The Kingstown Massacre: part IV

“Delle innumerevoli lancette nell’orologio giamaicano”

jama

Chiamerei questa foto “The Svacco”. Dopo due settimane in quest’isola fantastica, credo sia l’immagine qui sopra quella che meglio rappresenta la mentalita’ e cultura giamaicana, ovvero: mai fare ora quel che puoi fare tra due minuti. Tutti si muovono in slow motion qui, il personale di qualsiasi struttura ti fara’ aspettare ore per fornire un qualsiasi servizio. All’inizio e’ snervante poi ci si abitua e aggiusta; si impara a dire: “hey, ci vediamo tra cinque minuti yaman” sapendo che quei cinque minuti in realta’ sono uno spazio indefinito, illimitato, intontito che potrebbe durare un’eternita’. Sara’ l’aria che si respira (vere e proprie folate di ganja), sara’ il caldo dei caraibi, sara’ il ritmo reggae che aleggia in ogni angolo… e sara’ molto dura tornare alla Jamaica di Londra tra due giorni dai ritmi del tutto opposti… argh!   

3 commenti

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3 risposte a “The Kingstown Massacre: part IV

  1. Uhm…si può chiedere asilo politico in Giamaica?

  2. maybe! sono tornata oggi a Londra e mi sa che il cuore l’ho lasciato là… però adesso posso camminare per il mercatino di Brixton cosciente di tutti quegli strani frutti e verdurine che fino poco fa ignoravo🙂

  3. Non è che si può importare quel dolce svacco anche da noi? play me a slow song…slow…slow…sssllloooooooowwwwww……

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