Basterds senza sottotitoli

Ho finalmente capito il miglior approccio per avvicinarsi a un film di Tarantino: staccare il cervello, non farsi domande e abbandonarsi al nudo e crudo intrattenimento. Prima d’ora non l’avevo mai fatto, per questo mi dava fastidio tutto, o quasi, dei suoi film: le scritte cubitali col suo cognome all’inizio, l’eccessiva autoindulgenza, le continue citazioni come se non avesse nulla di proprio da dire ma soprattutto l’inverosimilità delle sue storie. “Inglourious basterds” non è opera di un genio, spesso pecca di prolissità ed è, per molti versi, terribilmente identico a quanto già fatto in passato dal regista. Eppure, mi ha fatto considerare l’eccentrico Quentin sotto una luce diversa: pur sempre uno dei registi più sopravvalutati del nostro tempo ma anche uno dei più divertenti. 

La trama del film ormai la sanno tutti: un gruppo di ebrei americani, i basterds, si prendono una rivincita sulla storia e massacrano soldati nazisti. Hitler compreso, morto a colpi di mitraglia in una delle scene più gloriose che il cinema contemporaneo ricordi. E’ una favola e va vista come tale. Magari, quando Tarantino ha dichiarato in un’intervista che, volendo, poteva essere una storia plausibile, ha detto una cazzata. Non penso proprio Hitler entrasse dentro un cinema senza innumerevoli guardie del corpo. A dirla tutta, c’è poco di storicamente corretto… ecco che ci ricasco, non avevamo detto di staccare il cervello e  lasciarsi divertire? E’ solo un fumetto, un cartone animato con attori in carne ed ossa.

Ma soprattutto, “Inglouriuous basterds”, è la definitiva parabola Tarantiniana. Dentro c’è ogni suo pensiero: gli schizzi di sangue, i lunghi dialoghi, le innumerevoli citazioni (non sazio, ora cita pure se stesso) e la capacità di raccontare una storia del tutto inesistente. Infine, c’è il cinema stesso, il vero grande protgonista di ogni sua pellicola. “Operation Kino” – titolo dell’ultimo capitolo del film – è una metafora che la dice lunga: è il cinema (Kino in tedesco) ad ammazzare Hitler, non il team di “basterdi” capitanato da Brad Pitt. Perché “basterds” e non “bastards”? Il regista non ha mai voluto spiegarlo, ma forse è per il modo in cui parla il personaggio di Brad Pitt, ovvero uno slang – volutamente sbagliato ed esagerato – di americano del sud.

Aggiungo solo un consiglio: NON GUARDATELO DOPPIATO come ho già pregato nell’articolo  scritto giorni fa sul Secolo XIX (questo il link). Qui non si tratta di fanatismo o del solito – verissimo – discorso che il cinema doppiato è scadente. Qui si tratta di condizionarne l’intero senso. “Inglourious basterds” è stato inteso come un film multilingua, il significato di molte scene e battute si basa proprio sull’uso intercambiato del tedesco/ francese/ americano/ italiano (poco); vederlo doppiato equivale a non vederlo. Ora capisco che in Italia la lobby dei doppiatori sia potente, protetta da potenti, ma uno sforzo una volta ogni tanto si può anche fare, se si ama il cinema. Altrimenti scommettiamo che vi farà schifo? 

 

16 commenti

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16 risposte a “Basterds senza sottotitoli

  1. doppiato si perderebbe anche il fumetto. concordo in tutto.

  2. Dai su ragazzi mi sembrate Carù quando scrive “E’ il suo disco migliore senza ombra di dubbio”! Diciamo che voi siete contro il doppiaggio e altri pro (io sono pro, pur con i distinguo che già scrissi qui nei giorni passati). Questo, ad esempio, mi sembra un punto di vista pacato di chi è pro (perché fa il doppiatore ovviamente…): http://www.tafter.it/2009/07/10/larte-del-doppiaggio-intervista-a-riccardo-rossi/
    Nello specifico di questo film di Tarantino non saprei e poi lo vedrò fra un anno su Sky, se va bene! Ciauuuu. Fab.

  3. Ciao Fab mi hai fatto ridere con la frase di Carù🙂 !

    Quando vedrai il film capirai perché è impossibile doppiarlo. Nei cinema italiani esce il 2 ottobre (se non sbaglio).

  4. Beh, è vero, dai… Io ammiro Carù per il coraggio di mettere in copertina sul Busca personaggi minori che gli fan vendere la metà invece dei soliti “mostri sacri” da alta classifica, ma il suo incapponirsi su certi musicisti suoi coetanei ormai ampiamente bolliti sembra più un tentativo di ossigenare una generazione che ha proprio detto tutto, almeno nella maggioranza dei casi… Ovviamente a mio parere😉 Ciao. F.

  5. Brunilde

    Il film in Italia è doppiato quando i personaggi parlano in inglese, sottotitolato quando i dialoghi sono in tedesco e quando parlano in italiano, si fa l’accento siciliano.

    Detto questo, a Tarantino frega il giusto della verosimiglianza e va di licenze poetiche una dietro l’altra. O ti piace il collage come principio estetico, o non ti piace. La storia funziona, perchè anche se sai benissimo che Hitler non è morto così, stai lì col fiato sospeso ad aspettare di vedere cosa succederà e questo, quando guardi un film, è forse l’unica cosa che conta veramente.
    Ciao a tutti.

  6. Ciao Brunilde, grazie mille per il tuo commento ero molto curiosa di sapere come avevano risolto!
    I sottotitoli ci sono dunque sempre sempre, quando non parlano inglese? Anche col francese? Ok in questo modo si perde solo la parlata di Brad Pitt, magari il suo personaggio ne risulterà un po’ piatto… concordi tu che l’hai visto?

    Quanto al collage ci sta, anche se Tarantino mi sembra attinga sempre dalle stesse fonti.

  7. Brunilde

    Si, Brad Pitt non è assolutamente il personaggio di punta e nemmeno l’attore principale. Sta lì, forse, come nome di cassetta.
    I sottotitoli ci sono anche in francese, ma i dialoghi in francese sono stati mantenuti solo in alcuni punti, tipo all’inizio, quando Landa fa visita a La Padite e poi in un altro paio di momenti.
    La parlata di Brad Pitt è stata resa con una sorta di italiano un po’ “strascicato”, ma di sicuro se in lingua originale fa uso di slang, si perde quasi tutto.

  8. Oddio, sounds a bit confusing!

    Francese metà doppiato e metà no… risultato frammentario che un po’ distoglie dal film.

    Brad Pitt parla con l’accento di americano del sud ma lo esaspera in modo molto innaturale ed è tutto lì il lato comico del suo personaggio. Comunque nella scena finale in cui parla italiano avevo i lacrimoni agli occhi dal ridere!!

  9. Brunilde

    Anche io, gli “scusassero” erano buffissimi.
    Guarda, forse non sei più abituata a vedere i film in Italia, ma ti assicuro che per noi il francese doppiato a metà non è per niente straniante e non distrae dalla pellicola. Anzi, in questo senso trovo molto più nocivi i sottotitoli, perchè o leggi o guardi la scena, fare tutte e due le cose insieme è impossibile.

  10. Credo sia appunto solo questione di abitudine… se gli inglesi e americani riescono a leggere sottotitoli e guardare il film, di certo possono riuscirci anche gli italiani.

    Personalmente trovo molto più straniante vedere muovere la bocca e sentire qualcunaltro parlare. Ma se tornassi a vivere in Italia mi potrei riabituare ai film doppiati, dopo 5 anni, non prima!

    Vabò lo so, sono ripetitiva, noiosa e ossessiva ma la mia campagna antidoppiatura non molla! Penso sia per il bene del cinema e che in generale aiuti l’Italia a diffidare meno dell’inglese. Di conseguenza si avrà meno paura di parlare di musicisti stranieri e si scriveranno meno recensioni sui concerti di Bocelli e qualcuna in più su quelli di Richard Hawley. Ecco questo è il mio piano diabolico, almeno in teoria. Molto in teoria!! Ciaoo

  11. Brunilde

    Richard Hayley suonerà anche in Italia? ;-))

    • Bè se ne parlassero i giornali e la gente lo conoscesse e comprasse questo stupendissimo ultimo disco, anche sì! ari-wink-wink

      vabò sennò modifico la frase:

      “Di conseguenza si avrà meno paura di parlare di musicisti stranieri e si scriveranno meno recensioni sui concerti di Bocelli e qualcuna in più su quelli dei Fleet Foxes” o dei Tv on the Radio, o dei Grizzly Bear o dei Wilco.

      Loro sono tutti passati in Italia o stanno per passare!!!

  12. Brunilde

    Good girl😉

  13. però richard un gran concerto a milano l’ha già fatto al conservatorio un paio d’anni fa, speriamo torni

    • Ciao! forse l’avevo letto proprio sul tuo blog? Io ancora non l’ho mai visto, non vedo l’ora di farlo domani sera gnam gnam! Per il momento ha fissato solo date in UK ma speriamo passi anche in Italì… ti piace il nuovo Truelove’s gutter? Io questi giorni, mi ci sto perdendo dentro…

  14. bellissimo, solo 8 magnifiche canzoni!

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