C’est très Bon les nouveau Iver!

bon-iver-blog22A maggio ho visto e fotografato il concerto di Bon Iver al Forum di Kentish Town (foto a sinistra). Ieri ho visto e fotografato il concerto di Bon Iver al Victoria Apollo theatre (foto a destra). Due concerti molto diversi, come fossero due persone diverse: una vera e propria metamorfosi. Sette mesi fa aveva suonato come supporto degli Iron and Wine ma il suo disco di debutto “For Emma, Forever Ago” era già stato osannato dalla critica inglese come il migliore di quest’anno. Ora che il 2008 è quasi finito si contende il primato di classifica in classifica con quello dei Fleet Foxes. Ma torniamo alla metamorfosi di questo ragazzo barbuto, la cui età è sconosciuta anche alla madre. A maggio stava sul palco londinese seduto, sfigatino, capello corto, rotondetto, emozionatissimo, come quello che alla feste delle medie non aveva il bicchierino con su scritto il suo nome. Poi me lo rivedo al concerto di ieri sera e già mi vengono i brividi alla schiena a ripensarci. Innanzitutto una venue anomala, ovvero il Victoria Apollo Theatre, dove è in scena il musical Wicked, sospeso  per l’occasione. Sul  palco c’era dunque una scenografia surreale, uno sfondo colorato a mezzaluna e grossi ingranaggi tutt’intorno, mentre l’acustica era a dir poco meravigliosa.

Justin Vernon (che si fa chiamare Bon Iver da “hiver” che significa inverno in francese e che gli inglesi pronunciano erroneamente “aiver” perché odiano la Crème fraîche)  ha perso qualche chilo e si fatto crescere i capelli. Ok, non avrà una chioma alla Jimi Hendrix ma sta molto meglio di qualche mese fa. Ha suonato quasi tutto il nuovo album (che se non avete ancora sentito vi consiglio di correre immediatamente a comprarlo) e qualche canzone nuova. Sul palco erano in quattro, basso, batteria e un tastierista/percussionista, a volte erano addirittura in tre a battere su timpani mentre (In)Vernon (battuta!) suonava la chitarra e urlava il suo falsetto-marchio di fabbrica. L’album è meraviglioso, più melancolico che triste, fatto di una bellezza semplice, di ballate con chitarre acustiche e liriche poetiche. Ieri è stato arrangiato in modo quasi psichedelico, con un Bon Iver infinitamente più sciolto di qualche mese fa anche negli assoli. La storia intorno al disco è diventata ormai leggenda… Lui malato fisicamente, distrutto psicologicamente, mollato dalla ragazza con sui stava dal 1889, la band con cui suonava si era sciolta, insomma, ridotto una chiavica, và tutto mogio nel suo chalet in Ass-landia, North Del Null, Wisconsin. Lì, ramingo e pervaso dal dolore, mentre taglia il legno nella foresta, concepisce una ad una le perle che andranno a firmare il suo  For Emma, che è appunto il nome della ragazza che l’ha scaricato. Ora immagino che vedrà come una benedizione tutta quella disperazione ma la morale della storia è un’altra: “Il successo ti fa figo”. 

Qui il link all’articolo sul Secolo XIX 

4 commenti

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4 risposte a “C’est très Bon les nouveau Iver!

  1. miiiiiiiii nevicaaaaa! Ma allora la solitudine aiuta dici?

  2. visto che effetti speciali incredibili?
    la solitudine aiuta sì, più ci si crogiuola nel proprio dolore, più si scende nelle viscere del proprio io ferito e più si risale a galla con in tasca versi di struggente bellezza… oppure con pazzesche cagate egosintoniche, dipende! Stavolta la solitudine ha giovato.

  3. Edward

    “For Emma…”CD dell’anno assieme a “Dilettantes” dei YOU AM I

  4. Bè te ne stai dimenticando un altro…
    LOWLANDS – THE LAST CALL, cd of the year!

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