Forever 27 Club: solo gli sfigati arrivano ai 28…

Picture 1(Nirvana al Parque del Buen Retiro, Madrid. Photo©Steve Double)

Ecco Kurt Cobain, con la sua carica di vitalità e buonumore di sempre e soprattuto l’immancabile magliettina disegnata da Daniel Johnston che ha indossato per un anno di fila (tanto per ricollegarsi al post precedente). Secondo la biografia Heavier Than Heaven il suo sogno da ragazzo era quello di unirsi al Forever 27 Club ovvero gli artisti morti tutti a 27 anni. Chissà se è vero, di certo c’è riuscito quando nel 1994 si è sparato in bocca mettendo fine alla sua vita, a quella della sua band che era all’apice del successo e quel che è peggio, incoraggiando il batterista Dave Grohl a fondare una band inutile come i Foo Fighters. E così Kurt Cobain raggiungeva, con una ventina di anni di ritardo, gli altri membri onorari: Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison. A queste cinque leggende del rock è dedicata la mostra fotografica alla Proud Gallery di Camden Town, Forever 27, che raccoglie ritratti, foto di show dal vivo e persino il primo photoshoot mai scattato ai pivellini Rolling Stones. C’è da dire che anche se aveva 20 anni Brian Jones ne dimostrava almeno una decina di più. Bellissime le foto di lui con lo sguardo fattissimo al festival di Monterey, vestito più psichedelico di una scatola di zigulì all’acido lisergico e con un caschetto che farebbe invidia persino a Caterina Caselli. E’ stato Brian Jones, o Elmo Lewis come inizialmente si faceva chiamare, ad aver portato il sitar su Paint it Black o il marimba su Under My Thumb. Ammirato e adorato dai più influenti musicisti dell’epoca, polistrumentista, mente geniale e fecondatore assassino (mettere incinta le ragazze era uno dei suoi sport preferiti), è stato pure il primo dei cinque a morire e nelle circostanze più misteriose.

Sulla cronologia, le modalità delle morti e altri dettagli della mostra rimando all’articolo che ho scritto su Panorama.it: questo il link. Ora vorrei invece soffermarmi sul numero 27. A 27 anni Paul Mc Cartney aveva già scritto Yesterday e appena composto Let It Be, Wolfang Amadeus Mozart era già in tour con la sua band da 21 anni, Gauss aveva già formulato la teoria dei numeri primi da 8 anni, Einstein e Newton avevano già cominciato a dare, parecchi, numeri… diciamo che è un’età sufficiente per far sì che il genio di un individuo straordinario venga fuori. Inoltre a 27 anni si è già presa la prima enorme delusione di amore, si è già passati a una storia in cui si è inflitta la pena di amore subita in precedenza e si è arrivati al punto in cui si è stufi del coinvolgiemnto sentimentale e si cerca la stabilità del matrimonio (ok, squallida generalizzazione che però è una realtà di molti). Ancora, a 27 anni più o meno si sa già cosa si vuol fare nella vita e si è scelto un lavoro (anche se qui sarebbe opportuna una distinzione almeno tra la cultura anglosassone e quella italiana, poiché il 27enne italiano corrisponde a un 19enne inglese ma questo è un altro discorso). Insomma per molti versi possiamo considerare 27 l’età in cui si entra nella vita adulta. Adesso, dove volevo arrivare con questo discorso? Non ricordo più, però non penso sia un caso che così tanti artisti influenti siano morti a questa età. Insomma: 27, spartiacque di una vita.

Il Forever 27 Club include un’altra trentina di artisti meno noti ma è il caso di nominare il grande padre del blues e rock’n’roll Robert Johnson, Ronald C. “Pigpen” McKernan, fondatore dei Grateful Dead e Dave Alexander degli Stooges. Le iscrizioni al club rimangono sempre aperte, anche se avrete ormai capito che per entrare non potete essere dei cicci bistecca qualunque…

14 commenti

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14 risposte a “Forever 27 Club: solo gli sfigati arrivano ai 28…

  1. Che bello questo post….mi piace come scrivi.
    Ho letto anche di Tom Waits a Milano, che invidia!

  2. Grazie omonima! Sì, mi invidio anche io per Tom Waits🙂 ti auguro di vederlo un giorno dal vivo perché è davvero un’esperienza più che unica… ciao

  3. Gelsomina

    “If I were dead would my records sell?” diceva il buon Billy Corgan qualche anno fa…quella del Club27 secondo me è la dimostrazione che la morte è una gran forma di marketing, ahimè…beh mettiamola così: ho ancora 3 anni interi per raggiungere la fama!;)

  4. Scusa per la riesumazione di vecchi post sepolti, ma non potevo non commentare!
    Bel post e belle le tue considerazioni, e visto che sono dell’83 (fai i tuoi conti…), mi viene da fare qualche riflessione su questa età come spartiacque…

    • wow, riesumazione a due anni di distanza🙂

      nella mia megalomania più totale, pensavo che non avrei superato quell’età…

      A dirti il vero, per la mia vita i 27 sono stati spartiacqua e come. Un momento topico direi. Ergo la teoria si rafforza, coraggio Sekhemty!

  5. Generale Lee

    oooops…..ehm….chiarinaaaaa!!! …….ma gheri anca mi a milan dal tom waits…………………ultima serata, sabato, se non erro………!!!!!!!!!….uno dei concerti migliori della mia vita.

  6. Generale Lee

    …….guarda il 2008 è stato (per me) L’ANNO DEI CONCERTI, sono venuti e li ho visti tutti (se non mi ricordo male: neil young, van morrison, springsteen, nick cave, steve earle, tom waits, leonard cohen etc etc etc….). Insomma diciamo che la crisi del disco non è capitata totalmente a sproposito….:-))!!!!
    …tom waits era per me più che altro una chimera, un sogno irrealizzabile……..è stata una roba da matti, un’ora di attesa prima che iniziasse se non ricordo male, e poi………fino alla fine come in un (BEL) SOGNO…………..
    PS = guarda che al prox Tom Waits, se ci sarà, ci dobbiamo bere una birra insieme (….sono munito di Generalessa, che tra l’altro non ama granchè lo Zio Tom, non temere……)!

    • Ben volentieri Generale e Generalessa, io sarò solo Lessa!

      Abbiamo vissuto emozioni parallele:

      NEIL YOUNG fu commovente e in prima fila!
      NICK CAVE splendido ma l’ho visto tante volte
      VAN MORRISON allo show BBC, sono pure inquadrata sul dvd🙂
      COHEN: Ho pianto come te
      STEVE EARLE mi è mancato ma l’ho visto anni fa
      BRUCE: mi annoia, sorry! (vai con gli insulti…!)

  7. Generale Lee

    YOUNG: Grandissimo concerto. Metà acustico/metà elettrico. Hey Hey, My My….una viuuuulenza elettrica incredibile fu, ancora oggi quando ci penso……ho paura che mi cada un fulmine vicino…
    CAVE: bello ed emozionante….ma altre volte fu meglio. Poi l’Alcatraz come acustica non era il top.
    MORRISON: musica celestiale, lui però un pochino…freddo….:-))!!
    COHEN:…………………………………
    EARLE: è uno dei miei pallini, l’ho sempre visto acustico, purtroppo. Per me è molto sottovalutato, specie in Italia.
    BOSS: beh…..il concerto è quello dello “scandalo” dei 22 min. di sforamento. Dal vivo il boss lo trovo trascinante, ma una sola “divergenza” è più che accettabile :-)!!!!. Niente insulti…..

    • Morrison è una testolina di minchia, se permetti, davvero antipatico!

      Young, sì, fece un concerto surrealmente bello…. successe una cosa stranissima che tuttora non so spiegarmi. Non mi avevano dato il photopass alla prima serata, non avevo il biglietto non avevo nulla… poi la seconda sera mi chiamano e mi dicono di fare foto. Strano. Vado e scopro di essere la sola fotografa oltre a quello in tour con Neil (bada che la sera prima era stracolmo di fotografi). Pazzesco. Comincio a pensare mi abbia chiamato un qualche angelo di dio. Io sto lì, lo guardo, scatto scatto per due canzoni poi mi metto di lato al palco dell’apollo hammersmith a ballare in contemplazione aspettando che mi cacciassero (concerto seduto e numerato). Mi lasciano lì. Cose che non succedono MAI. Poi attacca il set elettrico e posso fare foto per un’altra canzone. Poi si alza un tipo in prima fila di centro e prendo il suo posto. Non torna più e io godo. E quando Neil esce di scena per l’encore sento arrivare dal backstage una folata di erba da star male!!! indimenticabile.

  8. Generale Lee

    …epperò Neil…….non proprio come un 6 al superenalotto, ma ci va vicino…..:-)!!!

  9. Generale Lee

    il van sì, lo dicono tutti che è un po’ “orso”: io era la prima volta che lo vedevo perchè è una passione abbastanza recente la mia (da circa 3 anni). Devo dirti che il disco che porterei sulla famosa isola deserta è probabilmente “Astral Weeks”. Devo anche dirti che se venisse in Italia una serata con “Astral Weeks Live”, non me la perderei per niente al mondo. So che ci sono state a Londra e New York, mi sembra, ma non verrei dire scemenze….

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