E’ tornato. Ed io tremo: non è facile reggere il confronto con trent’anni di musica impeccabile. Non è facile neppure rimanere sempre coerenti con la propria arte, senza mai vendersi ad offerte oltremodo allettanti, eppure lui c’è riuscito. L’hype che sta intorno al nuovo album è ingestibile ed è immensamente più semplice intervistare Obama che incontrare l’orco di Pomona. Ma noi non ci arrenderemo, mai. Tra l’altro, non avrebbe potuto scegliere un titolo migliore Bad as Me, un gioco di parole creato dal più grande badass del pianeta musica. Tom Waits non ama internet (a detta dei suoi cari amici non ha neppure un telefono cellulare) ma lo riconosce come medium perfetto per metterlo in contatto con i suoi fans, l’esilarante video qui sopra ne è la prova.
“Se venissi alla vostra festa di compleanno in anticipo e mangiassi la torta e magari aprissi i vostri regali e cominciassi a giocarci, vi farebbe piacere? E se vostra moglie fosse incinta e voi non lo sapeste ancora e vi chiamassi io per primo chiamandovi papà e dicendovi la notizia… vi farebbe piacere?“
Vi piacerebbe se qualcuno rovinasse la festa rendendo disponibile l’album su internet prima della data di pubblicazione? Almeno quanto “curare un dente cariato facendo gargarismi con dell’acqua di fogna e di saltare una corda elettrificata…”. Vuole a tutti i costi evitare i temibili leak su internet e non solo perché gli piacciono le cose in vecchio stile ma perché custodisce la sua arte come estensione del proprio sé, come milza, muscoli, cuore. Pertanto risolve il problema invitando i fans ad un ascolto blindato dentro la sua automobile sgarrupata (a proposito, date un’occhiata al ragazzo che gli sta seduto a fianco, sbaglio o è il figlio Casey?).
Riuscirà Tommasino a salvaguardare il nuovo disco fino alla data della sua pubblicazione, il 25 ottobre? Lo scopriremo presto. Il singolo Bad as me spacca, ma alle mie orecchie suonava come un vero e proprio omaggio a Captain Beefheart, al quale, come tutti e più di molti, si è sempre ispirato. Dopotutto un singolo è solo un singolo; il resto? “Ci suono anche io” mi ha detto Marc Ribot, quando sono andata a salutarlo dopo il suo stellare concerto con David Hidalgo in quel di Faenza giorni fa (roba da brivido, indimenticabile). Poi ha aggiunto: “A meno che Tom non abbia cancellato tutte le mie parti!” Ne dubito, sul singolo quanto meno c’era, ma la battuta di Ribot, oltre ad avermene ricordata un’altra molto simile di un altro suo collaboratore, è del tutto significativa. Questo è Tom Waits: l’unico esempio in cui personaggio e persona coincidono, convivono senza discrepanze (basta chiudere un occhio sulla tinta ai capelli, yuk). No good you say, well that’s good enough for me, you are the same kind of bad as me…














Non sono mai stata una grande amante dei dischi dal vivo, per me un live va vissuto nel senso puro della parola, di persona. Un live devo sentirmelo sputare addosso per far sì che mi tocchi l’anima, altrimenti lo apprezzo solamente. Poi ci sono quei live che ascolti dallo stereo di casa e puoi dire: “cazzo, c’ero anche io”, come per il nuovo di Tommasino Aspetta, Glitter & Doom. Ogni nota mi riporta dritta a quelle due serate dell’anno scorso, fatte di un’emozione incontrollabile, stratificata nei mesi ed esplosa all’ultimo come un cannolo siciliano detonato nel cielo limpido del luglio italiano. I miei pensieri li avevo già largamente srotolati nel resoconto post-parto,
E non si capisce cosa inventi e cosa sia vero, quando dice, ad esempio, di avere acquistato su ebay, a una cifra esagerata, l’ultimo respiro di Tom Ford: “sapete era una prima edizione...”. Incuriosita ho scoperto tramite google che Tom Ford, nel 1931, aveva intrappolato in una bottiglia l’ultimo respiro del morente Thomas Edison, eppure sul last dying breath dello stesso Ford non ho trovato nulla. Poi ci sono le sue pessime freddure, come i nazisti che mangiavano la pastika (nella minestra, con piccole svastike al posto del semolino!) o il gioco di parole tra shellfish e selfish… Ma quando le dice con quella voce, non puoi resitstere a ridere persino alle peggio stronzate. Tra lui e Bob Dylan fanno a gara a chi trova le notizie più impensabili. Mesi fa, durante una puntata di Theme Time Radio Hour, (la trasmissione di Dylan) c’era Waits in collegamento con His Bobness: puntata indimenticabile. E chissà se è vero, come affermava Dylan, che ogni tanto Waits lascia sulla cassetta della bob-posta news atipiche per la sua trasmissione radio. Qual è l’essere vivente con il cervello più grande rispetto al corpo? La formica. E quello con il pene più grande, rispetto al corpo? Il barnacle (cirripede). Questa giuro, non l’avrei mai indovinata! Barnacle in inglese è anche un’espressione figurata per intendere i parassiti, le persone appiccicose. Poi altre curiosità sugli avvoltoi, su chi sia stata la prima persona a mettere il limone su un piatto di pesce e perché, ed etimologie di espressioni come gravedigger shift o deadringer… 
40, Stansfield road, Brixton, a due passi dalla Academy. Sta qui la casa dove David Bowie è nato e ha passato i primi sei anni di vita. Ieri ci son passata davanti in cerca d’ispirazione e mi sono accorta che sulle mura non c’è la placca che in genere contraddistingue i luoghi storici di Londra. Avete presente quelle belle placcone rotonde colorate di cui è costellata la città? Ce ne è una per la casa dove ha vissuto Handel, una per quella dove Marx ha scritto “Das Kapital”, una dove TS Eliot ha scritto le sue poesie, una dove Jimi Hendrix ha vissuto, una dove il Generale Charles De Gaulle ha stabilito il quartier generale delle Forze della Francia Libera e un miliardo di altre… Insomma dov’è quella per Bowie?! Tra l’altro girano voci che il Duca Bianco si trovi a Berlino impegnato a registrare un nuovo album… Sarà vero? Lo scopriremo presto. L’ultima volta che ha inciso qualcosa sono stati i cori in due brani – Falling Down e Fanning Street – nell’album di Scarlett Johansonn dello scorso anno. Sempre che sia giusto chiamarlo “album” quella pecionata orrenda e snervante in cui l’attrice americana stupra senza pietà ben 11 canzoni di Tom Waits.