Wall of madness

spectorL’avevano trovato davanti al cadavere, dentro casa sua, imbottito di droghe e alcol, coi vestiti mezzi insanguinati che dichiarava: “Credo di avere ammazzato qualcuno”. Eppure ci sono voluti ben 6 anni, ieri la sentenza finale, per condannare Phil Spector a 19 anni di carcere che potrebbero allungarsi fino all’ergastolo, anche se, considerando che ne ha già 69, la differenza è ben poca. Lui ha negato fino all’ultimo, dichiarandosi innocente e sostenendo che la vittima, Lana Clarkson, si sarebbe suicidata a casa sua in preda a un momento di depressione. Non fa una piega no? Ricostruiamo i suoi fatti: lei si trova a casa di Spector dopo essere stata rimorchiata in un club di L.A., improvvisamente ripensa alla sua carriera di attrice fallita di B-movies, ai problemi finanziari che la turbano, alla manicure che si sta rovinando, al tacchino che aveva bruciato all’ultima cena di ringraziamento, dunque vede la Colt.38 revolver di lui e si spara dritta in bocca. Non c’è che dire: bravissimo l’avvocato a mandare avanti il processo per tutti questi anni (non per niente era uno del team di lawyers che aveva difeso l’indifendibile O.J.Simpson).

Phil Spector è il compositore produttore genio folle che ha inventato il “wall of sound” e firmato album storici oltre ad avere influenzato generazioni di musicisti. Che gli piaceva giocare con le pistole si sapeva e le leggende sul suo conto si sprecano. E’ stato scritto in una sua biografia che durante le registrazioni di “Death of a Ladies’ Man” avrebbe puntato una revolver contro Leonard Cohen dicendogli: Smettila di mugugnare! Dicono che qualcosa di simile sia successo anche in studio con John Lennon, eppure riascoltando il 4 cd box “Anthology” del 1998 ho notato di come Spector  riuscisse a prendere con le buone i capricci di Lennon, un dono raro. Il fatto è che Spector era bipolare come ammetteva lui stesso in un’intervista al Daily Telegraph giusto un paio di settimane prima dell’omicidio nel 2003. Insomma, annataccia quella per lui che oltre ad essersi fatto scappare il dito sul grilletto uccidendo una povera cristiana, si è pure visto uscire, in novembre, una nuova versione dello storico album dei Beatles “Let it Be”. Let it Be…Naked, stavolta prodotto da Paul McCartney, si presentava senza le mura e i tralicci di cemento armato armonico che lui aveva costruito con tanto amore 32 anni prima. Anche tu Macca, un po’ di pietà non potevi averla?! E Let it Go…!  

(Nella foto qui sopra: Phil Spector ascolta il giudice che emette il verdetto finale). 

2 commenti

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2 risposte a “Wall of madness

  1. Nino

    Lo so, lo so, non posso farci niente, è che forse influenzato come sono da quel paulista di tuo fratello (non in senso di abitante di Sao Paulo, va da sé) non ho mai avuto simpatie per questo tizio. Avessero beccato, che ne so, Steve Lillywhite, mi sarebbe dispiaciuto molto di più. In fondo lui ha messo le mani su un solo disco dei Quattro, e a Macca neanche piaceva… pollice verso, è certamente colpevole (se non di omicidio, di eccessivo uso degli archi).

  2. Ciao Nino! Ti do ragione, troppi archi, troppo pomposo e troppo spesso… ma il wall of sound non è sempre da demonizzare. Certo, quando oggi viene usato per coprire voci inesistenti è irritante ma questo è un altro manico di paie…!

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