Black Keys all’Astoria: blues-rock & sturatutto-rock

photo©chiarameattelli2009

Sono in due, si chiamano Black Keys e suonano rock… blues-rock per essere precisi. Se ancora non sapete chi sono,  il nuovo e quinto album Attack & Release si presenta come il momento perfetto per conoscerli. Sono cresciuti, hanno avuto qualche soldo da investire in un produttore (nientemeno che Mr. Danger Mouse), hanno esplorato nuove strumentazioni come organo, piano e sintetizzatori ma sono rimasti fedeli al loro primordiale e minimalista rock abrasivo. Ieri sera li ho visti e fotografati al teatro dell’Astoria ed è successo l’incredibile: mi si è stappato l’orecchio che per 10 giorni era rimasto sordo per via di una infezione malvagia. Poi però, dopo un assolo di chitarra di Dan Auerbach, mi è partito un effetto digital delay un po’ distorto tuttora accesso. Mi pesterei da sola nella speranza di spegnermi, se solo fossi più convinta di essere una pedaliera. Detto ciò, non mi metterò ora a fare un’accurata recensione dello show perché l’ho appena fatto per il Buscadero (uscirà sul numero di luglio) ma posso garantirvi che è stata una spremuta di rock fantastico.

Se siete dei romanticoni nostalgici del sound anni 70, se impazzite per la chitarra di Jimmy Page e la batteria di John Bonham, se avete sempre lo sguardo proteso verso il passato e un riff bastardo dentro la testa, allora amerete i Black Keys alla follia. A vederli sul palco sembrano due tranquilli ragazzi di Akron – Culonia – Ohio, neanche 30 anni ma già la fede al dito, come ogni giovane americano che si rispetti e l’aspetto di chi se ne fotte di qualsiasi moda. Poi quando attaccano a suonare fanno talmente casino da rovesciarti i pensieri sottosopra. La voce di Dan sembra quella di un bluesman sessantenne che cammina ubriaco per Beale Street mentre con la chitarra segue la melodia della voce e allo stesso tempo tiene insieme tutte le fila del groove. Poi c’è la batteria di Patrick Carney che esplode all’improvviso ma sa anche quando abbassare i toni: l’intesa tra i due è pressoché perfetta. Ieri sera hanno suonato pochi pezzi dal nuovo album purtroppo, (speravo tanto in una verisone live di “Psychotic Girl” o “Lies”) però ci hanno regalato una bellissima cover di “I’m Glad” di Captain Beefheartdel tutto rivisitata. Insomma, uno di quei concerti che quando finisce ti guardi attorno ed esclami “fucking brilliant!” cercando l’approvazione di chi ti sta accanto (che però non ti ascolta: sta chinato per terra a cercare il cellulare perso durante il pezzo prima del bis) . Ma sapete che tra poco l’Astoria chiuderà del tutto?Che amarezza.. una delle poche venue col pavimento che balla insieme al pubblico… 

7 commenti

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7 risposte a “Black Keys all’Astoria: blues-rock & sturatutto-rock

  1. Lulù

    Mi hai convinto, vado a comprarlo…
    E’ un modo un pò “freddo” per dirti che, di nascosto, ti seguo tutti i giorni…

    Bye

  2. Ciao lulù… ma che bel soprannome che ti sei scelto! sapere che mi leggi te, proprio te, non immagini che piacere immenso mi da’… a presto!

  3. gelso&mina

    Beh, ti dirò che forse sono troppo nostalgica per gli anni ’70…come ben sai il mio mondo finisce nel 69;-)
    COmunque è sempre un immenso piacere leggerti!
    p.s.
    Ma sto Danger Mouse non lo ferma più nessuno? Ho letto che ha lavorato anche all’ultimo di Beck, davvero pericoloso…

  4. ciao gelso&mina! ma gli anni 70 contengono molti suoni gustosi non si possono schifare a priori! danger mouse sì è inarrestabboli.. ma sai che prima di lui i Black Keys avevano chiesto a Ike Turner? La sua improvvisa morte però ha stroncato tutto il progetto…improvvisa si fa per dire, se a 76 anni tiri coca come un matto mi sa che te lo puoi anche aspettare! Comunque sul disco c’è anche la chitarra di marc ribot e i fiati di ralph carney, due artisti avant guarde (musicisti di tom waits da millenni) che ci mettono quel tocco di squinquaus in più… ciao e grazie!

  5. Jeff

    guarda che se li scar… ehm compro, li ascolto, e poi penso quel che penso sempre di quello che mi suggeisci, è la volta buona che metto ‘sto sito in blacklist, quindi … 6 sicura sicura che mi potrebbe piacere?

  6. Somehow i missed the point. Probably lost in translation🙂 Anyway … nice blog to visit.

    cheers, Summer.

  7. Pingback: Principio di indeterminazione di Auerbach « The Brixtown Massacre

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