Ei fu siccome BRMC

Era una fredda notte d’aprile a Camden Town. Davanti all’Electric Ballroom una folla di gente si accalcava in fila, aspettava aprissero le porte. Robert Levon Been usciva con la chitarra acustica: teneva compagnia ai fans, strimpellando. La vostra se lo perdeva perché nel frattempo era andata ad accattarsi una birra in mezzo a loschi e putribondi figuri. Poi il concerto e una domanda che le attanagliava le budella mentre le orecchie in feedback scandivano storditaggine: Watever happened to My Rock’n’roll? Risposta, recensione e galleria fotografica sul Rolling Blog.

15 commenti

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15 risposte a “Ei fu siccome BRMC

  1. sono un fan di howl…. ricordo che ne parlai a Roma con un Guglielmi entusiasta della “conversione” dei BRMC, prima che ci tuffassimo nelle onde di brian wilson

  2. il 7 il 7 il 7 … saro’ li’ a tuffarmi nelle loro paranoie!😉

  3. vites

    hai fatto come luzzato fegiz buuuuuuuuaaah🙂

    ciocco, dove è che li vai a vedere

  4. Yo Paolo, che c’entra Fegiz ? mi son persa!

    ciocco se stai davanti mi raccomando non dimenticarti i tappi per le orecchie!!!

  5. andro’ al locale con la peggiore acustica di milano: magazzini generali .
    Tappi presi!😉

  6. Emiliano

    Ciocco non vorrai mica stare davanti !!! Ormai hai una certà età.

    Io allora me lo godro’ con Spino dalle retrovie…almeno posso fare rifornimento di birra ogni tanto🙂

    Emiliano

  7. vites

    nel senso che certi fegiz si perdono i momenti migliori dei concerti perché vanno al bar. tu almeno sei scusata perché non era un momento di concerto

  8. hazel

    Gesu’ e Maria incatenati agli Stooges?
    Li ho persi di vista da un po’ ma son sempre pronto a risalire.

  9. bene bene… sale l’attesa

  10. Ah che bello che son tornati! Grazie Chiara x la dritta😉

  11. Venerdì suonano al Magnolia, sono costretto a citarti nel pezzo…

  12. eccomi, I’m back in London!
    Maggio sara’ un mese molto ma molto succoso, tante belle cosine di cui parlare, gnam gnam.
    ciao Maurizio quota pure🙂

  13. Ciao Sally, vai via da Londra e intanto ti perdi il nostro pardo (come direbbe Carù) Vasco Rossi all’Apollo Theatre! Successone, è venuto giù il teatro e sicuramente erano tutti inglesi, eh? Che pena(e) di rock che abbiamo…😉 Fabrizio.

    • Vasco Rossi è il simbolo della stagnante Italia. E’ un popolo rimasto fermo al liceo e alle borse invicta con le scritte “c’è chi dice no”. Volevo andare a fare un video fuori dall’Apollo ieri sera per mostrare come non ci fosse nemmeno mezzo inglese ma sono tornata a casa tardi, non avevo voglia né tempo per uscire.

      Vasco Rossi tra l’altro si vanta di andare a Los Angeles per registrare i suoi album ma so per certo che in studio di registrazione non aveva nemmeno mezzo americano, solo italiani. Però fa figo scrivere “registrato a L.A.”…. porett’a’me.

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