Songs of the City…

blake

photo©chiarameattelli

Oggi tornando da un photoshoot a Old Street, mi sono fermata a salutare William Blake. Già che c’ero ho scattato pure qualche foto. Sono anni che ci passo e pensavo fosse un posto conosciuto ma poi parlando con altra gente mi sono resa conto che molti non sanno che ci sia un cimitero proprio lì, nel bel mezzo della City e men che meno che ci sia seppelito il grande Blake. Vabò, a parte Patti Smith che non si dimentica mai di farci una capatina ogni volta che si trova in città. Anche oggi, c’era un fiore fresco appoggiato davanti alla lapide, anzi, una piantina e ho pensato che ogni singola volta che mi trovo qui davanti c’è sempre un fiore o una pianta fresca: qualsiasi giorno dell’anno sia. E’ una di quelle cose che si danno per scontate, come il semaforo perennemente rosso davanti a Vauxhall Bridge, l’omino camuffato da vecchietta che vende il Big Issue a Aldwych o come le interminabili code umane assetate di foto sulle striscie pedonali di Abbey Road. Ma torniamo a Bunhill Fields, così si chiama questo cimitero. L’entrata su City road (o Bonhill row dall’altra parte) si trova a pochi metri dalla trafficatissima rotonda di Old Street, punto di ‘snodo ferroviario’, sparitacque tra la City, il quartiere posh di Angel, quello alternativo modaiolo di Shoreditch e quello artistoide di Hacnkey. Un fottio di macchine, schermi giganti che trasmettono Bloomberg, donne incinte che urlano, uomini in cravatta rosa e camicia viola… e lui che se ne sta lì, irremovibile come il suo cancello verde, a un passo da tutto questo casino. Non è nientaltro che un piccolo giardino di lapidi attraversato da un solo sentiero. Nel tardo diciassettesimo secolo, fino a metà del diciannovesimo, ci venivano seppeliti i Nonconformists ora non è nientaltro che un parco gestito dalla City of London Corporation. Oltre Blake ci sono le tombe di Daniel De Foe, John Bunyanm, un paio di Cromwells e altri celebri uomini di fede.  Poi si esce dal breve sentiero e si sbuca davanti a un pub (che strano). E magari, i city bankers che sbevazzano lì davanti le loro 15 pinte di birra quotidiana manco si rendono conto di avere di fronte quel piccolo angolo di pace lapidaria… per me rimarrà sempre uno dei migliori meditabondi rifugi londani. 

 

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