The Imaginarium of Doctor Gilliam

Non penso esistano mezze misure per Gilliam: o lo si ama o si odia. Appena uscita dal cinema per The Imaginarium of Doctor Parnassuss non riuscivo a capire se avevo appena visto uno dei miei film preferiti di sempre o una bufala salvata da un grande cast ed effetti speciali. Nei 7 minuti di passeggiata dal Ritzy Cinema a casa ho sputato il verdetto: thumbs up, ero pronta a rivederlo subito e magari prestare più attenzione ad alcuni particolari. Di certo mi ha tenuta incollata allo schermo come fossi una bambina di 11 anni: a volte a bocca aperta e incantata, altre a ragionare su cosa volesse dire dietro le righe e i simbolismi. Altre ancora ho avvertito l’effetto “pentolone incasinato”, alcune scene poco convincenti e dialoghi che avrebbero avuto bisogno di qualche ciak in più.

Ma c’è qualcosa di terribilmente unico nella più sfrenata fantasia dell’ex Python. C’è umiltà nel coraggio e nell’energia con cui manda avanti progetti impossibili. Ci sono due palle tante, rarissime di questi tempi. E c’è stata anche una buona dose di sfiga: la morte di Heath Ledger, oltre ad aver portato negli ultimi due anni una notoria e amara pubblicità al film, lo ha anche irreparabilmente modificato. In meglio, in peggio? In qualcosa di molto diverso da quello che sarebbe dovuto essere anche se Gilliam è uscito da questo tragico imprevisto a testa alta. Il modo in cui sosituisce Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell (ahimé, quest’ultimo non posso soffrire di vederlo) ha un senso logico e non appare come una forzatura. Ma Ledger era altra cosa, forse solo Depp regge il paragone, anche se il suo viso manca di quell’innocenza fondamentale per rivelare la natura contraddittoria del suo personaggio. Il film l’ho letto tutto come un’allegoria: dal nome di Ledger, Tony Liar (una sorta di B-lair anagrammato) a uno scontro tra mondo reale e surreale finalizzato a condannare il capitalismo e l’ipocrisia della classe politica. Terry Gilliam è uno che in materia ha le  idee chiare, al punto di aver rifiutato la cittadinanza americana qualche anno fa. 

La storia è quella di un teatro itinerante che attraverso uno specchio offre la possibilità di addentrarsi in uno mondo dove l’immaginazione di Parnassus incontra quella di chi lo attraversa. Ma è un po’ più complciato di così, visto che c’è di mezzo un patto col diavolo… Grandiosa l’interpretazione di Parnassuss-Christopher Plumber e quella di Tom Waits – Mr Nick – il diavolo. A proposito, avevo letto l’unica intervista rilasciata in Italia, alla Repubblica, in cui si diceva che nel film la voce di Waits era “quasi irriconoscibile”, ovvero svincolata dal suo alter ego di musicista, tanto che ero proprio curiosa di sentire. Maddeche? E’ proprio Tom al 100%,dal primo istante quando il suo volto nemmeno appare sullo schermo e si sente solo una frase sussurrata; penso che Gillian l’abbia scelto proprio perché sapeva essatamente cosa avrebbe aottenuto. Lily Cole non è male ma un po’ asettica: oltre ad essere una strafiga e la modella più desiderata del West britannico, ha pure il gran culo di ballare un tango con Mr Waits. 

Tom non può che fare ruoli diabolici, dalla divertente commedia noir “Wristcutters” a “Dracula”. Una spia russa (un mio amico glamour produttore americano) mi ha detto che anni fa, a un party di Holloween a casa di Nicholas Cage, Tom Waits si presentava vestito da diavolo – stile video I don’t Wanna grow up – tutto rosso, face painting incluso. Eppure con la bombetta alla “Glitter & Doom” che ha nel film, sembra ancora più demoniaco. 

PS Mica vorrete vederlo doppiato vero? Tom Waits con la voce di un Ciccio Bistecca qualunque? E Heath Ledger? Sapete quanto tempo ha passato con un insegnante di dialetto (il cui nome compare anche nei credits a fine film) per imparare il cockney

15 commenti

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15 risposte a “The Imaginarium of Doctor Gilliam

  1. A livello visivo è un capolavoro in cui immergersi e viaggiare, come del resto ci ha abituato Gilliam. La storia ha qualche momento fiacco e la sceneggiatura non mi convince pienamente. Per questo non lo metto in cima fra tutte le sue opere; in ogni caso ce ne fossero dei Terry Gilliam in circolazione.
    Sabato sera, serata a rischio per andare al cinema. Infatti sono rimasto basito per la presenza in sala di non poche famiglie con pargoli al seguito (anche molto piccoli, che per fortuna sono rimasti storditi dalla potenza delle immagini).
    Probabilmente le sale con “Up” avevano fatto il pieno. Ma la gente lo sa che cazzo va a vedere?

  2. Ciao Lucien, concordo pienamente con te sul film. Quanto al cinema il sabato purtroppo raccoglie la gente che ci va per ammazzare due ore piuttosto che vedere qualcosa che interessa davvero. Ieri però non avevo scelta: gli altri giorni ho almeno un film da vedere per il festival🙂

    Fosse per me proibirei anche di vendere pop corn e cioccolate imbavagliate di plastica che mi danno un fastidio cane durante la proiezione. E ucciderei tutti quelli che entrano 5 minuti dopo l’inizio e ti passano davanti. E quelli che ridono durante scene drammatiche e tristissime. E quelli che si alzano durante i titoli di coda e rimangano lì davanti a chiacchierare come se la gente dietro non esistesse e mi fanno alzare in piedi sulla sedia per leggere lo score del film.

    Dici che sono intollerante? Nohohohoho!!!

    • Myriam

      non direi intollerante, direi amante del cinema.
      Beh io Sabato ero in un’altra sala semi vuota per un film che non e’ nel festival che consiglio vivamente “Katalin Varga” primo film di Peter Strickland.
      Hai visto “A prophet”? Com’e’, com’e’? Dai dai svela..

      • “A Prophet” ahimè non sono riuscita a vederlo, era sabato alle 9,30am, considerando che fino alle 6 di mattina ero in gonzo mode a scrivere poi sono collassata come una pera cotta.

        Stamattina mi son vista un bel thriller ambientato alla vigilia della seconda guerra mondiale, si chiama “Glorious 39”. Bello ma avrei tagliato alla grande gli ultimi 5 minuti…

        grazie mille per la segnalazione di Katalin Varga!

  3. Myriam

    adoro Poliakoff!🙂

  4. Mi chiedo perche non chiamano in questi tipi di film Bob Dylan.
    Sono sicuro che accetterebbe di buon grado qualche ruolo,basta che lo paghino bene!
    Piu’ passa il tempo e piu’ assomiglia a Vincent Price!
    Byeee!🙂

  5. @Myriam: Non conoscevo prima d’ora Poliakoff, vedo che ha fatto solo robe televisive o sbaglio?

    @Stefano: Verissimo, è identico!!! A me su Masked and Anonymous era piaciuto molto… vorrei tanto vedere Renaldo e clara, sai che ancora non ci sono riuscita??? E vorrei vedere anche Carny, il film con Robbie Robertson ai tempi in cui era l’umo più figo della terra!

  6. Renaldo and Clara e’ un filmone come tu sai di 4 ore e mezza,le parti piu’ belle come al solito,sono quelle live con la Rolling Thunder Rewie.
    Bon se non ce l’hai in dvd te lo invio,fammi sapere,in caso contrario vedilo che vale la pena.In masked c’e’ una parte che vale tutto il film quando si sente la song cantata da Garcia dei Greateful Dead “Senor”.E quando la bambina di colore canta “The Times They are a Changin” davanti a un Dylan in questo caso divertito.
    C’e’ un saggio molto bello di A.Carrera su Masked and Anonymous.🙂

  7. Oh my god! mi manderesti davvero una copiozza del dvd?? Yes yes yes ti prego! Lo voglio vedere da 100 anni!! Il saggio di Carrera non l’ho letto, ammappete c’è qualcosa di Bob che non conosci??

  8. Ok Ok…sappi che in dvd ho circa 300 dvd di Mr Dylan….non sono un collezionista provetto!

    🙂

  9. Myriam

    si ha lavorato per il teatro, la tv (direi quasi televisione d’autore) ed ha fatto anche altri film
    http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Poliakoff
    Visto che sei amante della foto, ti consiglio “Shooting the past” con Timothy Spall

  10. Ancora non l’ho visto, lo vedrò. Me lo fanno nel mio cinemino del cineforum tra un mesetto.
    Intanto ieri sera ho visto un capolavoro “Baaria” di quel genio che è Tornatore. Anzi ti invito a leggere le mie entusiaste impressioni.
    ciao, silvano.

  11. dario

    Passo di qui solo per lasciare un saluto al volo. il film lo devo ancora vedere. Rimedierò. Stasera qui vanno in onda i Crocodiles.

  12. Maurizio

    domani vado a vederlo con la voce di cicico bistecca🙂

  13. @Myriam, ieri ho incontrato e intervistato Poliakoff all’afternoon tea del festival. Ne è uscito questo pezzo oggi: http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/cultura/2009/10/29/AMTU6b3C-la_guerra_capovolta.shtml

    Ciao Dario, Maurizio, Silvano and all!

    Il film festival è finito mi sento la depressione post parto… ma prima un ultimo pezo da scrivere.

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