“You blink when you breathe and you breathe when you lie…”

Questo è nuovo di zecca e credo sia solo questione di minuti prima che lo tolgano da youtube… o magari mi sbaglio, anzi, speriamo mi sbagli. Sembrerebbe che Alison Mosshart abbia preso un Ph.D in: “The Art of lighting Cigarettes”. Se ci fate caso, sia da fuori del palco che sopra, lei non fa altro che accendere sigarette: il focus è tutto su quei tre secondi di “appicciamento”, di tirate ne fa davvero poche. Gioca la parte della rocckettara maledetta e forse anche troppo, ci sono momenti in cui sembra la parodia di se stessa. Ma si sa, Jack ha sempre avuto un bell’occhio di riguardo per l’immagine. Tanto è inutile che prova a nascondersi dietro altri artisti, non gli riuscirà mai. La verità è che ho un debole per video del genere, girati con due lire, (le mitraglie in America le regalano con 100 punti di merendine al burro fondente caramellato), soprattutto se accompagnano una musica lo-fi potente come questa. Come? avevo già parlato dei The Dead Weather?! E’ solo un segno di riconoscenza verso Jack, finché c’è lui il rock è in buone mani! 

7 commenti

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7 risposte a ““You blink when you breathe and you breathe when you lie…”

  1. Caspita è veramente rock’n’roll. Ora c’ è solo da sperare che tengano per il futuro. Sai chi mi hanno ricordato con questo bel suono? I BRMC, che con l’album d’esordio fecero gridare al miracolo e al r’n’r redivivo, e dopo invece si son piantati. Attendiamo con fiducia.

    • ma sai che lo riascoltavo dopo millenni proprio due giorni fa il primo dei BRMC? Grande album, molto-very rock’n’roll… Se devo essere sincera anche il terzo “Howl” l’avevo divorato e tuttora lo ascolto spesso, per me è un album impeccabile… di quel tour avevo visto un concerto indimenticabile a Denver, in un locale minuscolo io sola impazzita e gli altri sembravano stessero vedendo la band della parrocchia… Qui a Londra ovviamente avresti dovuto azzuffarti per vederli in locali molto più grandi, sti americani!! ormai sono gli unici a tirar furoi le cose interessanti ma il loro pubblico se ne accorge solo dopo che le bands rimbalzano qui in Inghilterra!

      • dario

        anche io apprezzo molto sia il primo disco dei BRMC (ma poi che nome, tratto da uno film più leggendari di sempre), che il terzo, quello acustico. gli altri mostrano un po’ la cordae i limiti del sound del gruppo. c’è da dire che la scena californiana è così ricca e capillare che non c’è troppo da stupirsi che gli americani non li abbiano idoltrati come succede (a volte troppo) spesso in UK.
        A proposito di BRMC e scena californiana, dei Brian Jonestown Massacre che mi dici Chiarina? Strung Out in Heaven è il mio disco dell’estate, ogni anno da quando ce l’ho.

        Detto ciò, voglio assolutamente tornare in California. Good vibes, people!

  2. PS, scusate mi è scappato un altro articolo su Jack e The Dead Weather, dal Secolo XIX di oggi:

    http://www.chiarameattelli.com/The_Dead_Weather.pdf

  3. Ciao Dario, ti do ragione su UK e idolatrazione ma spesso poi quando diventano grandi qui, cominciano ad idolatrarli anche in US…
    Che ti dico dei Brian Jonestown Massacre, bè, lo vedi il nome di questo blog no :-)??

    ho provato tante volte a intervistarli, Newcombe mi rispondeva alle mail, si organizzava tutto e poi loro non si presentavano nemmeno al soundcheck che andavano in qualche pub a bere.. il tour manager disperato faceva il soundcheck per loro🙂

    E tanto per riallacciarsi ai BRMC, Newcombe deve tanto a PEter Hayes per tutti i vaffanculi che si è preso mentre lo accompagnava in tour, poraccio!
    “Stung Out in Heaven” è splendido anche per l’inverno: “let’s pretend that is summer, and one bright sunny day…”

    A me piacevano/piacciono da morire anche “Bravery, Repetition and Noise” e quello super folk psichedelico “Thank God for Mental Illness” ma comq via via li ho ascoltati tanto tutti… all’ossesione non si comanda!

    Manca anche a me San francisco, stanotte alle 3 nella mia totale insonnia stavo appunto parlando coi miei amici a Berkeley… auuuuu…

    • dario

      che genio, non avevo collegato il titolo del blog con la band, pensavo ad una casualità.
      Thank God for Mental Illness è l’altro disco dei Brian Jonestown Massacre che assumo assiduamente (ogni volta mi chiedo quando finalmente Tarantino scoprirà The It Girl).

      Comunque, ti quoto su tutto, insonnia compresa.
      Free and easy, take 2.

  4. Compliementi per l’articolo sul secolo. Brava la ragazza!😉

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