fanno appassionare.

  2. Sekhemty:
    Wow, grazie! Sì comunque, il mio progetto è di ritirarmi presto in Culonia e scrivere una sorta, la mia sorta, di narrativa. Spero non rimarrà solo un sogno.

    Valerio: *faccinatitubanteconpuntointerrogativofacciale*

    • Lo spero anche io🙂
      Nel sangue non avrò la musica ma sicuramente c’è diluita una buona dose di pagine di carta stampata.
      Mandami una cartolina dalla Culonia🙂

      • *faccinacheride*! (scusa, sto vivendo un momento di massima avversità contro le emoticons ma tra poco mi arrendo)

        Magari inizierò il The Culoniatown Massacre, you never know! *faccinachefalocchiolino*

  3. 🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂🙂

    meglio paulie comunque

  4. Maurizio

    Di sicuro qui john era molto molto “tuo”. Viva i pezzi de core e de panza
    Ps
    Vites sei il solito bastard.

  5. Non esiste (e non esisterà mai) al mondo uno che con due note faccia un capolavoro come “Love”.
    Nemmeno Bowie, anche se dicendolo sento una fitta.

  6. hai una gran penna Chiara, complimenti🙂

  7. John è di tutti…e non è una frase fatta. John è di tutti e per sempre ricorderò quando ce ne stavamo da soli nei miei 15 anni le domeniche pomeriggio ad ascoltare l’unica cassettina che avevo di lui. La prima e storica antologia. E poi quando cantava woman e come lo diceva “woman”.
    ciao.

  8. E pensa che a me piace pure “Imagine”🙂

  9. Benvenuto Fausto, grazie e ciao a tutti!
    Appunto, ciascuno ha il suo John preferito… addirittura “Imagine” Allelimo, come sei mainstream *faccinachefalocchiolino*

  10. Ale mainstream?
    Chiarina non dirglielo che poi si offende!!!🙂
    (scherzo eh, prima che scaturisca una serie torrenziale di botta e risposta)

  11. No anzi, il mio “Beatle Preferito” è – ma per pochissimo eh – Paul, che penso fosse musicalmente il più “solido” dei quattro. Anche se i pezzi più geniali li ha scritti John🙂

    • L’eterno dilemma! Credo abbiano fatto vere genialate entrambi, e che insieme creavano veri capolavori… due geni diversi che si compensavano.

      Diamondog, scherzavo ovviamente sul mainstream!

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