Sex & Drugs & Rock & Roll: very good indeed!

Per qualche strano motivo, uno dei ricordi che ho da piccolissima è Ian Dury alla tv (forse su Disco Ring?): cantava Hit me with Your Rhythm Stick, bucava lo schermo e io pensavo non fosse di questo mondo. Se oggi lo posso apprezzare al 100% è solo perché vivo in questo paese da abbastanza tempo per capire che Dury è un patrimonio nazionale. Mi piace il modo in cui mi porta a spasso per le strade di Londra con le sue rime assurde e come insegna a non prendersi mai troppo sul serio. Lui sapeva di essere common as muck, non si crogiuolava nel successo, non pretendeva di essere un clever bastard solo perché la sua musica lo ha reso un’icona per molti. New wave, punk rock, funk, chiamatela come volete: il punto è che quelle canzoni sconvolsero gli anni ’80 e tuttora influenzano generazioni a venire. Ma non ricordo di averle sentite suonare così spesso nei locali londinesi come oggi. Il revival è presto spiegato: il 27 marzo saranno 10 anni dalla sua morte, la biografia di Will Birch The Life and Ryhmes of Ian Dury è uscita da poco più di un mese, insieme al primo film dedicato alla sua vita.

E ve lo consiglio di cuore, Sex & Drugs & Rock & Roll: gran bello, biografico ma non convenzionale. “Never let the truth get in the way of a good story” dice nell’apertura Andy Serkis, la cui stellare interpretazione di Dury gli è valsa una nomination ai BAFTA. Ma sembra che l’unica cosa inesatta nel film sia la cronologia dei fatti. O così testimonia Baxter Dury, figlio di Ian, in una lunga intervista uscita sull’Evening Standard giorni fa. Anzi, ammette che spesso suo padre poteva essere ancora più egoista e bastardo di quello che mostra il film. Sarebbe vera persino la scena surreale in cui la moglie partorisce a casa mentre lui suona a volumi terrificanti con i Blockheads al piano di sotto: “Pare  stesse suonando Johnny B. Good quando sono nato e la prima volta che mi prese in braccio mi fece cadere” dice Baxter. Poi aggiunge che suo padre non era solo un folle che si divertiva ad abusare verbalmente chiunque gli capitasse sotto tiro ma anche “una persona meravigliosa” e il regista Mat Whitecross illustra bene ogni lato del suo carattere senza cadere in sentimentalismi. Nemmeno quando mostra l’istituto dove Ian fu spedito dal padre da piccolo, con un infermiere stronzo che lo scanzonava e gli rendeva la vita un incubo. Dury non avrebbe mai superato quei traumi infantili e soprattutto l’ingiustiza della malattia (una poliomielite contratta per essersi fatto una nuotata in piscina a 7 anni).

Che Dury avesse una personalità complessa non è certo una novità: chi altro affetto da polio riuscirebbe a cantare sul palco Spaticus Autisticus con la sua stessa dignità e carisma? Il film va avanti e indietro con il tempo, segue intuizioni cinematografiche intelligenti e mostra il rapposto di Dury con il figlio (Bill Milner), la moglie (Olivia Williams) dalla quale non voleva mai divorziare e la fidanzata-groupie (Naomie Harris) con cui viveva nel tower block di Vauxhall (a due passi dal negozio dove si faceva immortalare con il figlio per la copertina di New Boots and Panties). “Evitava il glamour e si circondava di ladri, drogati, gente losca, di cui la nostra casa era continuamente piena” come racconta suo figlio e mostra il film. Insomma, Dury è l’ultimate geezer, quello che al fan adulatore che vuole toccarlo risponde scocciato:Non sono mica il Papa!“.

E sono felice che con la scusa dell’anniversario questo personaggio incredibile riceva la giusta attenzione: credo sia un film che invoglierà chi non ha mai ascoltato la sua musica a saperne di più. Anche la colonna sonora è perfetta: a suonarla sono gli stessi Blockheads con la voce di Serkis.

11 commenti

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11 risposte a “Sex & Drugs & Rock & Roll: very good indeed!

  1. Favolosa l’accoppiata Gollum + Ian Dury ( Andy Serkis mi sembra perfetto per la parte).
    Un mito!
    Al primo anno di univeristà me lo fece conoscere il mio compagno di stanza. Aveva qualche anno in più di me, faceva medicina e ascoltava Ian Dury in continuazione cercando anche di imitare il titolo della sua canzone più famosa.
    Bologna in quegli anni era una città fantastica e la nostra casa un porto di mare.
    Non vedo l’ora di vederlo, in Italia dovrebbe uscire il 23 aprile.

  2. ricordo sex drug and rock’n’roll quando uscì – yes i’m that old – la odiavo, non capivo se era rock o disco music. poi col tempo ho imparato ad apprezzare il personaggio, che fa una particina anche in quell’orribile film com bob dylan, hearts of fire. andrò a vederlo, thanx for the report

  3. Un personaggio musicalmente non trascendentale che è passato direttamente dalla strada alla mitologia con un pezzo che è diventato “simbolo” stesso del rock.
    Uno di quei pezzi un pò faciloni ma che entrano nella storia e che significano veramente qualcosa a livello sociale e a livello di costume.
    Quei pezzi che nella loro apparente semplicità valgono più di mille suites.
    Un pò come “My my hey hey”.
    O come “Free as a bird”.
    Poi qualcuno lo incastona all’interno di un carrierone e di una produzione sconfinata di altissima qualità.
    Altri, come Ian, lo portano come unica stella al petto.
    Ma ciò non toglie loro un grammo di grandezza.

  4. Me lo ricordo brutto, sporco e no cattivo no, ma lo sembrava, che cantava questa specie di filastrocca sex drug and rock ‘n’ roll che ti entrava in mente fino a sfinirti. Me lo ricordo subito dopo cantare un altro hit (ma non mi ricordo quale) e poi l’oblio.
    Ottima occasione il film per rivedere un musicista che io ho senz’altro sottovalutato, avendolo relegato vita natural durante solo a quel divertente sexdrugrocknroll.
    ciao.

  5. roberto

    ciao..ti ho visto su 31 canzoni fare un commento dove cvitavi i rutles..favoloso..allora mi sonfatto un giro sul tuo blog..notevole..il mio è tutto musicale..magari tipiace,fattici un giro,se ti va
    ciao roberto

  6. Ciao a tutti!

    roberto non hai linkato il tuo blog come faccio a farci un giro?😉

    mi raccomando di guardare sto film in lingua originale con i sottotitoli sennò è davvero come guardare quadrophenia doppiato in koreano! e si toglie a Serkis Dury il 60% del personaggio… ciaooo

  7. Off topic….again!

    Grande! Che fai ne compri uno di quadro?…:D
    cavoli…pero’ mi sarebbe piaciuto andarci:P
    Ciao

  8. continuo a ripetermi che devo andare a vederlo, leggere questo tuo articolo mi ha spinto oltre il limite, vado a prenotare i biglietti🙂

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