Mr E’s beautiful beard

eBlogCi siamo, mancano solo una decina di giorni all’uscita di “Hombre Lobo”, mentre sono almeno due mesi buoni che non smetto di ascoltarlo. L’intervista a Mr E è appena uscita su Rolling Stone Italia, numero di giugno e ne ho fatta un’altra, completamentemente diversa, anche per il Busca dello stesso mese. Che posso farci se quando si parla di Eels mi prudono le mani?! Troppe le cose interessanti che lo riguardano, oltre la musica, c’è la sua incredibile vita. E’ stato dunque importante per me incontrarlo, passarci un po’ di tempo insieme e fotografare la sua bellissima barba: dentro c’era nascosto un universo parallelo ancora inesplorato. La peluria l’ha trasformato in un lupo mannaro e lui si è completamente abbandonato al personaggio tanto da non capire più dove inizia l’uomo e finisce la bestia. Mr E è una di quelle persone che quando non canta sta in silenzio, le poche volte che parla centellina le parole e quando sta zitto è così concentrato ed assorto da far risuonare i propri pensieri nell’aria. “Hombre lobo” sono 12 canzoni raccontate dal punto di vista di un lupo mannaro che ulula, desidera e si dispera per la troppa solitudine. A volte raggiunge momenti di una delicatezza commovente, come in The Longing, che oggi mi sta letteralmente  attorcigliando lo stomaco. Poi c’è la rabbia adrenalinica  di Tremendous Dynamite, le chitarre distorte alla Muddy Waters di Prizefighter, il groove stripped down di Flesh Blood e diverse ballate di sublime pop alla Eels. Tutto registrato in toni rigorosamente lo-fi con la sua band nello studio di casa. Nulla di nuovo, nessuna sonorità che non avesse già scoperto in passato, dopotutto questo è un cd concepito e realizzato in meno di 4 settimane. In poche parole, quest’album gli è scappato come uno starnuto, uno fatto bene però, di quelli che ti liberano i polmoni dalle 14 sigarette fumate la notte prima, quando eri troppo intento a ululare sul tetto per renderti conto che forse, in fondo in fondo, non si è soli più di quanto non si voglia esserlo. 

Well it’s another one day in the city of cold hearts

they all just play the part of who they are

and I’m here on my own I’d rather be alone

then try to be someone that I am not

and you seem like someone who could appreciate the fact

that I’m no ordinary man

(Ordinary Man from “Hombre Lobo”

6 commenti

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6 risposte a “Mr E’s beautiful beard

  1. Dopo una recensione così “sentita” mi metto in attesa anch’io. Anzi faccio un giro sul suo myspace visto che se ne possono ascoltare diverse.

  2. Non vedo l’ora di ascoltarlo. Come se non bastasse il fascino di Eels, Chiarina, tu ci hai messo anche del tuo a farmi venire l’acquolina.
    ciao.

  3. Scusami se continuo a commentare vecchi post, ma oggi ho del tempo per “spulciare” bene il tuo blog, che si sta rivelando davvero molto interessante.🙂
    Splendido album, e bella la citazione da Ordinary man, una canzone di una delicatezza, semplicità e profondità straordinarie, come solo E sa fare.

    • ahahah continua pure a spulciare, mi diverte🙂
      e grazie mille!

      strano rileggere questo post adesso… adesso che quest’album è diventato il primo tassello di una triologia… e adesso che ripenso alle versioni stellari di hombre lobo dal vivo…

      • Ma stai scherzando, grazie a te!
        Io invece ancora non sono riuscito ad assimilare i due seguenti, complice anche la fusione dello schermo del lettore mp3… praticamente inutilizzabile:-/
        Però anche ascoltati superficialmente mi sono piaciuti, ormai so che con E si va a colpo sicuro: tre album di questo livello in tredici mesi possono sono essere l’espressione di un genio.
        So di ripetermi, ma trovo che il suo modo di descrivere i temi non facili che affronta nella sua musica, in maniera semplice e allo stesso tempo profonda, sia una cosa più unica che rara.
        Fra l’altro, ma in questo mi limito ad Hombre Lobo, conoscendolo meglio, pur essendo la prima parte di una trilogia, è godibilissimo anche preso di per sè, perchè in qualche modo l’ “arco narrativo” ha un proprio significato ben preciso e compiuto, venendo solo arricchito dai due album seguenti.
        Bye🙂

  4. per me si reggono tutti e tre gli album da soli, senza bisogno di triologia e forse è quella la “bottom line”.

    ciauz

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