Patti & Robert: “Just Kids”

Patti Smith©chiarameattelli_2010

E’ con questo sorriso raggiante che entra alla Union Chapel di Islington, in mano ha il suo nuovo libro Just Kids e dei fiori sulle spalle. Patti Smith è mia madre. Le devo tutto, le devo la vita, quella artistica s’intende. E’ stato un altro concerto da brivido, commovente, spiritualmente punk: con i suoi sputacchi che rimbombano in chiesa e lei che copre la bocca ogni volta le scappa un “fuck” di troppo. Il suo carisma è ancora fulminante. Legge intere pagine dal nuovo libro, infilando canzoni qua e là: l’amata My Blakean Year, una fotonica Redondo Beach, una Birdland teatrale, Dancing Barefoot, fino ad arrivare a Because The Night e People Have the Power con noi sotto il palco ad aiutarla nel coro. Sarebbero dovuti essere in due, lei e il pianista, ma quando gli amici londinesi hanno saputo del suo arrivo si sono fiondati ad aiutarla: Seb Rockford alla batteria (di cui avevo già ammirato la capigliatura spaziale durante un set con Marc Ribot) e il folktronico Patrick Wolf al violino. Anche Kevin Shields – il My Bloody Valentine – è apparso come ospite in alcuni pezzi, come già accaduto allo scorso Meltdown Festival.

Sul mio Rolling blog troverete la galleria fotografica dello show e un post ispirato dal concerto, dalla nostra successiva stretta di mano e soprattutto dal suo libro Just Kids, il mio universo di questi giorni.

Dentro quelle pagine ci sono lei e Robert Mapplethorpe ventenni, senza una lira in tasca ed una irrefrenabile vocazione per l’arte. Patti e Robert: amanti, compagni, improbabili sposi, anime affini il cui incontro era scritto nelle stelle. Anzi, in una stella color blu, secondo Mapplethorpe il simbolo della loro unione, eterna. Patti e Robert: due artisti in ascesa verso un successo a cui sembravano destinati da sempre. E’ la prima volta che Patti si apre tanto scrivendo in prosa, anche se spesso le sue frasi assumono l’intensità di versi di poesia. Non manca nemmeno l’umorismo, come quando racconta delle difficoltà superate grazie al karma inamovibile: I’m Free, I’m Free, I’m Free… Che nei momenti peggiori si tramutava nel disperato: I’m Hungry, I’m Hungry, I’m Hungry! Leggerete anche del dolore di una ventenne coraggiosa che lascia il proprio figlio in adozione e del suo amore viscerale per Rimbaud e gli altri artisti defunti a cui pensava con lo stesso fervore con cui si pensano i vivi. Nei suoi versi troverete ispirazione e comincerete a credere che nulla accade per caso: il modo in cui lascia le mura familiari e incontra Mapplethorpe ne sono la prova.

Tutto intorno c’è la New York degli anni ’60 e ’70, e gli eventi più importanti della nostra generazione, vissuti tutti attraverso la vita di questa artista, rimasta pura e pelosamente incorruttibile persino a 64 anni. In Just Kids ci sono la vita e i pensieri di due persone straordinarie, la cui visione artistica congiunta avrebbe per sempre cambiato i mondi del rock e della fotografia così come li intendiamo oggi.

Patti Smith©chiarameattelli_2010

PS Notare il segnalibro con la scritta “Allen”, dove sta l’aneddoto del casuale incontro con Ginsberg. Lui l’ha scambiata per un ragazzo, per questo le aveva donato i pochi spicci per comprarsi un panino al formaggio…

PPS Patti Smith suonerà il prossimo mercoledì 31 marzo a Lugano.

PPS Non fatemi morire senza avere prima intervistato Patti Smith di persona, please.

PPPS: Link alla recensione del libro sul Secolo XIX

29 commenti

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29 risposte a “Patti & Robert: “Just Kids”

  1. Questo libro, il mio prossimo regalo!
    Che donna fantastica.
    Tutto il mio amore per lei e la poesia di Rimbaud.

  2. Oh yes! Prontissima per il concerto di Patty Smith!
    E’ la mia guida da quando avevo 17 anni, non posso certo perderla😉

  3. Ciao!
    hai mai sentito questa versione di Patty Smith?

    e anche questa veramente bella:


    😉

    Byeeee!

  4. Aggiungo i miei complimenti per l’ode e per la splendida galleria.

  5. Bellissima la prima foto della più bella baffona del rock. Un’artista unica a cui ci si può solo inchinare. Il 31 marzo suona a Lugano, non Locarno.

  6. Ciao a tutti!

    Mi sono accorta di avere postato una versione non editata del post, ooops sorry!

    E grazie Maurizio per il refuso di Locarno-Lugano!

    a dire il vero avrei così tante cose da dire su questo libro ma le leggerete da voi… davvero imperdibile… Ogni cosa che abbia minimamente influenzato la mia vita è passata attraverso i suoi occhi, il suo vissuto, è pazzesco… io voglio andare al Chelsea hotel nel 1969, ma perché non si può viaggiare indietro nel tempo? perché? forse posso solo viaggiando anche nello spazio… forse uno di questi giorni farò davvero la follia e me ne andrò in una città sperduta, mi sento quasi pronta a vivere da essere umano.

    hasta Patti, siempre.

  7. Emiliano

    Ehilà Chiara,

    Allora c’è qualcuno che come me vorrebbe andare al Chelsea Hotel !! …io pero’ nel 1966, per vedere un certo Dylan che compone Sad eyed lady per la sua amata Sara🙂

    Domani sera presente a Lugano, direi obbligatorio esserci.

    PS : Com è stato Allevi ? L’hai poi intervistato ?

    Emiliano

  8. Anche io domani sera sarò a Lugano e so già che sarà mistico…

  9. ma sì anche nel 1966!!! e quand’è che c’era Cohen? Io vorrei anche essere al Tropicana motel di Los Angeles dove viveva Tom Waits “non credo che abbiano mai cambiato gli asciugamani in 9 anni ma non ho mai detto nulla per non sembrare scortese!” buauaua

    Allevi sì… che te dico… l’intervista è qui:
    http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/cultura/2010/03/20/AMEem3VD-stupiro_tromboni.shtml?hl

    Lui è una persona estremamente carina solo che pensa l’opposto di quel che penso io praticamente in tutto, dalla musica alla vita dunque a volte mi è difficile capirlo. Il concerto ha avuto bei momenti e altri più noiosetti per me. Il formato di 3 minuti per un pezzo di classica non mi gusta non riesco and entrare nei pezzi, a volte avrei voluto duressero molto di più altre volte che manco iniziassero… guess is not my cup of tea! Però non ho proprio nulla contro il suo successo e gli auguro ogni bene! Mi piace ed apprezzo molto il modo in cui avvicina i giovani alla classica, magari ecco, inizi con Allevi e poi passi presto ad altro.
    Tutto ciò, second me, come direbbe Elio, ciao!

    • Ciao, ho avuto modo di conoscere l’ex-agente di Allevi che scriveva con lui a tavolino ogni minimo gesto e comportamento da tenere in pubblico. Tutto rigorosamente costruito, soprattutto la falsa timidezza. Ed è detto da una persona che si è lasciata (lavorativamente parlando) in rapporti assolutamente amichevoli con Allevi. La sua musica per me è buona per pubblicità di deodoranti come quella di Einaudi o Cacciapaglia. Se da quello arrivi ad ascoltare Mozart sei un miracolato o un genio. Secondo me se ti va bene ti compri l’opera omnia di Elton John (ma quello degli anni ’80!).
      In Italia abbiamo un settimo senso per esaltare i mediocri autori/interpreti classici contemporanei (vedi Bocelli su tutti, ma anche Paperotti non scherzava). “The sound you make is muzak to my ears”, dear John Allevi! Ciao. F.
      PS: ho un amico amante di classica e denigratore di Pavarotti che era solito chiamarlo alla tedesca: Paperotti Von Trippen del Culatello.😉 F.

  10. domani domani!!! Lugano arrivo!

  11. ah si seb rockford suona coi Polar Bear, te l’avevo detto io di andarci … ma tu ti eri stancata degli orsi e’ simpatico poi ha quella voce zen…

    http://www.thelineofbestfit.com/2010/03/polar-bear-junction-2-cambridge-24022010/

    ma di Patrick Wolf e Kevin Shield manco un fotino ti hanno fatto rubare?

    Di Patti che altro dire… tutto il bene del mondo, ma anche tanto, troppo deja-vu … se la intervisti voglio venire a vederla negli occhi per capire quanto sia (ancora) vera… e’ il mio cruccio

    • Valerio: tu sei irriducibbbbile io ammetto solo un tot numero di bears in rock!
      Seb Rockhford lo conosco da parecchio e mi sta troppo simpatico!!! Pero’mai beccato coi PB.

      C’e’la foto di Kevin Shields in galleria e’quella in bianco e nero, l’ho fatta con la camera piccola perche’le prime tre canzoni erano finite da un pezzo e non volevo far incazzare Patti tirando fuori l’altra! Anche a Patrick Wolf l’ho fatta ma non ricordo se l’ho inserita in galleria!!!

  12. zia Patti e’ fonte d’ispirazione per tante donne🙂
    e grazie al cielo e’ esistita.
    Ma nessuno a voglia di giocare a freccette e utilizzare Patrick Wolf come bersaglio? ??

  13. Myriam sei violenta!🙂

    A me è piaciuto molto il violino di Wolf!

  14. ahaha,
    si patrick wolf e’ un po’ eclettico ma alla fine e’ simpatico… per qualche caso strano del subconscio i tipi narcisisti-egocentrici mi stanno simpatici, poi non gli compro i dischi ma me li vedo volentieri… sara’ la storia dell’attrazione degli opposti, o solo un latente Bowie-ismo imperante

  15. Non sapevo dove postarlo e lo faccio qui e spero mi perdoniate.
    Due giorni fa ci ha lasciato Nicola Arigliano, il più grande crooner italiano, purtroppo dai più ricordato solo per la pubblicità del digestivo Antonetto. Lo vidi una decina di anni fa aprire per Capossela e fu uno spasso immenso. Fantastici i suoi incipit come “Go man” oppure “Anna, Anna lascia a casa la mamma” o i finali come “Salutame a soreta”.
    A me piace ricordarlo così, senza il bruciore di stomaco, che canta Sixteen Tons (con un altro fenomeno che lascierà un altro grande vuoto quando se ne andrà: Enzo Jannacci):

    Ciao. F.

  16. Caro Fab sei sempre il benvenuto qui. Non conoscevo Nicola Arigliano spero non me ne vorrai per questo! ma ora mi googolo le canzoni che suggerisci… salutame a soreta sounds already pretty cool🙂

  17. Sei perdonata perché sei troppo giovincella e perché non credo sia il tuo genere quello dei crooner. Ma ti assicuro che in Italia non abbiamo avuto più nessuno come lui. Se pensi che nei suoi ultimi anni (a oltre ottantant’anni perchè ha fatto turnée fino al 2007) c’era gente come Rava, Fresu, Ascolese, Villotti, Bollani, Cerri, Sellani ovvero il meglio del jazz italiano, che suonava con lui… Io la pubblicità anni 70 del digestivo Antonetto me la ricordo bene… ammazza quanto mi sento “datato”… Ciao. F.

  18. Allora com’è andata a Lugano?

  19. Mi è appena arrivato per posta…inizio a leggerlo stasera in treno, non vedo l’ora!

  20. Questa è parte della sua vita, la parte più BELLA più importante più BRUTTA.

    Trovatasi sola e senza il becco d’un quattrino, un giorno s’imbatte in Bob. Ops, scusate, s’imbatte in Robert Mapplethorpe, proprio lui!

    Da quel giorno inizia la loro vita, in tutti i sensi…

    Conosciamo tutti la carriera della Smith. E’ ora di conoscere tutto quello che l’ha portata ad essere la stella di oggi. E’ ora di farsi coraggio e rendersi conto che denaro, casa, un posto fisso…non devono essere in pole position nella nostra vita: la vita vera non è lì.

    Non riesco a dare un nome al tipo di relazione che hanno Patti e Robert: sì, sono una coppia, poi sono amici, poi sono fratelli; non so dire altro, mi trovo molto in difficoltà…lei d’altronde è la sacerdotessa del rock. Io, io non sono nessuno. Infatti non mi vengono le parole…

    Fondamentalmente sono alquanto bigotta. Non credo avrei resistito tutto quel tempo senza soldi e senza cibo: sarei subito tornata a casa da mamma e papà, probabilmente. Innamorata? Sì, perché no? Ma perché passare tanto tempo in condizioni precarie – insieme a Lui, anch’egli sulla stessa barca – invece di farmi aiutare e riconquistare la spensieratezza di un tempo? Proprio per Lui, per i nostri sogni, per viverci momento dopo momento.

    Per sperare, per continuare a sognare, per costruire un qualcosa a cui nemmeno noi sappiamo dare un significato. Sappiamo solo che quel qualcosa ci fa star bene. Ci fa vivere. E’ questo il nostro compito più difficile e più importante: Vivere d’Arte, Vivere d’Amore.

    P.S. Leggetelo!
    P.P.S. Chiara, grazie per avermi fatto venir voglia di leggerlo!

  21. Ciao Eleonora, mi piace la tua recensione.

    Tanto bene parlavamo di questo libro con Kevin Shileds l’altra sera: Patti gli ha regalato la copia che tiene qui sopra in foto, al concerto… Che altro dire di lei se non che è inspiring? E’ la parola che meglio la descrive. Non mi sono mai trovata nella sua condizione di dormire per strada ma a non avere soldi per mangiare sì, ci sono passata (e neanche troppo tempo fa)… e ad avere snobbato un’alternativa facile: una casa, una macchina, un aiuto quotidiano della famiglia… ci son passata pure. Per questo il libro di Patti mi ha trafitta da parte a parte.

    E non è pazzesco come incontra Robert M.? Certe cose DEVONO succedere, sono scritte da qualche parte… la realtà è oltre ogni fiction e immaginazione…

    I’m free I’m free I’m free!!! What more to say?🙂

  22. Vero, doveva succedere, ça va sans dire😉

  23. Lunedì 26 luglio 2010

    a partire dalle ore 19.30

    Patti Smith presenta Just Kids

    e incontra i suoi lettori

    http://www.spaziolabo.it

  24. Spazio Labo’ – Centro di Fotografia -Via Frassinago 43/2 c-d – 40123 – Bologna – info@spaziolabo.it

    Ma sei sempre più distratta, eh?😉 F.

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