Accrediti screditati

IMG_2142Il Giornale? La Repubblica? Panorama? O ancora più comico: tutti e tre insieme? Veramente seguirò il Film Festival per Rolling Stone, come ho fatto lo scorso anno (quando avevano scritto correttamente il nome della testata); stavolta, all’ufficio accrediti, qualcuno deve aver fatto un po’ di confusione. Però mi fa ridere, è un errore che sta proprio a fagiuolo col clima di sfrenata faziosità dei quotidiani e settimanali italiani dell’una e l’altra parte: un estremo vale l’altro. O quasi via. Peccato non abbiano scritto anche “l’Espresso” così ero a posto. Vabò, metto una bella pecetta sul lato sinistro del tesserino e se mi obiettano qualcosa, gli dico che sono dei rincoglioniti. 

Anche quest’anno il LONDON FILM FESTIVAL ha un programma strepitoso, i press screenings sono già iniziati e in queste grigie giornate autunnali, non c’è nulla di meglio di buttarsi a capofitto nelle matinée… 

33 commenti

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33 risposte a “Accrediti screditati

  1. Te l’hanno gia detto: “Paracula”, aggiungerei che sei una tripartisan Mastelliana di ferro.😀

  2. Dai, ora ho impecettato tutto non si legge più nulla!🙂

  3. Uhm…ma se un giorno incontrassi in un backstage magari a Roma (dimmelo e’! che entriamo assieme!)
    il signor Robert Allen Zimmerman in arte Bob Dylan che domande gli faresti?
    **
    A proposito hai letto le recensioni sui nuovi concerti con Charlie Sexton?
    Sembra che non sta piu’ con la pianola bontempi,ma spesso,sta al centro palco camminando😀 e dando indicazioni con la mano ai musicisti,suonando l’armonica e di tanto in tanto usando la chitarra.
    Byeee!

    • Se incontrassi Bob Dylan? Non so, non penso potrei fare una domanda sensata. Magari ci fumerei insieme, quello sì, senza dire una parola. Chissà magari un giorno… sognar non cuoce.

      Ieri mi dicevano che sto matto si diverte a girare per le città vestito da straccione per non farsi riconoscere. Ora capisco il perché della gag con la polizziotta in New Jersey…

      E adesso potrei stupirti con effetti speciali e colori ultravivaci: hai visto il ritratto che Grace Slick ha fatto a Dylan? Stupendo! Qui lo vendono a soli 15.000 pounds!

  4. L’ho visto.E’ un po’ inquietante,esattamente come Bob:-)

    Io sapevo dei ritratti di Ronnie Wood su Bob Dylan:

    http://www.limelightagency.com/Ronnie-Wood/artwork-gallery/bob-dylan.html

    Ciaooo!

    • E’ vero molto inquietante!

      Non c’entra nulla ma ho visto una foto recente di Grace Slick: mi è preso un colpo. Com’è invecchiata male cavolo…

      Comunque Stefano mi fanno sempre più ridere quelli che cercano di negare l’importanza di Dylan, quelli che dicono che è sopravvalutato tanto per fare i bastian contrari. E non si rendono conto di come esista un mondo Avanti-Bob e Dopo-Bob.

      Nel dopo-Bob:
      Hendrix gli copiava la pettinatura, Neil Young prendeva coraggio a cantare e chiunque fosse in grado di disegnare si cimentava/cimenta con un dipinto. La Slick addirittura gli mette una sorta di aureola alle spalle! Bob non è certo una divinità ma è senza ombra di dubbio il personaggio che più ha influenzato la musica del nostro tempo, volenti o nolenti, bastiani e contrari compresi.

  5. Come non essere d’accordo,anche se sono di parte.Una volta ho letto,non ricordo chi,forse qualche giornalista come te,o qualche musicista,che Dylan nel suo complesso,sembra un alieno,un essere venuto da qualche altro pianeta,o che viene da Marte,insomma una cosa simile.🙂

  6. Trovato:

    La realtà è che gli artisti di questo genere, che si chiamino Bob Dylan, Miles Davis o Orson Welles, non sono veramente parte del nostro mondo. Sono meteoriti cadute in giardino, luci che passano di notte e che nessun ufologo appostato riesce mai a fotografare. In un suo libro sulla canzone italiana, Edmondo Berselli ha osservato di passaggio: “Non credete a quelli che parlano di Woody Guthrie come suo predecessore. Dylan non ha né predecessori né successori, Dylan è venuto da Marte”. 🙂

  7. E’ vero. E non è questione di idolatrare o meno… anzi a tal proposito o appena letto il nuovo libro di Nick Hornby ma vabò ne parlerò poi…. Ma insomma, Dylan è senza dubbio un alieno indecifrabile, una gioconda vivente.

    A proposito, splendida la sua ultima theme time radio hour sui gatti!! ma dove le trova/ chi gliele trova certe notizie?!?!?!!?

  8. Premessa: adoro Dylan e sarà così per sempre. Non credo tuttavia sia un essere così geniale come lo si dipinge. Ha sicuramente influenzato moltissimo la sua e le future generazioni, ma se escludiamo 3 dischi (Bringing it all Back Home, Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde) cosa rimane di Dylan? Tante belle canzoni, liricamente rivoluzionarie, del primo periodo (ma non musicalmente, perché fino a “Another Side…” era un clone di Guthrie e Seeger), interpretate in modo intenso e personale (ma era anche l’unico a Newport che stonava come una pecora). A ben vedere, secondo me, dopo Blonde on Blonde c’è stato il nulla o quasi (io salverei come capolavori post-66 solo Blood on the Tracks, Desire, Oh Mercy! e Time Out of Mind), il resto sono bei dischi e in alcuni casi (Empire Burlesque, Knocked out Loaded e Down in the Groove) veramente orridi! Credo sia stato seguito da milioni di musicisti per il suo carisma, il suo modo di porsi, di schivare e di cantare (ma forse anche di contraddirsi), ma non risconosco in lui una genialità zappiana (anche se pure su Zappa direi periodo 66-72, poi tante buffonate…). Credo che se c’è un personaggio nella storia della musica che può veramente dirsi venuto da Marte è Mozart (ma vale in genere per il musicista classico di grande levatura), non Dylan. Lo so che non condividete, ma vi voglio bene lo stesso!🙂 Baci. Fab. PS: A Berselli ricorderei che Guthrie non avrebbe mai venduto una sua canzone per lucro…

    • Ciao Fab!ti rispondo un po’ di corsa che oggi ho una giornata più incastrata del tetrix.

      Credo che Dylan sia molto più dei tre dischi che hai citato e che sia clone di Woody Guthrie almeno quanto Jack White possa esserlo di Muddy Waters e così via.. insomma con questo discorso sono tutti cloni. Tanto più nella prima fase di carriera quando un artista cerca la sua strada. L’importanza di Dylan va oltre credo, il modo in cui ha influenzato i musicisti di oggi è smisurato, il coraggio che ha dato a tanti il suo cantare stonato è miracoloso.

      Guardati “Don’t be denied” di Neil Young per esempio e ascoltalo mentre dice che è stato Dylan e solo Dylan a dargli la forza di cantare… e come lui tanti e tanti altri. O senti l’eco di Dylan in Patti Smith… e così via. Quanti artisti intervisto che quando parlano della loro “scoperta” di Dylan ne parlano come se si fosse spalancata una porta dentro il loro cervello, nella loro creatività. Insomma non la pensiamo così diversamente. Anche se la sua importanza musicale non la limito certo a 3 album. ciaooo

  9. Bob Dylan e’ un genio perche’ ha creato una musica che prima non esisteva,folk-rock.
    E’ un genio perche’ ha scritto testi che prima non c’erano,superando Woody Gutrie.
    E’ un genio perche’ in una o due note riusci’ a mettere tante di quelle frasi che nessuno aveva mai fatto.
    E’ un genio perche’ Like a Rolling Stone e’ una song,la prima,ad avere piu’ di tre o quattro minuti di durata,la piu’ lunga di tutte,piu’ lunghe rispetto alle altre.
    E’ un genio perche’ ogni volta che canta una song dal vivo non e’ mai uguale alla sera precedente.
    Quanti lo fanno?
    E’ un genio perche’ in Blood on the Track ha creato testi cantandoli in diversi tempi “temporali”.
    E’ un genio perche’ ha creato Bob Dylan…e non e’ poco!🙂

  10. Dimenticavo…sono solo mie definizioni!
    Ciao!

  11. Alessandro Carrera cosi si esprime ad una domanda “Genio”:

    “Dylan ha composto, che si sappia, circa 400 canzoni. Non includo quelle incompiute o mai rese pubbliche, che sono senz’altro moltissime. Se completerà la sua trilogia autobiografica come l’ha cominciata, lascerà un piccolo monumento di originalissima prosa americana. Nel marzo di quest’anno sono stato invitato come ospite d’onore, a un convegno internazionale su Dylan che si è tenuto alla University of Minnesota a Minneapolis, il più grande finora organizzato da un’università americana. Credevo di essere matto io, con la mia passione per Dylan, ma quando ho sentito serissimi professori di Oxford e Harvard lanciarsi in elogi che lo accostavano a grandissimi nomi della letteratura mi sono reso conto di non essere proprio un caso disperato. Può darsi che questa dylanolatria con il tempo si attenui, il che sarà forse un bene, ma rendiamoci conto che la nostra è un’epoca in cui il genio è scarso. E il genio non è semplicemente un bravo artista, un intellettuale serio che ha delle cose da dire e le dice bene. Di artisti così ne abbiamo molti. Il genio è un’altra cosa. Il genio è colui che è capace di far sentire a chi lo segue che stiamo tutti camminando sull’orlo di un abisso, che la geografia di quell’abisso l’ha disegnata lui, ma che nemmeno lui sa se alla fine del percorso ci ritroveremo salvi sul ciglio del burrone o se saremo precipitati insieme al nostro pifferaio magico. Questa sensazione di rischio condiviso, e che forma una comunità di arrischianti, composta sia dall’artista che dal pubblico, pochissimi sono in grado di comunicarla. Non c’è bisogno di cantare ‘bene’ o di saper scrivere ‘bene’ per toccare questa dimensione. Ci vuole quel qualcosa in più che Dylan, ad esempio, possiede”.

  12. Amo Bob Dylan, come pochi altri musicisti sulla madre terra, ma Franz Schubert scrisse 965 composizioni accreditate (tra cui opere e sinfonie, non canzoni con 4 accordi) e morì a 31 anni. Wolfgang Amadeus Mozart a 14 anni nel 1770 trascrisse su partitura il Miserere di Allegri dopo aver sentito l’esecuzione una sola volta e non commise errori! Dylan rispetto ai musicisti del passato è come Philip Roth rispetto a Dostoevskij. Non che il primo non sia bravo, ma è il secondo a essere un genio. Se Dylan viene da Marte, Mozart viene da Sirio! Sempre a mio parere.🙂 Fabrizio.

  13. Scusami Fabrizio,ma stiamo parlando di due cose diverse,di due campi musicali diversi,il sinfonico o musica classica e il rock.Giustamente a ciascuno il suo senza demeriti.
    Bob Dylan e’ stato un innovatore nel suo campo,si puo’ discutere su questo all’infinito,ma non si puo’ dire il contrario.E quando in un campo c’e’ un innovazione,un qualche cosa che prima non c’era,per me e’ un qualche cosa che ha a che fare con il genio.
    Tanto piu’ che tale definizione su Bob Dylan e’ iniziata da quando ha cominciato a far musica,e ogni volta,quasi sempre, in ambito musicale quando si parla di Dylan,esce fuori.
    Ci sono song uscite da poco che sono geniali,per me Ain’t talkin’ ha una lirica e un testo,che e’ da capolavoro,ma come sempre su Bob non si e’ mai d’accordo.🙂

    • Se ripenso alla “Ain’t Talking” che ha fatto alla Roundhouse mi vengono ancora i brividi…

      Concordo con Stefano. Ridurre Bob Dylan a un clone di Guthrie per me non ha senso (non parlo di te Fab che hai fatto delle distinzioni ma c’è gente che ha ascoltato due album di Dylan eppure vuole liquidarlo così). Un po’ come quando senti dire che i Beatles sono sopravvalutati, poi vai a discutere e ti tirano su le argomentizoni “obladi obladà” e magari non hanno mai sentito “happiness is a warm gun”… mi è successo molte volte…

      comq se gli hanno dato un Pulitzer e lo chiamano genio rispettabili studiosi e proff (non fan incalliti) ci sarà un motivo credo. Che poi la musica di Dylan non arrivi a tutti è un altro discorso e mi sta bene ma io sfido a conoscere bene le sue liriche e non riconoscere una potenza espressiva quantomeno rara se non unica. Ma anche lì, dicono che abbia copiato tutto!

      Picasso diceva: “il vero artista ruba, quello pessimo, imita”🙂

  14. Credo che Dylan meriti il Nobel per le sue liriche, ma credo che nessuno gli darebbe gli stessi premi per un contributo nell’innovazione musicale (tant’è che i premi a Dylan arrivano da esimi letterati, non da esimi musicisti). Rimanendo in ambito rock Dylan non ha le capacità compositive di uno Zappa (per dirne uno); se chiedi un jazzista chi preferisce tra Dylan e Zappa ti dira che il primo è uno zappatore il secondo un musicista. Diciamo che con quel poco che ci ha passato il secondo Novecento, Dylan allora sì che può dirsi un genio… Allora concordo. Comunque “a Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata, a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie”. Ciao irriducibili fans!🙂 F.

    • ti dirò Fab, che più passano i giorni, mesi, anni e più “mi riduco” come fan. Non di Dylan ma in generale. Sto invecchiando! La passione quella però non cala, anzi, se possibile, cresce.

      Per “Er Bob” pur essendo uno zappatore/ strimpellatore ha influenzato molti musicisti e non sono per le liriche. E pur avendo una voce che a molti fa cagare ha influenzato molte splendide voci di musicisti importanti. Questo mi basta e credo sia innegabile, a meno che la gente che intervisto mi dica una balla quando dichiara di avre Dylan come massima fonte d’ispirazione… e poi i suoi eco si sentono, costantemente e ovunque… credo.

      PS “E sulle biciclette verso casa, la vita ci sfiorò, ma il re del mondo ci tiene prigioniero il cuore!”

  15. “May your heart always be joyful,
    May your song always be sung,
    May you stay forever young,
    foreeeeeveeerrrr young!”.🙂 F.

  16. Intanto il Nobel l’ha ricevuto una persona che non so quanti conoscono la sua letteratura,una certa Muller.
    Allora a questo punto secondo me era meglio darlo a Dylan,per l’impatto mondiale e innovativo che ha dato in campo musicale. Ma si sa’ gia’ che a Dylan non lo daranno mai il Nobel e il motivo e’ molto semplice.Dandolo a Bob Dylan,in generale verrebbe poi premiata tutta la musica popolare,e si sa’ che rispetto alla musica classica,non e’ molto considerata,proprio perche’ popolare.
    Intanto voglio rispondere anche a Fabrizio dicendo che Dylan il suo Nobel per la musica lo ha gia’ vinto con l’Oscar ricevuto creando la song Thing Have a Changed.
    Non mi risulta che Frank Zappa sia arrivato a cosi tanto.🙂

  17. Fabrizio leggi qui:

    “…..a Bob Dylan, Premio Pulitzer 2008 alla carriera
    Bob Dylan, 66 anni, è stato premiato con uno speciale Premio Pulitzer alla carriera. Al cantautore di «Mr Tambourine» è stato assegnato infatti il Pulitzer per le arti con la seguente motivazione: per «il profondo impatto avuto sulla musica popolare e la cultura americana attraverso composizioni liriche dallo straordinario potere poetico».
    :DD

  18. Zappa scriveva testi (volutamente) idioti, per forza non gli avrebbero mai dato il Pulitzer! Ma tu ferma qualsiasi musicista con la M maiuscola (gente diplomata in direzione d’orchestra ed esperta di contemporanea) e chiedigli chi preferisce tra Zappa e Dylan poi mi dirai, o chi preferisce tra Yes e Dylan, Genesis e Dylan. Se cerchiamo gente musicamente capace e competente nel rock dobbiamo guardare al Progressive, al Kraut-rock, alla Fusion, alle Avanguardie degli anni ’70 influenzate da Stockhausen, Berio, Sciarrino, Ligeti… Luca Ripanti, esimio flautista barocco e collaboratore RAI, ha pubblicato 4 partiture dei primi dischi dei Genesis per Rugginenti Editore (da “Trespass” a “The Lamb Lies Down On Broadway”). Prova a vedere l’incipit per piano solo di “Firth of Fifth” di Tony Banks e capisci che cosa intendo per brani musicalmente affascinanti e complessi.
    Per il Nobel invece non credo sia la provenienza musicale di Dylan, in fondo anche Dario Fo è un autore teatrale che ha creato la sua fortuna su personaggi popolari e sul gramelot, e, come Dylan, è un personaggio televisivo (soprattutto negli anni ’60 e limitatamente al nostro paese); secondo me stanno semplicemente scremando e nei prossimi anni arriveranno forse anche a Dylan. Se l’hanno già sdoganato i professori universitari Dylan, non vedo perché non i luminari del Nobel (in fondo sono professori anche loro)! E, sottolineo, per i testi lo meriterebbe eccome, secondo me! Sia ben chiaro: io ho uno smisurato amore per Dylan e che… vivo le mie passioni in modo critico, tutto lì. Fab.

  19. Però Fab, non è che complessità sia necessariamente sinonimo di genialità. E di conseguenza: non è che semplicità non possa essere geniale.

    Creare qualcosa di speciale con tre accordi è ancora più difficile, o con una sola melodia o con una metrica coraggiosa…

    E comunque IL NOBEL L’HANNO DATO A OBAMA!!! Dylan, finora, ha fatto di più.
    Pensa tu quanto odiavano Bush per dare un nobel a Obama, sulla parola! Poi ti credo che arrivano i bastian contrari che rosicano… mica è colpa di Barack se gli offrono un premio che non gli spetta!
    E Dylan che ci può fare se i suoi fan sono i più intolleranti della terra? Peronaggi forti che scaturiscono forti passioni. Ho fatto un parallelo azzardato? anche no.

  20. “……..Rimanendo in ambito rock Dylan non ha le capacità compositive di uno Zappa (per dirne uno)”

    Se mi spieghi cosa significa!Che metro di giudizio usi fammi sapere.

    Angelo Branduardi che e’ un artista diplomato al Conservatorio di Genova e risultato tra i primi a diplomarsi in Italia giovanissimo a soli 16 anni,con studi di musica classica quindi,ed e’ un musicista con la M maiuscola,senti lui come parla di Bob Dylan e cosa ne pensa.
    🙂

  21. Be’ dai Chiara non si tratta di intolleranza,anche io sono il primo a dire che non tutte le cose di Bob sono geniali,anzi.
    Sono 25 anni che seguo Dylan ma un occhio critico lo tengo,ci sono magari Dylaniani come me,che basta solo nominare invano nonnoBob,vanno su tutte le furie.Vedasi a volte,anzi spesso su Maggie Farms il sito.
    Pero’ che significa fare un confronto tra Dylan e Mozart o Dylan e Zappa e dire poi che Bob non ha capacita’ compositive.
    Allora dico che Dylan in fatto di genio e’ come Mozart,ci puo’ stare, no?

  22. Mica parlavo di te! dico in generale, credo sia innegabile che i fans di dylan siano iper intolleranti.

    Quanto al paragone, la penso come te, si può essere geniali anche con un’intuizione molto semplice e tre accordi. Essere innovativi non significa essere dei maghi di tecnica o virtuosi o avere studiato al conservatorio. Anzi, meno regole si conoscono e più è facile romperle.

  23. Caro Stefano (e poi io chiudo qui su Dylan, tanto siamo tra estimatori che vedono la cosa da punti diversi), le capacità compositive di Zappa consistevano nel comporre musica (testo e melodia), arrangiarla per vari ensemble (dalle Mothers alla London Symphony Orchestra) e suonarla. Dylan in linea di massima ha la capacità per fare la prima di queste cose e l’ultima (al più semplici arrangiamenti per ensemble rock), ma non ha approfondite nozioni di armonia e contrappunto. Dylan non credo sia in grado di arrangire per fagotti, corni, clarinetti, saxofoni… come sapeva fare Zappa. Per questo io considero Zappa un musicista vero.
    Branduardi non è un semplice strimpellatore, è uno che ha studi classici e li ha applicati facendo musica medievale (poi ha fatto le sue facilonerie per sbarcare il lunario) e se ha una buona reputazione su Dylan, l’avrà per i testi, ma si renderà certamente conto che il lato strumentale di Dylan è piacevole, ma tutt’altro che geniale e rivoluzionario (per lo meno nell’ambito musicale globale e non solo folk-rock). Anche Battiato ha studiato da Stockhausen, ma ha inciso facilonerie come “La voce del padrone”. Io però lo preferivo al tempo di “Fetus”… Ciauuuu. F. PS: Considerare Dylan meglio di Mozart è un fatto emozionale anche condivisibile, ma oggettivamente (musicalmente) non dimostrabile! Il viceversa, sì.

  24. Fab: ieri sera mi hai fatto venire voglia di riascoltare “Yellow Shark” di Zappa. One for the stoners!🙂
    geniale sì…

    comunque stiamo facendo un discorso un po’ senza fine… Dylan, volente o nolente, anche senza comporre per ensamble, ha influenzato generazioni di musicisti e su questo concordano estimatori, bastiani e contrari. Almeno su questo concorderemo.

  25. Anche io finisco qui,altrimenti come dice la cara Chiarina non si finisce piu’.
    Lo scambio di idee mi piace,tra fans di Dylan ancor di piu’.
    Ma permettimi di dirti che, come ho letto, per natura e caratura, il Pulitzer è stato spesso assegnato ad esponenti della musica classica,e il fatto che si andato a Dylan rappresenta un certo valore non indifferente.
    Ho capito quello che dici di Frank Zappa pero’ credo che a Dylan le capacita’ non mancano,senti cosa dice il buon Bob (l’avevo letto e mi ricordavo qualche cosa) da un intervista del 1993:
    *
    “….”Tutto quello che ho da dire lo dico nelle mie canzoni”. Ma c’ è ancora una sorpresa, e forse la più stravagante di tutte. Dichiara che in questo periodo ascolta molta musica classica, e quando gli chiediamo di rivelarci i suoi sogni, riprende a parlare con piacere: “Oggi non ci sono più sogni, la maggior parte dei sogni è finita. Ma per quanto riguarda la musica ci sono dei sogni che vorrei realizzare, per esempio un disco di musica classica. Per questo sto già lavorando con un’ orchestra filarmonica. Tra non molto vorrei realizzare un disco del genere, chissà…”.
    Dal canto mio spero che esca questo disco,cosi’ riapriamo il discorso…..
    Alla prossima tra fans dylaniani!🙂

  26. Per ultimo,gustatevi questa song live di qualche giorno fa’….Portland Oct,2009.


    😀

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