5 Volpi di Seattle, 3 mesi di fissa

E’ da luglio che ascolto quest’album almeno una volta al giorno e non mi ha ancora stufato, nemmeno un po’. Mi ripeto che dovrei darci un taglio, almeno prendere un giorno di pausa perché potrebbe andarmi presto di traverso ma non resisto, sono 40 minuti troppo sublimi per rinunciarci consapevolmente. Il debutto fantastico dei Fleet Foxes, dal titolo omonimo, è in verità uscito a giugno, qui in UK per la Bella Union, l’etichetta di Simon Raymonde (ex Cocteau Twins) in USA è invece sotto l’ottima Sub Pop. C’è poco da fare, a Raymonde piacciono solo le bands americane e non ha tutti i torti visto che al momento le cose più interessanti vengono esclusivamente, o quasi, da quelle parti. Me lo ha pure confessato lo scorso anno quando l’ho intervistato per il decimo anniversario dell’etichetta. 

Ormai ne hanno parlato tutti di questi cinque barbuti di Seattle; la bibbia (spesso bastarda) del Pitchfork gli ha addirittura dato un bel 9/10 e anche qui in UK si è creata una bella nuvoletta di hype, stavolta a ragion veduta. Loro dicono di fare un “baroque harmonic pop jams” e come definizione mi pare perfetta. I cori sono senzaltro barocchi, le melodie sfiorano il pop senza mai cadere nel prevedibile e sono arricchite da una overdose (gradevolissima) di armonie e stupefacenti passaggi melodici. Sono brani che crescono di battuta in battuta, delicatamente, insieme alle liriche, cinematografiche, è così che piano piano costruiscono un dipinto sonoro fatto di infinite sfumature. Ascoltando la splendida Tiger Mountain Peasant Song mi rendo conto che c’è poco  da fare, quando ci sono le idee, basta anche solo un arpeggio di chitarra per mandarti fuori di testa, per spedire il tuo cervello in pianeti lontani che orbitano, in questo caso, intorno a suoni psichedelico-medievali. Se ancora non l’avete ascoltato, dategli una chance, potrebbe diventare anche la vostra droga quotidiana. 

Oggi stavo per prendere un bus… con la bicicletta, ovvero gli stavo andando completamente addosso per quanto mi ero persa dentro questa canzone-filastrocca, White Winter Hymnal. Il testo è breve e si ripete mentre il brano si costruisce lentamente stratificando le armonie. Il significato lo ignoro ma è suggestivo, surreale… forse un amico di quando erano bambini che muore cadendo e sbattendo la testa sulla neve? 

I was following the pack
all swallowed in their coats
with scarves of red tied ’round their throats
to keep their little heads
from fallin’ in the snow
And I turned ’round and there you go
And, Michael, you would fall
and turn the white snow red as strawberries
in the summertime.

 

4 commenti

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4 risposte a “5 Volpi di Seattle, 3 mesi di fissa

  1. Ma se ti commento il blog, vorrai bene anche a me oltre che a Gelsomina?😛

    M.

  2. Io faccio fatica con tutto ciò che sa di Beach Boys, un po’ il contrario di quello che accade solitamente alla critica.
    Devo dire però che i Fleet Foxes hanno qualcosa di particolare. Qualcosa che mi ha sempre trattenuto dallo scrivere un post. Qualcosa che me lo ha fatto rimandare al giorno in cui “avrò capito”, se mai ci sarà.

  3. Io non li conosco per niente, mea culpa….Ma ora mia hai incuriosito e provo a cercarli…..spero di trovarli, i negozi di dischi ultimamente mi deludono sempre.

  4. Ale

    Mi hai incuriosito, vo’ a cercarli, ma, per cortesia, sta attenta alla salute.

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