La sostenibile pesantezza dell’essere

Vi prego non fermatevi al discutibile nome d’arte, l’album di Soap&Skin è di una bellezza mesmerizzante, come non si sentiva da tempo. Così intenso che sembra quasi impossibile sia il frutto di una ragazza, Anja Plaschg, di soli 18 anni. ss_blog2Più lo ascolto e più divento cosciente delle budella del mio corpo: sento che si contorcono, ballano agitate, trovano un attimo di pace con una melodia delicata, poi tentano il suicidio dentro un urlo disperato nel bel mezzo di un verso. In primo piano, ci sono il pianoforte e la voce. Poi vengono i mille suoni elettronici, il violino e i rumori sinistri di sottofondo che danzano tutt’intorno Lovetune for Vacuum. Se chiudiamo gli occhi possiamo immaginarcela mentre registra in studio, seduta al piano, circondata da presse metalliche che costruiscono cervelli di riserva per robocop di pannacotta. 

L’ho vista cantare allo showcase, la venue era una stanza enorme, vuota, a due passi da Waterloo. Al centro solo un piano, un microfono e un mac portatile: l’acustica della sala non le avrebbe perdonato il minimo errore. Anche noi eravamo del tutto indifesi: nessuno scudo ci avrebbe protetto dalle parole che scagliava addosso come dardi farciti di pura tensione emotiva. Lei nervosissima, simile a una Cat Power nel suo giorno “no”, abbandona il palco dopo pochi minuti con uno scatto rapido, tutto perché prende una nota come non vuole. Nessuno se ne sarebbe accorto: le sue melodie si reggono proprio su quelle forti dissonanze che camminano in bilico lungo il filo della stonatura. ss21Poi ritorna, non un sorriso, una parola, nulla. Riprende lo show ma finisce presto e quando se ne va, nessuno ha capito se ha tagliato corto perché si è stufata o meno.

 Si fa chiamare Soap&Skin perché “sono due sostanze che reagiscono una con l’altra in modi differenti, il sapone non solo pulisce ma protegge anche e la schiuma è bella da vedere ma svanisce subito”. Vabò, però poteva pensarci che un povero cristiano googolando il suo nome si vede apparire sullo schermo una raffica di Vidal e smili piuttosto fuorvianti. Anja è austriaca, viene da un minuscolo villaggio, Gnas, a Sud di Styria e studia alla “Academy of Fine Arts di Vienna” dal 2006, da quando ha 16 anni… Oddio ma in che anno siamo? Se ci penso mi sento davvero vecchia e inutile… Ok non divaghiamo, Anja Plaschg ha fatto proprio un bel album, con delle sublimi intuizioni al piano e una voce che va ascoltata; quanto al carattere, si fa sempre in tempo a crescere. [il cd  Lovetune for Vacuum uscirà il 14 aprile a meno che abitate in Svizzera, Germania o Austria, dove potete già trovarlo]

14 commenti

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14 risposte a “La sostenibile pesantezza dell’essere

  1. ..veramente interessante..per certi versi, molto incerti, mi ricorda Alela Diane…un saluto..L.

  2. Jenny

    …..capisco….perchè ti sei innamorata alla prima nota e perchè è così intenso il tuo articolo!…corro a cercare “Vidal” sul web…Baci.

  3. Forrest Gamper

    Data l’ora tarda attenderò domani per l’ascolto.
    Vecchia ed inutile? Non direi proprio.🙂

  4. Ciao Chiara!

    Come ti e’ sembrato allora Booker T.? A me una persona adorabile. Ieri mattina l’ho letteralmente tirato giu’ dal letto!

    Spero di vedere presto le tue foto, e conoscere le tue impressioni!
    Fabio

  5. Hey Fabio mi hai trovata!🙂
    L’intervista è andata benissimo grazie, lui è davvero una gran bella persona, umile come solo chi è realmente grande riesce ad essere…
    L’intervista e foto usciranno sul busca di maggio. Il tuo pezzo dove lo trovo? ciao e grazie mille!

  6. E’ un’intervista per Radio Popolare di Milano, ma non so esattamente ancora quando la manderanno.

    Prendero’ il Buscadero allora la prossima volta che torno a Milano.

  7. oi fabio ma anche tu stai qui fisso a londra?

  8. Dario

    si si…esageratamente trasportante!un connubio tra mistico e malinconico…con ogni tanto qualche effettino sonoro molto “industrial” ma che sembra quasi naturale nella sua dolcezza! poi trovo che hai un modo bello di scrivere….e leggere il tuo articolo durante l’ascolto della canzone è molto stimolante…e aiuta a rendere meglio l’idea!!non so se ringraziarti per avermi fatto conoscere quest’artista o se avercela con te perchè sono caduto in una fissazione assoluta e ho la canzone in loop da nn so quante ore!!!!!!bye

  9. Dario non mi dire! ieri in bici per 40 minuti l’i-pod in repeat!! è una j-droga! oggi però ho cambiato fissa è questa qui, si chiama “the sun” maneggiare con cautela (il vidal) http://www.youtube.com/watch?v=Yw71o2dVNTw

  10. skarless

    chiarone, una presenza live inconsueta ma ottima direi… voce splendida, suoni intensi, movimenti felini intorno al gran piano, conditi da una sana dose di follia….

    non ci si puo’ perdere il prossimo live, chissa’ cosa ci riservera quest’anima inquieta..

  11. Si’ si’, da 8 lunghi anni. Ogni tanto pero’ torno in Italia per recuperare la sanita’ mentale che qui perdi.

  12. Forrest Gamper

    @Fabio: Beato te! Io la sanità mentale la perdo in Italia…😀

  13. è una canzone molto bella, bella segnalazione

  14. linobrunetti

    Un pò perché era in una bustina semi anonima, un pò perché il nome non è dei più invitanti, un pò perché sono sommerso di CD, ma sta di fatto che questo album era sui miei scaffali da un pò e ancora non lo avevo sentito, e chissà quando l’avrei fatto! L’ho fatto ora grazie alle tue belle parole e… hai ragione!! E’ davvero un disco toccante e bellissimo! Va’ ad affiancarsi a tutte quelle cantautrici degli ultimi anni che sto amando: My Brightest Diamond, Larkin Grimm, Marissa Nadler etc. etc. Se non lo farai tu, mi toccherà un recupero sul Busca! Grazie!!!

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