The Real Bob@National Portrait Gallery

Picture 4Photo©BarryFeinstein

Il Dylan reale è paradossalmente il Dylan assente. Questo mi viene da pensare guardando ciascuna delle 14 immagini esposte alla National Portrait Gallery. La mostra si chiama “Real Moments”, come il libro che include queste e molte altre foto, tutte firmate da Barry Feinstein, autore anche della copertina di “The Times they Are A-Changing”. Scattate tra il 1966 e il 1974, quando Dylan prendeva una pausa dai tour per poi tornare in scena col nuovo sound elettrico, le foto ritraggono l’icona  americana nei setting più British possibili. Il cielo grigio e piovoso di questo paese dimenticato da Dio (oggi, 24 luglio, ho indosso un maglione di lana) si addicono bene con l’artista più criptico e misterioso dei nostri tempi. 

C’è anche l’immagine che Scorsese ha usato per la copertina di “No Direction Home”: Dylan che aspetta l’Aust Ferry, nel Gloucestershire, mani in tasca, si gira scazzato verso l’occhio pronto del fotografo-amico. Basta l’istinto di mezzo secondo per generare un’immagine perfetta e immortale. Quelle di Liverpool rappresentano, invece, un vero clash culturale: lui col volto scuro, ray-ban e braccia conserte, circondato da scugnizzi che sembrano uscire da un romanzo di Charles Dickens. Oppure l’immagine di lui che crolla sopra il tavolo del ristorante, tradendo un’espressione quasi umana, dopo quella che sarebbe stata la peggiore fish soup di tutta la sua vita. “In queste foto è riflessa la fiducia reciproca, il rispetto e l’amicizia che ci univa. Mi piaceva il suo lavoro e a lui piaceva il mio. Sapeva che sarei riuscito a mostrare il suo lato interessante e io sapevo di essere in presenza di un genio” ha spiegato il fotografo. Anche se, ditemi voi, come si fa a sbagliare quando si ha davanti un volto iconico come quello di Dylan. Eppure Feinstein è riuscito a tirar fuori la sua vera essenza, il suo non esserci. Davvero Haynes non poteva scegliere un titolo migliore per il suo coraggioso film “I’m Not There” ma allo stesso tempo lo maledico: non riesco a vedere queste immagini senza pensare a Cate Blanchett, cavolo è identico! 

Chissà a cosa stava pensando quando Feinstein lo ritrae accovacciato, quasi infreddolito, in un teatro deserto. Dove sta la sua testa arruffata mentre fa un tiro di sigaretta coi fan che lo guardano come la mucca guarda il treno da dietro i finestrini. Mentre cammina veloce per strada, con addosso gli occhi di un bambino che lo fissano manco avessero davanti  un alieno. Perché è così triste quando ha di fianco quella strafiga di Francois Hardy? Forse non è triste e ha solo fumato? Che c’è figlio mio? Parla! Nessuno riuscirà mai a capirlo quest’uomo, basta leggere il testo di “Desolation Row” per capire che bisogna smettere di voler capire.

Questo è il link del sito di Feinstein, con alcune immagini della mostra ed altre. Lui oltre che essere un grande fotografo e fonte d’ispirazione per tutti quelli che come me, “ci provano”, è pure il titolare di un paio di baffi e basette notevoli. La mostra, aperta fino al 9 settembre, è gratuita mentre il libro costa appena £20 e vale la pena averlo. (PS Assurdo: i miei vicini hanno attaccato in questo preciso istante The Times they Are a-changin’ allo stereo!)

 

15 commenti

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15 risposte a “The Real Bob@National Portrait Gallery

  1. Sono bellissime.
    Però hai ragione, in alcune foto la somiglianza con la Cate Blanchett del film è quasi imbarazzante.

  2. Cate Blanchett è la reincarnazione femmina di Bob, c’è poco da stupirsi per le somiglianze, sono la stessa persona.
    Quanto a The Times e i vicini di casa esistono i momenti con atmosfere magiche.
    ciao, bellissimo articolo.

    • Qui se il vicino ti passa Celentano e non Gigi D’Alessio puoi già gridare al miracolo, altro che Bob… Foto molto belle, ma pensavo di trovarne di più… Sono insaziabile!!!!🙂 Fab. PS: Ieri sera su Sky History 407 hanno dato la prima puntata de “Le 7 vite del rock” della BBC. Interessante, ma dovevano chiamarlo “Le 7 vite del rock inglese”…

      • vabò di foto ce ne sono sul sito dai… quella con la scritta LSD (iniziali dei proprietari di un’agenzia di scommesse) che stupenda è??

        7 vite del rock? Sounds cool! Ma sai che ieri notte mi son fatta anche io una scorpacciata di doumentari stupendi sulla BBC?
        Prima uno su Madeleine Peyroux, pazzesco non sapevo facesse l’artista di strada e che fosse un geniaccia tormentata, è entrata pure in un ospedale psichiatrico e il tipo della Atlantic che la pregava per mesi e mesi di firmare il primo contratto… che grande!!

        E poi uno fotonico su NEIL YOUNG!!! Si chiama “DON’T BE DENIED” Non avevo mai visto certe immagini di lui piccolissimo, teenager che suonava (già con le basette stupende!) poi ha raccontato tutti gli screzi con le varie bands e c’erano anche CSN intervistati e altri… Ho capito molte cose che non avevo compreso prima ma solo intuito ascotandolo, guardandolo e parlando con chi lo conosce bene… quell’uomo è davvero un genio folle tutt’uno con la sua musica.

        E’ UN MUST PER OGNI FAN E NON FAN!!

  3. Cofaxino

    Bellissime queste foto, mi piace molto quella di George Harrison alla finestra, meravigliosa

    Quanto vorrei essere stato in quel periodo,fine anni 70 con quella musica,lo stile di vita,magari più problemi ma sicuramente più liberi😉

  4. dario

    (Sospiro). Credo che chiunque vorrebbe essere Bob Dylan in uno di questi scatti. I tempi stavano cambiando, soprattutto per lui che, forse anche proprio grazie a queste immagini, diventava davvero Icona. Magia.

    OT ma neanche troppo: a proposito di fotografia, nei giorni scorsi sono stato qui: http://www.rencontres-arles.com (tag: belle cose in un bel posto, eugene richards, litri di pastis)

    OT musicale: il disco dei Secret Powers l’hai sentito?

  5. Io ho il libro fotografico di Barry.
    Ah! visto che sono Dylaniano non posso che dire:
    guarda il mio banner al mio blog!:)

  6. @Stefano: Ciao e benvenuto! Sul tuo banner vedo la formina del bob (quella dello scrapbook arancione) e sappi che anche io l’ho messa in esposizione in camera come un santino! E finora l’unico quadro che ho appeso è proprio “un Bob Dylan” cioè uno dei suoi dipinti😉 Carino il tuo blog, e l’autointervista, nice to meet ya.

    @Dario: Secret Powers?? O Beach Boys XXI??? Mi piacciono ma insomma dovrebbero metterci qualcosina in più di nuovo e proprio non credi?La mostra fotografica seems tres bon, spero ti abbia ispirato.

    @Luciene e Silvano: non trovate traumatico di vedere Cate Blanchett ogni volta che vedete Bob in versione ’68? Io sì…!

  7. dario

    @Chiarina: (forse) sì, ma ti dico senza maglione di lana addosso è un disco davvero soddisfacente.

    Ah, ho visto Don’t be denied, fotonico, sì! Chi vuole lo trova integrale in streaming su Veoh.

  8. dario

    @Chiarina: (forse) sì, ma ti dico che ascoltato senza maglione di lana addosso è un disco davvero soddisfacente.

    Ah, ho visto Don’t be denied, fotonico, sì! Chi vuole lo trova integrale in streaming su Veoh.

    • IO SONO IMPAZZITA CON “DON’T BE DENIED”! L’ho scaricato anche io da Veoh e già fatto il bis e pseudo tris.

      Pazzesco vedere un uomo che si rende conto di avere scritto genialità come “Harvest”, “After the Goldrush” e “On the Beach” e non capacitarsi di come aver fatto… li ha definiti “mental orgasm” e sembrava così alienato dalla sua stessa creatività, dall’impossibilità di ricrearla. Mi ha colpita molto.

      “I only care about the music, is sad, but it’s like that and if you want to understand me you have to understand that” o qualcosa del genere… Non mi sarei aspettata nulla di meno da lui.

  9. Ciao Chiara, io vado in vacanza, ci si vede tra una quindicina di giorni.
    silvano.

    • Ciao Silvano, riposati e divertiti! E salutami tanto quella cosa gialla che avete voi sul cielo, quel coso incandescente che emana calore e che qui ho visto solo per mezzora in tutto luglio.

      a presto!

  10. Sono foto bellissime, la mostra mi sfuggirà… Ma il libro dove si trova, solo a Londra?

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