“Solo” Jack & it will get loud!

jack2006Notizia flash: si chiama Fly Farm Blues il primo singolo solista di Jack White, in uscita il 14 agosto con il film “It might get Loud“. Il singolo lo sentiremo tutti ma per il documentario di Davis Guggenheim dovremo aspettare ancora un po’, o volare in Germania o in America (io pregherò per un press screening qui a Londra). Jimmy Page, Jack White e The Edge, due leggende del rock e uno dei chitarristi più sopravvalutati del nostro secolo… E vabò, the Edge mi sta pure molto simpatico, ha fatto cose apprezzabili e influenzato milioni di bands ma non ho mai trovato nulla di geniale nella sua chitarra per poterlo mettere a fianco di due mostri sacri come Page e White. Nel film The Edge spiegherà anche come pigiando una pedaliera e facendo un facilissimo arpeggio in loop, riesca a ricavare almeno una ventina di canzoni e quel suo suono distintivamente uguale. Sarà comunque fantastico vederli jammare tutti e tre insieme, sentirli parlare, scambiarsi consigli… Il singolo di Jack, che dal titolo ci fa presupporre a un bel blues-brividone dei suoi, potrebbe presagire a un intero album solista. Chi lo ferma più a quest’uomo? Intanto aspettiamo impazienti anche il nuovo album dei White Stripes. Ah, per la croncaca, se qualcuno avesse letto qualche giorno fa sul “Corriere della Sera” l’articolo di Sandra Cesarale: “I White Stripes si sciolgono” a sei colonne con tanto di sottotitolo a rinforzare la notizia: è una bufala che non ha nessun riscontro da nessuna altra parte del mondo, nemmeno nel “Q magazine” da cui la giornalista ha ricavato l’intero articolo. Di fatto anche l’autrice la smentisce all’interno del pezzo. Metterei il link ma non lo trovo più: che si siano accorti della cazzata fatta? Ricordiamo comunque, a difesa della Cesarale, che i titoli non li scrivono né decidono MAI i giornalisti. 

Però se ci pensate è un po’ come se domani scrivessi un pezzo che mi intitolano: “il Papa lascia il Vaticano”. Sottotitolo: “Trovato sotto il Golden Gate da un Vescovo inferocito, Ratzinger negava la sua identità e duettava un brano di Dylan con i nuovi amici hippie”. Poi nell’articolo smentisco tutto tre righe più in là, dicendo che Ratzinger è in realtà a San Francisco per un seminario su “Santa Maria Maddalena Addolarata Antiabortista”. Intanto però attraggo l’attenzione di tutti. Che figata. 

E dopo questa parentesi… fateci vedere “It might Get Loud”, please! La dose del trailer non ci basta, give us some more!

14 commenti

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14 risposte a ““Solo” Jack & it will get loud!

  1. Che figo un (probabile) album solista di Jack White! Bene, bene, intanto dopo 5 anni di silenzio (e divisione) a settembre tornano i Phish con Joy e un singolo da 13 minuti (“Time Turns Elastic”). Slurp! Baci. Fabry. PS: Hai mai letto la lunga intervista fatta ad Alessandro Carrera (il traduttore italiano di Dylan, Lyrics 1962-2001) sui problemi, dubbi, curiosità incontrate nel tradurre l’opera omnia Dylan e lo slang in particolare? E’ molto interessante; dimmi che ne pensi da anglofona ferrata (attenzione che è in due parti e alla fine della prima devi cliccare “seconda parte” che è anche più interessante): http://www.maggiesfarm.it/carreralyricsinterview.htm

  2. dario

    (Anche i tag che hai messo a questo post attrai l’attrazione di tutti. Figata.)

  3. Grazie Onan! “Rivoluzione si scioglie la band di 7 nation army”… rivoluzione…rivoluzione de che???
    Tra l’altro identificare i White Stripes con un inno da stadio è davvero agghiacciante.

    ciao Dario: certo, anche il “bold” sulle frasi incriminate funziona no?🙂

  4. Ah sì Fab? Maledetto Snider!! No, no in studio fotografico… in studio di registrazione devo tornarci settimana prossima ma non per “my generation” e non pensare ad abbey road ma a una minuscola stanzetta insonorizzata in Stratford🙂

  5. Si, era sul primo di Snider “Songs for the daily planet” del ’94; secondo me era il suo migliore. Ti consiglio decisamente i primi due (il secondo è “Step right up” del ’96). Oggi vado in ferie, ci risentiamo ai primi di settembre, salvo non riesca a connettermi di tanto in tanto a stressarvi un po’…😉 Ciao. Fabrizio.

    • Ciao Fab! Ieri mi sono “intrippata” col tuo link, molto interessante. Diciamo che se dovessi mai tradurre una canzone di Dylan mi ucciderei… Sono stata traduttrice per 3 anni, traducevo Risoluzioni ONU per gruppi di studio parlametari e altri documenti diplomatici, conferenze stampa… dunque diciamo che “conosco il mestier”… ma un documento ti da sicuramente meno grane di una poesia! Il fatto che l’italiano abbia molte meno parole a disposizione rispetto l’inglese è un altro disastro, i giri di parole che a volte si fanno per dire una parola… non mi ci far pensare! Mr Carrera mi sembra se la sia cavata da Dio perché oltre che un ottimo traduttore è anche un conoscitore dell’opera omnia di Dylan (che già è un’impresa!). Bisogna tener conto che ogni opera tradotta è frutto dell’autore e del traduttore congiunti e che, nel caso di Dylan o altri poeti del nostro tempo, non si può che perdere… Per quanto mi riguarda le poesie vanno sempre allegate a fianco dell’originale (com’è appunto lyrics) duqnue le traduzioni servono da guida ma poi ti devi leggere l’originale per assaporare la bellezza che l’autore ha cercato di comunicare… però certo le poesie in lingue più agnostiche dell’inglese diventano tragedia. Ieri leggevo Baudelaire e non so il francese, però con a traduzione funziona, almeno per noi “neolatini”. E’ un problema vecchio… io direi che visto la quantità di lingue che esistono, almeno l’inglese bisogna impararlo oppure, oltre che dalla letteratura, si è tagliati anche dal rock!!!

      Buone vacanze Fab, have a great time and see ya soon dude!

    • Yes l’ho twitetterato appena letto sul Guardian!

      Poi immaginati la scena, l’amp, salta, lui fa un siparietto per sdrammatizzare e cade clamorosamente!

      Per quanto AMO gli Aerosmith dei vecchi tempi, (“dream on” mi fa venire la pella d’oca) il nuovo pop-pettone che fanno invece non mi interessa.

      ariciaoooo

  6. ma il merito del signor David Evans è proprio quello, di essere annoverato fra i grandi chitarristi del rock pur non essendo un grande esecutore, quella è la sua genialità, ad essere considerati grandi e poi esserlo pure sono capaci tutti…
    (non mi toccare i quattro dubliners, neh?)😉

    • ma sì sono d’accordo con te riguardo la tecnica, l’importante è portare qualcosa di nuovo e avere un proprio sound e gli U2, come si suol dire, “have it in spades”. Ero una gran fan da giovane ma ammetto che la chitarra di Bono, per quanto abbia il suo suono, non mi è mai parsa geniale, mai. Che ci posso fare?! Jimmy Page e JAck White per me sono due mostri STRAORDINARI con la chitarra in mano. The Edge, no. Secondo me l’hanno messo in mezzo perché ha uno stile molto differente dagli altri due e dunque sarebbero venute furoi cosine interessanti e in secodno luogo perché gli U2 piacciono molto, attirano molta gente, miglior bottighino al box office del cinema… o magari sono tra le bands preferite del regista, non so, devo indagare… Sorry!

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