Torna Adam Green, quello dei Moldy Peaches!

Adesso che i Moldy Peaches hanno firmato la colonna sonora di Juno, il film che ha vinto l’Oscar come migliore sceneggiatura originale, non ci sono più scusanti per non conoscerli! Come “chi sarebbero sti Moldy Peaches”??? Sono Adam Green e Kymia Dawson, anzi, erano, visto che il duetto di New York è andato ciascuno per la sua strada da qualche anno. Sono inciampata sulle loro canzoni molti anni fa, quando si trovavano solo online, l’impatto era stato devastante. Adam aveva 12 anni allora e Kymia 9 più di lui, insieme scolpivano i manifesti della scena antifolk di New York. Loro cantavano insieme strofe con parole diverse, parlavano di cartoni animati, di hamburger pazzi, paragonavano NY a un campo santo mentre si chiedevano chi avesse il crack (Who’s Got the Crack? rifatto anche dai Babyshambles).  In mezzo alle loro visioni succedeva di tutto: si sentivano telefoni suonare, porte sbattere, una si scordava le parole mentre l’altro le inventava all’impronta. Poi andavi al concerto dei Libertines e sentivi Carl Barat e quel rincoionito di Pete Doherty cantare le loro follie davanti al leggendario teatro dell’Astoria sold out. Ora grazie a Juno tutti conoscono la loro Anyone Else But You e Kymia, che nel frattempo era diventata in primo luogo madre e poi musicista, si trova improvvisamente richiestissima e impegnata con un lungo tour europeo e americano (su Juno ascolterete molte sue canzoni-scioglilingua della carriera solista). Adam invece è già al quinto album, “Sixes & Sevens”; vabò, è uscito esattamente un mese fa. Cinque album per un 26 enne non sono male… ok Paul McCartney a 26 aveva già scritto Yesterday ma quelli erano altri tempi! Ora siamo nell’epoca delle indie rock bands che si clonano una con l’altra, sono i tempi della pletora infinita di “The”… The Kooks, the Cribs, The Plain White T’s, The Doo Balls… Non se ne può più, per l’amor di Dio qualcuno gli dica che non bastano solo tempi in 4 quarti e jeans attillati per fare musica.

Adam Green si stacca da tutto, pure dal suo originario anti-folk e propone una musica impossibile da categorizzare. In questo nuovo album ci sono cori gospel, melodie dissonanti suonate con tastiere Casio da due soldi, violini, trombe… E il tutto è avvolto dalla voce quasi da tenore di Adam che inoltre continua ad essere uno dei più divertenti liricisti contemporanei. Sixes & Sevens sono 21 canzoni una più diversa dall’altra, tenute insieme  da quei cori gospel (anche se gli eco dei Velvet Underground si sentono più volte) e soprattutto dalla genialità di questo cantastorie dell’Upper West Side. Suonerà a Roma il primo maggio al Circolo degli Artisti e se non andate poi non venite a lamentarvi su come in Italia ci sia carestia di buona musica dal vivo. (Sul Buscadero di Maggio l’intervista ad Adam Green) Foto © Chiara Meattelli

9 commenti

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9 risposte a “Torna Adam Green, quello dei Moldy Peaches!

  1. Jeff

    Nothing came out è sempre stata tra le mie songhettine preferite.
    Troppo dolce🙂
    Avevo i capelli verdi?
    Qui caccolina è molto + freddo che in Alaska, anche col sole …:/

  2. ciao vita! molto ottimo! cosa? il nuovo album o la data in Italia?

  3. william malone

    Si si
    Linguine
    Ohhoho
    Giuseppe verdi

    Ciao

    • Va bene William Malone, ma mai un anglosassone che non ci dica “linguine-spaghetti-pizza”, “chitarra-mandolino-Verdi-PuccinO” E basta! Per una volta dite “pleistocenico”… Eccheccacchio!😉 F.

      PS: Don’t worry, I’m just joking Mr. Malone…

      • Fab: hai commentato sul post di due anni fa! Mr Malone però è sempre un caro amico. Era il mio insegnante di musica e composizione quando vivevo in Colorado, un grande!

  4. william malone

    I love the look of your site.
    At times, I will try to comment in Italian.

    peace
    william

  5. 🙂 honoured Maestro Malone, honoured!

  6. Pingback: The sound of Prozac « The Brixtown Massacre

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