With Bob on our Side

Photo Ki Price©2009

Eccomi mentre contemplo quel punto convergente all’infinito di una delle 30’000 ferrovie disegnate da Dylan. Alla preview della mostra alcuni fotografi mi hanno usata come cavia perché “gli altri sembravano troppo precisi” mentre la vostra, alle 10 di mattina, può rocckare un look da hippi rintronata che più si addice allo spirito dell’artista o così è stato detto. Apre oggi, alla poshissima Halcyon Gallery di Mayfair, la prima mostra di dipinti su tela di His Bobness. Chi ha visto due anni fa i quadri della Drawn Blank Series, riconoscerà subito questa decina di dipinti (ne avevo scritto in questo articolo). Ma il punto è un altro: Dylan sta crescendo come pittore e dall’acquerello passa alla tela. Così le sue visioni guadagnano ancora più potenza e una libertà espressiva prima limitata dall’uso della matita. Questa mostra non è che l’assaggino, il grissino prosciuttato di un’altra, ben più consistente, che aprirà in autunno a Copenaghen al prestigioso Statens Museum for Kunst.

E’ lì che sarà esposta la serie inedita di lavori ispirati al Brasile, paese visitato da Dylan nel corso del suo tour iniziato nel 1861 – alla vigilia della guerra di secessione – e non ancora terminato. A parlarmene è stato Paul Green, Presidente della Halcyon nonché art dealer di His Bobness in persona. Dylan gli avrebbe già mostrato parte dei nuovi lavori: lo stile non cambia ma gli scenari osservati saranno molto diversi. Durante la nostra chiacchierata, Green mi ha ribadito di quanto per Dylan sia importante la pittura, di come sia dotato di un’intelligenza fuori della norma (fin qui potevamo arrivarci) ed estremamente attento e ricettivo alle critiche riguardo i suoi dipinti. Dylan avrebbe anche insistito perché il suo lavoro venisse esibito prima in Europa che in America, essendo europei i pittori che più di tutti lo hanno influenzato. Infine, secondo Green, Er Bob sarebbe un workaholic patologico: lavora costantemente su qualcosa, sia questa musica, dipinti o altro.

La mostra è gratuita ed aperta fino al 10 aprile. Se non avete visto la Drawn Blank Series vale la pena farci una capatina, in attesa della serie brasilera. Intanto vi offro un giretto virtuale, enjoy.

“Two Sisters” (122.5 x 91.5 cm)

“Staircase” (122.5 x 91.5 cm)

“Motel Pool” (122.5 x 91.5 cm)

“Dad’s Restaurant” (61 x 51 cm)

23 commenti

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23 risposte a “With Bob on our Side

  1. Però, bravo Bob. Ehm, magari potrebbe dedicarsi alla pittura anche sotto le feste ed evitarci il disco natalizio il prossimo anno. Ecco, l’ho detto.

  2. come non ti è piaciuto quel gioiellino? io l’ho adorato, nonostante fossi molto scettica all’inizio.

  3. Ok, non mi intendo di arti grafiche e visive per cui non riesco a giudicare la qualità dei lavori di Dylan.
    Però scommetto che se il pittore si fosse chiamato John Smith nessuno se lo sarebbe filato.
    O no?

  4. Ti prego no, quell’album no. E io riesco ad apprezzare pure i rutti di Mr Zimmerman di solito. Stavolta no, tranne forse Have yourself a merry…che mi ricordava vagamente Tom Waits. Per il resto mi ha messo una gran tristezza vedere Dylan alle prese con quelle canzoni.
    Diciamo che non l’ho capito…

  5. Sara’ strano,ma a me piacciono.Non e’ mai cambiato dal punto di vista del “tratto” comunque,basti vedere i disegni che faceva sulle copertine negli anni 60 ma anche negli anni 70 o 80 (hgw61,Planet Waves,Infidels) sono tratti inconfondibili.
    Oppure quando lo si puo’ vedere all’0pera nel filmato “Getting to Dylan” nel 1987 mentre esegue un ritratto al suo intervistatore a matita su un banalissimo pezzo di carta.
    Hai visto Bob con Obama?…..GRANDEEEEE!
    Pero’ nella foto ti vedo in contemplazione…;)

  6. @Diamonddog: ciao, Bob disegna da una vita, se ora sta facendo mostre importanti è perché è stato “convinto” da importanti art dealers che non si sputtanerebbero solo perché sono fans. Essere musicisti famosi in questo caso può farti perdere credibilità come artista… ma quello che posso dirti è che i lavori di Dylan sono stati apprezzati da tutti i critici che li hanno visti. Green mi diceva di come anche il direttore della Royal Academy of Arts faccia dei casini assurdi (quando non ha spazio intendo) per esporre le sue opere ogni volta che è possibile.

    @Stefano: Yep ne parlavamo con un critico di come Dylan abbia sviluppato uno stile ben determinato straordinariamente presto. Lo stile come ti puoi immaginare è tutto: i dipinti di dylan sono subito riconoscibili.

    @Mr Montag: ti ricorda tom waits? non nella voce spero!😉 musicalmente è un cd perfetto, la voce di dylan è a tratti comica ma ci sta tutta. E se non l’hai capito ricorda che in USA tutti i proventi A VITA di quel cd saranno destinati ai senza tetto, loro capiranno!

    @PAolo: the deal is still on mate🙂

  7. Di Dylan apprezzo tutto. Persino i live, figuriamoci il disco natalizio o questi disegni. Molto bello il titolo del post, spesso ho davvero pensato che in qualche modo Bob fosse “dalla mia parte”.

  8. qs mi era sfuggita: “paese visitato da Dylan nel corso del suo tour iniziato nel 1861 – alla vigilia della guerra di secessione”

    sei il mo eroe, Ch.

  9. Spaventosamente belli album di quadri e quadri microgroove e dischi di tela e tele di note.

  10. Grazie Paolo, so che mi capitsci. Dylan è un entità senza tempo e senza spazio ormai. Aleggia nell’areeee, come lo spirito santo (subito).

    Maurizio: glad you appreciate the title🙂

    Silvano: non dimenticarti di lasciarmi un funghetto.

    PS Happy V Day Everybody (Vedete, voi lo avete organizzato solo una volta il V day mentre qui si festeggia ogni anno!!!)

  11. Mi inchino di fronte all’iniziativa solidale, ma musicalmente continuo a non apprezzarlo. Ok fustigatemi🙂

  12. L’unico che può fare un album natalizio davvero credibile è LEMMY!!!!!

    • Buauauauauau Lemmy!!! Di sicuro sarebbe un bestseller🙂

      Ma l’album del Bob era molto credibile, non che debba piacere per forza, ci mancherebbe, ma il rispetto con cui ha trattato quei brani tradizionali lo rendono quanto meno un album “credibile”…

  13. Mi spiace, ma quadri così sono visti e stravisti da almeno un secolo. Se si chiamasse John Smith i quadri li metterebbero nei cessi delle stazioni. Ciao. F.

  14. Fab! Se si chiamasse John Smith farebbe una buona birra bitter innanzitutto! (non ce da voi la john smith? è la mia lattina di birra preferita!!!)

    Non puoi liquidarlo così per due foto che vedi qui, non esiste. Scommetto che se avessi visto la drawn blank series non la penseresti allo stesso modo. L’immaginario che descrivono quei quadri è tutt’altro che scontato. Bob non è il solo musicista a dipingere e la critica stai sicuro che sarebbe efferata se fossero carta igienica come dici tu. ciau.

  15. dom

    nice paintings but better coat!

  16. No, niente, me ne volevo stare zitto ma esco dal coro… non si possono vedere!

    Il primo di fine articolo e’ una specie di Picasso venuto male, il secondo Van Gogh.

    Per uno che ha rivoluzionato la musica, in pittura resta iperconservatore…

    Poi dipingesse pure quello che vuole, ma per attaccarmi a Diamond, se si fosse chiamato John Smith di sicuro non sarebbe alla Halcyon…

    a volergli fare un complimento, e’ meglio di Ron Wood

    • Sorry Sally, ma ti quoto in pieno Valerio!
      In un periodo di crisi economica anche chi si interessa di arte pura strizza l’occhio al grande pubblico. Fare una mostra su Dylan pittore significa richiamare fans e, anche se gratuita, si crea un interessa, magari infarcito da segnalibri, penne e altre amenità e i soldi arrivano comunque.
      Il ragazzo BOB continua a far parlare di se, ma se condo me è almeno 10 anni che non ne combina più di buone, in nessun campo…
      Infine, fateci caso, non c’è un musicista rock che abbia realmente combinato qualcosa di buono con altre arti… E viceversa…
      Arisorry Sally, ma di birre e altri alcolici non so nulla perché sono astemio da sempre. E non ho mai neanche provato a fumare! Sono una vera palla d’uomo!😉
      Fabrizio.

  17. sono sicuramente derivativi, come d’altro canto lo è tutta la musica di bob dylan che non ha mai inventato niente ma pescato qua e là da folk e blues ante Guerra. ma permettono di vedere cosa c’è nella testa e nel cuore di un grande uomo. a me basta e avanza

  18. Valerio, ti invito a fare un salto alla galleria visto che sei nei paraggi!

    Fab: non ci sono segnalibri o gadget delle mostre di Dylan. Capisco quel che dici ma vedi il pregiudizio funziona a doppio senso: chi li reputerà belli perché sono di Dylan e chi li reputerà schifosi perché sono di Dylan.

    Facendo eco alle sagge parole di Ian Dury su “There Ain’t Half Been Some Clever Bastards”, direi che un quadro è bello se è un “eye pleaser”, chiunque lo dipinga. La mostra di Bob è per me un eye ball pleaser, full stop.

    E conoscendo e amando Dylan alla follia, non posso che essere dannatamente d’accordo con le parole di Vites.

    Fab eppure ci sono musicisti che non sono niente male come attori ( e non mi riferisco a quella faccia da torsone di Daltrey) ma a Jagger su “Performance” ad esempio… o lo stesso amato Tom.

    Niente alcohol e fumo? Cavolo altro che palloso è un concetto per me molto affascinante e inverosimile!🙂

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