Animals: Porci leali

pig on the wing

Una sera di dicembre, 2007, tornando a casa in vespa, mi giro e vedo la scena qui sopra. Ero sobria, magari un po’ stanca e ho subito pensato di avere un’allucinazione. Dopotutto, quante volte passando lì davanti, invece che vedere una centrale elettrica in disuso (non per molto), vedevo solo la foto di copertina dell’album dei Pink Floyd. Ma stavolta, il “Pig on the Wing” stava proprio lì, fluttuante e baldanzoso, mi guardava e sussurrava, telepaticamente, un lirismo alla Orwell. Non so chi ce l’abbia messo, so solo che il giorno dopo non c’era più: con ogni probabilità gli operai l’hanno tolto, first thing in the morning. Il caso vuole, che quella sera avevo con me la macchina fotografica e nel buio pesto, ho fatto una lunghissima esposizione usando la vespa come cavalletto e facendo un parcheggio da equilibrista lungo il marciapiede di Nine Elms Lane.

La Battersea Power Station è uno dei landmark più austeri di Londra e del rock; forse è una delle strutture più fotografate di Londra ma son felice di avere avuto il gran culo di immortalata in un momento così unico. A progettarla è stato l’architetto Sir Giles Gilbert Scott – con un nome così non mi sarei aspettata nulla di meno – lo stesso che ha disegnato le iconiche cabine telefoniche rosse e un’altra centrale elettrica a Southbank, oggi convertita nel museo della Tata Moderna, alias Tate Modern (se ci fate caso i due edifici sono molto più che simili).

Picture 3“Animals” rimane un grande album, angosciante ma sicuramente meno di the “Final Cut”. Ora non vivo più a Batterrsea, dunque non la vedo quotidinamente ma spesso, e ogni volta mi inspira in qualche modo o semplicemente mi fa partire in automatico: “you gotta be crazy, gotta have a real need…gotta sleep on your toes, and when you’re on the street,
you gotta be able to pick out the easy meat with your eyes closed…
” o ripetere come una deficiente: “ Who was dragged down by the stone, the stone, the stone, the stone, the stone…”  Con l’eco di “the Stone” che può durare, non esagero, anche per un paio di miglia. L’altro giorno, invece, mi ha dato l’idea per scrivere l’articolo uscito oggi sul Secolo XIX, questo il link, sulle strade di Londra impresse sulle copertine di album storici. Oddio, quello degli Streets non lo considero storico ma schiaffare un palazzo popolare in una cover, è un’idea che non può essere snobbata. L’occasione? L’8 agosto sono 40 anni dall’attraversamento di Abbey Road; ci farò una capatina: rigorosamente scalza.

4 commenti

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4 risposte a “Animals: Porci leali

  1. cose che succedono a Londra, non credo ci sia un posto più rock (suino) dove vivere

  2. Strade ed edifici che trasudano musica. Quella copertina poi mi ha affascinato fin da ragazzino. Infatti è stato il primo post che ho dedicato alle copertine dei 33 giri è stato proprio su “Animals”.

  3. @Lucien: oooh che bella poi sul vinile, non mi ci far pensare alla mia collezione di lp in quel di Perugia dove non torno dal 1954…!

    @Maurizio: Yes rock indeed! Quanto al riferimento suino: questa “infamosa” influenza A di cui parlano tutti l’hanno avuta molti miei amici, inclusa la mia coinquilina (tutti l’avevano al suo ufficio), a me non è ancora presa… fatto sta che non è morto nessuno! E’ un allarmismo inutile!

  4. infatti, vola via come quel palloncino!

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