Johnny Flynn e pensieri d’estate

D’accordo, quest’anno ho un po’ esagerato con le vacanze ma come si dice? Si vive una volta sola e vorrei farlo nel miglior modo possibile. Oltretutto, lavorare in agosto per testate italiane è davvero frustrante, l’ho fatto l’anno scorso ed è un’esperienza che non consiglierei al peggior nemico. Ma sono tornata e sento il cervello riposato. Il fisco non tanto, avendo dormito meno di quattro ore a notte e avendo bevuto come un pesce del Tennessee (vanno ghiotti di whisky per chi non lo sapesse). Il ritorno in patria londana mi ha trovato impegnata allo studio fotografico con un photoshoot che mi sta succhiando l’anima ma presto si riprende con mostre, film (il London Film Festival è alle porte, o quasi), concerti, interviste, majorettes, giraffe e giocolieri.

Qual è stato l’album più ascoltato dell’estate? Senza dubbio il nuovo degli Eels, Tomorrow Morning, esce domani e da oggi potete ascoltarlo per intero in streaming dal loro myspace, questo il link. Per celebrare domani me li gusto live al V Festival, che, a dirla tutta, ha un line up poco stuzzichevole fatta eccezione per il nostro caro barbuto. Sul Busca di settembre troverete la mia intervista e servizio fotografico.

E Johnny Flynn? Il suo Been Listening l’avevo scoperto in giungo, poi non ricordo cosa è successo, credo di essere stata travolta da un tir e di essermene dimenticata. Nell’ultima settimana ci sono tornata su e con gran gusto. Folkettaro dalla voce peculiare, Flynn ha impacchettato un album che va giù tutto d’un fiato. Gli arrangiamenti sono stracolmi di trombe, regalando suoni celebrativi, gioiosi e di cazzeggio. Ci sono anche quintalate di chitarra e violino, quest’ultimo in prima piano nella storia di Sweet William Part 2, nei suoni e nelle liriche.  The Water, uno dei pezzi migliori, è un duetto con l’amica Laura Marling (il titolo del debutto A Larum è proprio l’anagramma di Laura M.) mentre con Howl sfocia in un blues sincero che porta tutto in nuove direzioni, spero ancora da esplorare. Qui sopra il video del singolo Kentucky Pill: sapete che ho un debole per i filmati lo-fi fatti in casa.

Per il resto mi sono dedicata all’ascolto di classiconi come Neil Young, Leonard Cohen e Zombies; ne avevo bisogno. Soprattutto perché quando ascoltare nuova musica diventa un lavoro si cerca spazio nella testa per sprofondare le proprie radici e ritrovare le origini di quella curiosità musicale “che tutto move”. What else? Sono stata di nuovo intervistata, stavolta da un magazine online che mi è molto piaciuto, si chiama Nuok e ve lo segnalo (questo il link alla mia intervista, a chi interessa).

Già che ci sono sparo anche il libro dell’estate: Lolita di Nabokov. Ebbene no, non l’avevo ancora letto, scellerata me. Mi ha dato i brividi: perverso e geniale, lettura imperdibile e arrapante. Lo si capisce subito, dalle prime quattro righe:

Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.

Ora vedo ninfette e depravati ovunque. Trovo tutto ciò molto romantico.  Ap-presto.

11 commenti

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11 risposte a “Johnny Flynn e pensieri d’estate

  1. Ninfette e depravati sono dovunque😉
    E anche io sto ascoltando ossessivamente, ebbene sì, The Zombies…e anche Turtles e Hollies, già…
    bentornata…

  2. yeah a settembre si ricomincia!
    eels,grinderman e fanfarlo+munford & son, interpol, blonde redhead…😉

  3. A questo punto (se non l’hai già visto) devi anche vedere il film di Kubrick.

    PS: Un’altra esperienza delirante in agosto? (a parte lavorare)
    Avere mal di denti e cercare un dentista aperto.

  4. ciao a tutti e bentrovati!

    Lucien, certo che ho visto il film di Kubrick ma il libro tira fuori emozioni molto diverse… più intense. Mi spiace per il dentista, intuisco le tue bestemmie, argh!

    Montag, le ninfette non sono così facili da trovare, attento a non confonderti con le sciaquette!

    Ciocco, vedo che sei in tune🙂

  5. carino (Johnny Flynn). Baci pupa.

  6. Totalmente d’accordo su Lolita,l’ho letto qualche mese fa dopo averlo rimandato per anni visto che la storia in sè non mi attirava ed è stata una folgorazione!Humbert Humbert è lo psicopatico più perverso e più adorabile della storia della letteratura,nemmeno due grandi come Kubrick e James Mason sono riusciti a restituire la grandezza di questo personaggio.Tra l’altro,come te,anch’io per un periodo non vedevo altro che ninfette e depravati…non che sia così difficile,eh…
    E comunque bentornata!

  7. certo che titolare un blues Howl non sprizza originalita’, ma me lo andro’ a sentire Mr Flynn sperando che le conseguenze non siano un altro TIR, dubito sia in grado di sostenere un altro impatto piu’ impegnativo di una falena sul casco di notte.
    ciao Lo.Li.Ta.

  8. Naino

    Bios mi dice stasera, dopo un lungo volo transoceanico, “ascoltati quel matto di Johnny Flynn, lo consiglia la Chiara”.
    Ai consigli di Chiara si dà sempre retta.
    Così infilo ‘sto tizio fra Sun Kil Moon e The National, e nel frattempo prendo melatonina per il jet lag.
    Che vitaccia.
    Besos.

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