Is it true that I’m no longer young?

Play the video. Sunday morning. Eggs benedict, glass of champagne. A UC Berkeley c’è sempre lui, con in mano il cartellone: “Happy Happy Happy”. Ritornello ripetuto stanco, per ore, anni. Mi rende tristemente felice. Da lontano la Baia, i mostri del regista che ha sodomizzato le truppe d’assalto imperiali, dopo avergli dato vita, padre e carenfice. Tutti zitti a guardare. “L’oceano non mi vuole oggi” da radio cervello su onde di frequenza sempre più alte, indomabili. Poi un altro suono. Passa veloce mentre ormai la chetamina è entrata in circolo, molto vizioso. Si strizzano quasi i pensieri e si dividono, si gettano quelli marci e si tiene il giallo, l’arancione, il blue. Lather was 30 years old today, they took away all of his toys… Le parole m’inseguono, la musica m’insegue. Allungo il piede verso il vulcano, lava bollente, ci infilo la mano. Non uscirà più una volta suonata tra queste quattro mura di testa, croce e delizia. Arrangiamento, folle. Dedicato a chi non vuole crescere e al popolo di People’s Park.

14 commenti

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14 risposte a “Is it true that I’m no longer young?

  1. Magica Grace. Bell’omaggio ai Jefferson.
    Coincidenza: proprio ieri ho postato nei “Viaggi del tempo” Manhole, primo album solista di Grace Slick, penso tu lo conosca.
    Amo quel disco e in particolare la splendida suite della prima facciata.

    • wow super coincidenza! Splendida Grace, anche solista… dov’è il tuo post? mi farebbe piacere leggerlo… cheers!

      • Non è ancora un post. Semplicemente nella colonna destra del blog ho una specie di memorandum dal titolo “Viaggi nel tempo” in cui mi piace ricordare dischi vecchi che amo con un brano da ascoltare.
        Quasi sempre col tempo diventano anche post!

  2. dario

    Super-coincidenza non è, perchè in questo periodo ho così spesso Surrealistic Pillow in circolazione che è piuttosto scontato che se qualcuno ne parla, io ascoltando qualcosa dall’Aeroplano Jefferson. E non tanto per il famoso bolero psichedelico, ma più per quella Comin’ back to me che in certi momenti d’estate caldi, intimi ed immobili è impareggiabile.

    Va da sè, anche Later è una bomba.
    Hey, oh, vulcaniana, portami a San Francisco a raccogliere vibrazioni. Giuro che mi vesto come l’Avv. Gonzo.

    • Bella coincidenza :-)… Coming back è impareggiabile anche qui, dove l’estate è già finita da un pezzo.

      Lather è ipnotica, soprattutto dopo 14 ore di gonzo party no-stop…

      Dunque perfetto Oscar-dario, sarai il mio avvocato, si noleggia una macchina folle e si parte alla ricerca del sogno americano. I’m ready when you are!

      • dario

        Oh. Cerco subito il volo ed un camiciotto imbarazzante. Come tuo avvocato, ti consiglio di fare altrettanto.

        (E non dimentichiamo i pompelmi.)

  3. pompelmi si scroccano all’albergo, piuttosto, la valigetta chi la porta scusa? Mi pare la cosa più importante…!!!

  4. Ascolto la canzone, leggo i commenti e FUCK vi siete già fumati tutto, e io?

  5. I JA avevano detto tutto già allora. Noi siamo ancora qui a cercare di vedere conigli bianchi e cuscini surreali. Boh. Forse avere 45 anni è troppo per me. Forse sono solo molto stanco. Forse ha ragione mia moglie: non so apprezzare quello che ho davanti agli occhi (semichiusi).

    • Franco ma 45 anni non sono tanti! Basa ascoltarli i white rabbits per vederli, son sicura che ci succederà anche tra 30 anni! La vecchiaia è solo uno stato mentale…

      @silvano: you can join anytime!

  6. dario

    rieccomi. ho recuperato la, ehm, (si guarda intorno) valigetta.
    e ho tutto agosto libero, mi sa (si aggiusta i rayban).
    …mbè, partiamo? (occhiolino).

    (fade in: the standells – dirty water).

    • “Mi piace la gente risoluta” – ha pensato, poi si accende una sigaretta beve la quindicesima tazza di thè del giorno e fissa il vuoto. I freelance non conoscono agosto e se vivono a Londra non sanno nemmeno cosa sia l’estate. Ma lui aveva recuperato la valigetta e la voglia di partire era ormai impossibile da ignorare, bruciava e si contorceva come uno scorpione intrappolato nella scarpa.

      “Ok, facciamo settembre, ho un piano diabolico” e senza aggiungere altro prende la telecaster e inizia a suonare accordi distorti per pensieri contorti.

      (zoom out: inquadratura laterale, un piccolo amp orange contrasta con la scrivania gialla e un suono che scandisce lo slogan: “mai mettere fretta all’arte”)

      • dario

        Sbuffò, sfregandosi con le dita sottili gli occhi arrossati sotto gli occhiali. – Troviamo dei soldi per l’autunno. O uno sponsor. Trova un paparino che ci sponsorizzi. Questa roba mi costa un sacco- disse senza essere apparentemente ascoltato.
        Con la gestualità sicura della routine accese un cerino e inspirò deciso una Camel. Raccolse la valigetta e uscì; non prima di avera lasciato scivolare, a fianco del posacenere, un biglietto.

        “La verità è che i freelance non conoscono pace. Non è l’irrequietezza un ottimo punto di partenza? Chiama.”

  7. Irrequietezza… o restlessness, direbbe lei, ma il succo non cambia. “Lo sponsor sono le idee e i fondi non ne servono molti se ci sono gli amici sparsi on the road”. Ancora tramortita da un sonno andato storto non riusciva a fare i conti col domani e nemmeno con l’oggi. “Non so se il sogno americano può aspettare ma so cosa devo fare adesso e per i prossimi due anni circa”. Oscurata da un autunno luglioso interrompeva il filo interdentale che univa il cervello all’anima. Robotica per il futuro che verrà.

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