Fear and loathing at Airwaves Festival

_CHI0079Ora capisco perché si chiama the hangover party: arrivi con la sbornia di ieri da smaltire e prima che te ne vai, riesci a caricarne un’altra altrettanto clamorosa. 3 Gradi fuori, un DJ fantastico e litrate di birra mentre sei sommerso-danzante in una sorgente di acqua sulfurea bollente: in assoluto una delle esperienze più fantastiche mai fatte in vita mia. Sabato, quarto giorno dell’Airwaves Festival, è stato idimenticabile, come aver vissuto 100 serate pazzesche “rollate” in un una. L’hangover dell’hangover party è stato poi smaltito a colpi di heavy metal/ death metal/ punk whatever dei canadesi Cancer Bats, a novembre suoneranno alla Brixton Academy e, con ogni probabilità, la tireranno giù in mille pezzi proprio come hanno fatto col Sodoma ieri sera.

Cambio veloce di locale per vedere i norvegesi Kaddmaddafakka: quasi in dieci sul palco di cui due vestiti da bagnino che danzavano, un violoncello, un pianista con 80 dita e una special guest,  Erlend Oye dei Kings of Convenince, loro compagno di bevute di un pub sperduto in Norvegia. Un pop fantastico e saltellato: non mi divertivo tanto dal ’65! Sono anche andata a fare due chiacchiere con il nerd dei KOC ma non è proprio un gran simpaticone, non credo abbia fatto nemmeno apposta, loro sono proprio allergici ai giornalisti, li trattano come se avessero la lebbra all’herpes contagiosa col respiro… come se fossero così gelosi della propria arte da aver paura di perderla se costretti a parlarne. E vabò. Sono le 2 di mattina, non rimane che catapultarsi al Nasa dove suonerà il DJ guru danese Trentemmoler. Ammetto di capirci meno di nulla di dance e di essere abbastanza old school da irritarmi l’uso della parola “suonare” quando sul palco non c’è nemmeno un tamburellino… ma ci stava tutto e mi son divertita a fare foto alla crowd danzante. 

5,00AM: nessun accenno di sonno, tutt’intorno è una pentolanza di gente assurda che sbuca da dietro ogni angolo; la notte è necessità di parlare, fare mille amici, fotografare, ballare, innamorarsi ad ogni sguardo, contaminare, osservare, meditare e coca&rummare. Riconosco volti di gente incontrata alla lagoon nel pomeriggio, uno mi farnetica con voce sbiascicata delle scuse per avermi buttato acqua termale nella birra (???), altri sorridono solamente, un giornalista simpatico e chiacchierone di Chicago, un londinese che parla in dialetto bolognese e una ragazza islandese che parla italiano meglio di me. Una musica rock mi trascina dentro la ciliegina nel tiramisù di stasera: un DJ dalla gig facile, si muove tra White Stripes, Bob Dylan, Nirvana e altri classiconi per concludere con una delle mie canzoni preferite del liceo: “Come Undone” degli Weezer. Scelta bizzarra che mi ha lasciato il giusto sapore meditabondo in bocca. E cazzo, sono di nuovo le 6 di mattina, tempo di dormire: domani si ricomincia all over again per il quinto giorno di fila.

Curiosa di sentire finalmente i Gus Gus e conoscerli per un breve shoot prima del concerto. Sento di aver scritto in modo orrendo ma non importa, sono lessa ma felice, i quattro neuroni rimasti stanno litigando dentro il cervello, non riescono a mettersi d’accordo su quale gruppi vedere stasera. E io li lascio fare: domani all’alba quando salirò  sull’aereo con l’ennesimo coca e rum in mano so già a cosa penserò: non mancare il prossimo anno.

Cancer Bats al Sodoma

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Il King of Convenience Erlend Oye, special guest dei  Kaddmaddafakka 

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La secret gig dei Dr Spok: si muovevano dentro un camion suonando musica impossibile, altrimenti inascoltabile

_CHI0136Immagini (raccapezzate e di seconda scelta) ©chiaremettelli 

14 commenti

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14 risposte a “Fear and loathing at Airwaves Festival

  1. paolamerrygoround

    CHE FIGOOOOOOOOOOOO!!!!!!!
    Prossimo anno vengo anch’io!!!

  2. lulù

    Raccontata come l’hai messa giù te, farebbe crepare d’invidia anche il più bigotto dei missionari…
    Che dio ti conservi in eterno con questa carica di incoscienza…baci forti

  3. Allora, vedi che costava poco il bere!! (o hai bevuto a scrocco?)

  4. I’m back home in London! Già lavorante dopo due ore di sonno…

    diciamo che ho speso solo per bere!

    Comq che festivla meraviglioso per ascoltare nuove bands, non so come facevo a non conoscerlo prima!

    Ieri sera gig a sorpresa del King of Convenience Erlend Oye: l’ho incontrato per strada con una chitarra in mano io correvo dai gus gus e lui saliva dal lato opposto della strada e mi ha detto di fare retrofont e andare al suo concertuolo. Detto e fatto! Forse si era reso conto che la sera prima era stato poco simpatico diciamo? Anyway, sto matto ha cominicato a suonare, eravamao in 20… quando dopo qualche canozne sono entrati altri si è innervosito, voleva rimanesse tutto per pochissimi intimi… e bada che saremmo stati in 40!! E’ un folle totale… con lui suonava Davide, il suo contrabbassista italiano ormai da 6 anni (se ben ricordo o forse più).

    Concerto memorabile, ma lui… sta davvero su un altro pianeta continuava ad incitare la gente ad uscire dal locale o a tacere nonstante il silenzio, tanto che stavo quasi per incazzarmi. Quell’uomo ha davvero uno strano rapporto con la sua arte. Ora verrano in Italia 28 Roma e 29 Milano, meritano andate!!

  5. Caro Lulù, la mia è una incoscienza molto coscienziosa come sai bene! e quello che più mi ha colpito è quello che non ho ancora raccontato… giorni intensi, incastrati con altri impegni e interviste che sognavo di fare da 100 anni e forse più… ti racconterò tutto🙂

  6. Uh!
    Io son troppo vecchietto per questi gig e la musica cosi alta…ho superato gli 40anta da un pezzo!
    Sigh….:)

  7. ciao Stefano, ma che troppo vecchio scherzi? come fa la musica ad avere età… ho conosciuto gente davvero di tutti i tipi e le età al festival e la musica no era sempre e solo loud ma c’erano molti concerti anche solo acustici, davvero tanta tanta roba!

    vai tranquillo anche sopra i 40, sei un uomo ricordalo! io da donna over 30 ho già iniziato la parabola discendente!

  8. Myriam

    ah che racconto fighissimo..penso che hai proprio colto l’essenza del festival..ohhhhhh mi manca.. se mi becchi un’altro magazine che mi paga il viaggio l’anno prossimo ci vengo anch’io… .. ti diro’ che a me i KOC non piacciono per nulla e non so cosa la gente ci trovi. I Gus Gus sono meravigliosi. Amen

  9. Ciao Miriam! alla fine i gus gus li ho glissati in favore della gig segreta a dei kol… ma mi hanno detto che non sono stati granché che era tutto campionato tramite computer. Però li ho conosciuti per fargli delle foto prima di cena, belle facce assurde che hanno, erano solo in due, molto carini e gentili.

    Anche io ero lì per lavoro e dunque tutto spesato.. allora dobbiamo trovare il modo di tornare il prossimo anno, non voglio perdermelo! e secondo me insiem ci divertiremmo assai😀

  10. Erlend Oye è tanto pazzo quanto bravo, ma capisco che ci si possa anche incazzare. Vedremo il 29 a Milano…

    • sì, un tipo davvero tanto strano… ma sono sicura che il concerto ti piacerà molto. Il contrabbassista è italiano ma vive in Norvegia da una vita ormai… attendo che ne parli😉

      • Myriam

        .vabbe sara che i Gus Gus invecchiano pure loro, visto che sono in giro da 15 anni !
        eh eh da tanto che non mi spesano piu’ per questi eventi, con la maledetta crisi del disco, ho dovuto ahime cambiare settore. se l’anno prossimo ti serve una portaborse..fammi sapere! 🙂

  11. cara myriam dovro’ inventarmi un modo per tornarci il prossimo anno anche io! pero’ ora ho parecchi amici su dunque basta solo trovarci un buon volo!🙂

  12. Cazzo ci conosciamo solo via web e non di persona, ma lascia che ti dica che mi fai pena per quanto hai dovuto soffrire in Islanda. Una faticaccia, immagino.
    Grrrr (invidia) ciao.

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