A casa di Jimi, l’interior designer

Sono passata a trovare quest’uomo qui a sinistra. Dentro quella casa lì con la frutta. Ho pure incontrato il fantasma di quell’altro là a destra. Per dettagliame e articolame, clikkare sul Rolling Blog. Tutti a casa di Jimi, l’interior designer che faceva shopping da John Lewis (giuro!).

photo©Barrie Wentzell

6 commenti

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6 risposte a “A casa di Jimi, l’interior designer

  1. Invidia, immensa invidia🙂

  2. Eh sì, sono pur sempre stone free😉

  3. Giusto perché sono invidioso di te che sei a casa Hendrix, cara Sally-Ciara, ti faccio le pulci sull’articolo di Rolling Stone. La dicitura giusta del dirimpettaio di Jimi è quella tedesca ovvero “Georg Friedrich Händel”, anche se a tua difesa si può dire che il suddetto nel suo periodo inglese si faceva chiamare “George Frideric Handel”. L’Hallelujah dal Messiah con l’assolo di Foxy Lady mi sembra possa essere veramente “cool”… Potevo ovviamente evitarmi questa uscita (e non solo questa dirai tu a ragione…), ma era solo per romperti un po’ le palle, tutto lì…😉 Fabrizio.

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