Damnably Radio & Vespa Genius

La scorsa settimana ho registrato un podcast con George. Devo ancora prenderci l’abitudine e imparare a sintonizzare i tempi del cervello con quelli del microfono. E’ imbarazzante risentire le cazzate che dico ma di volta in volta migliorerò, datemi tempo. Tra l’altro abbiamo fatto casino nell’editing e una canzone è registrata malerrimo. Ma se avete voglia di sentire che aria tira negli studi Damnably a olympilandia – alias Stratford – questo è il link al nostro programma. E in questa mattinata ci sta davvero a fagiuolo, soprattutto le canzoni nella seconda parte…

La favola del Vespa Genius

E’ sabato pomeriggio. Sole surreale a Stratford. Caldo. Dopo trenta minuti di vespa, si bucava la ruota posteriore a un passo dalla meta. A terra, finish, kaputt. Panico. La ruota è impiantata a terra come cemento armato, come un pensiero avariato, inamovibile. Avevo una canzone allegra sull’ipod e poca voglia di inveire contro il mondo, per quanto l’idea di rimanere a Stratford a piedi lasciando la vespa nel mezzo del nulla fosse insostenibile, soprattutto in giornate con impegni incastrati da un lato all’altro della città. Un numero sul cellulare sotto la voce “Vespa Genius”. Nessuno si aspetta che alle 6,30pm di un sabato assolato, a un’ora dalla partita dei mondiali, lui venga a salvarmi ma quando gli dico che sono a East, vicino a dove abita, risponde al messaggio in segreteria con un lapidario “I’m on my way to you, Paul”.

Arriva a bordo della sua vespa verde bottiglia, mette a posto la ruota, dice che me l’hanno montata male e che ho rischiato di brutto (un ritornello che mi sento dire spesso) e dopo avergli dato miseri 34 pounds ringrazia e se ne va. Come un miraggio, un sogno dritto dall’immaginazione al pianeta realtà. Non so perché lo scrivo qui ma ora che ci penso il vespa genius mi ha salvato la vita più di una volta in questi anni e gli sono immensamente grata. Lui arriva e risolve: è un personaggio romantico in un mondo luridamente cinico. Vorrei esistesse un vespa genius anche per i cuori infranti, per le giornate storte, per gli amici che stanno male e per le psicosi dilaganti. Una telefonata e via, riparti come nulla fosse. Ode a te, oh Vespa Genius, semper laudetur!

8 commenti

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8 risposte a “Damnably Radio & Vespa Genius

  1. macchedavero? Subito dopo che mi hai lasciato? c’aveviraggione allora… sfiga!
    Ora mi sento in colpa… che lo svolazzante passaggio in Vespa through London town con deviazione che ti ho scroccato abbia fatto cedere la povera ruotina posteriore?
    Sono comunque sicuro che il tuo date con il Vespa Genius sia valso di piu’ del resto del pomeriggio in cui mi hai lasciato. Vedi il lato buono.
    Coraggio, leniro’ il mio senso di colpa con un’altra Brixtonpizza… casomai il Genius passa di li.

  2. non puoi capire che paranoia mi è presa dopo, se fosse successo con te dietro mentre andavamo forte erano azzz… pare che la ruota era stata montata male, tra l’altro me l’aveva messa su un meccanico stronzissimo che aveva sfottutto il mio essere italiana dicendo: “ti pare aspettare così tanto a cambiare ruota!! sei pazza, voi italiani non capite un cazzo non volete mai spendere una lira per cambiare le ruote”.

    vogliamo parlare di quanto è bona la pizza di franco manca??!?!?!?!

  3. ascoltato il podcast… divertente si sente che sei pivellina ah ah ah

  4. Paul ti salva sempre… Sir Paul, of course…🙂 F.

  5. “andavamo forte” adesso mi sembra esagerato, a londra c’e’ un semaforo ogni 7 secondi ed e’ sempre rigorosamente rosso. tu non c’hai una yamaha R1 e non sei valentina rossi (per altro una mia amica si chiama cosi’) per cui niente rischi… che poi sono caduto piu’ volte io da una due ruote di qualche forma che dal seggiolone. Sulle conseguenze sono davanti a tutti, non c’e’ molto da aggiungere.

    No, non non parliamo della pizza, torniamoci… io il 24/7 sto a london town tutto el dia per l’1234shoreditch festival, daje su, imbucate, c’e’ l’amichetto prezzemolino tuo, bobby gillespie.

    • mbhè diciamo andavano più forte di quando è successo il fattaccio a me, ovvero mentre curvavo per entrare in una stradina molto lentamente. Se mi succedeva prima sul raccordo per stratford erano ‘AZZI!

      24 luglio se po’ fa!!!

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