The Kingstown Massacre: part III

Della necessita’ di ascoltare musica diversa dal reggae al fine di non impazzire”

Ovvero i Decemberists e il nuovo “The Hazards of Love”. E’ un po’ che sono in fissa a dire il vero. Mi piacciono questi cd coraggiosi, concept album, rock opera che dir si voglia. Uno di quelli che va ascoltato tutto d’un fiato, possibilmente col vinile per non sentire il cd interrompersi tra un brano e l’altro… Romantico no? La voce di Colin Meloy mi ricorda terribilmente quella del lead singer dei Neutral Milk Hotel e pure certi passaggi melodici sono simili al masterpiece “In the Aeroplane over the sea”. Ci sono momenti in cui il suono piu’ che barocco e’ traboccante, come fosse un pentolone che non si riesce a chiudere mentre la band ci salta sopra. Poi pero’ tutto si risolve in una melodia o in un riff perfetto lasciando scoperte solo un mucchio di ottime idee e intuizioni. Oggi non riesco bene a esprimermi, chiedo scusa, ho il cervello impastato ma il succo e’ il seguente. The Hazards of Love e’ uno di quei cd da tenere obbligatoriamente dentro casa, possibilmente sottoforma di vinile, che non servono sempre mesi o anni per capire quando si inciampa su un classic record.

2 commenti

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2 risposte a “The Kingstown Massacre: part III

  1. Totalmente d’accordo. A rafforzare la tua tesi

  2. fantastico lucien, quotiamoci!!!🙂

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