Sono a Reykjavik per l’Airwaves Festival: un tripudio di musica lungo 5 giorni! L’Airwaves rimane uno dei migliori festival per conoscere nuove bands, di qui sono passati nomi come: Crystal Castles, Thievery Corporation, Sparta, Flaming Lips, Fatboy Slim, The Kills, TV on the Radio, Keane, Hot Chip,Ratatat, Architecture in Helsinki, Klaxons, Wolf Parade, Kaiser Chiefs and local bands Sigur Rós, GusGus, múm, Singapore Sling (esatto: ho copiato e incollato da wiki ed è pure rimasta la scritta blue, wow!). Ogni angolo della città – piccolissima – brulica di bands, quasi tutte emergenti e quasi tutte fantastiche in un modo o nell’altro. Ci sono molti interessantissimi gruppi locali, mentre headliners saranno i Kings of Convenience venerdì sera. Sabato è previsto un megafestone, alias The Hangover party, al Blue Lagoon, ovvero DJ e bands suoneranno mentre ce ne staremo a smaltire la sbornia dentro le acque termali sulfuree… sounds pretty cool to me! Ma la musica andrà avanti fino a domenica sera, no stop, fino all’alba dentro i locali di downton, uno attaccato all’altro… Poi lunedì mi prenderà sicuro una broncopolmonite fulminante visto che fuori saranno -50 gradi (in confronto Londra è un paese dei Caraibi!) e dentro i locali sono +40.
Questo è quanto per il momento, sto lavorando al reportage, so be patient!
Ma qualche brevissima considerazione su quest’isola, che credevamo esistere solo sul nostro sussidiario delle elementari, devo farla:
Basta aprire un giornale (scritto in inglese sennò non si capisce una parola manco per sbaglio) per leggere in ogni articolo il complesso, chiamiamolo di solitudine, che quest’isola vive. Lo si capisce in ogni riga e argomento senza dover essere piccoli Freud. E non trovate assurdo che ciascuna moneta nazionale sia rappresentata da un pesce/ granchio/ deflino? Questa cosa mi ha alienato dopo 2 giorni figuriamoci a loro…

Questa invece è un’opera d’arte che mi son trovata davanti, improvvisata in un caffè, ma soprattutto con un caffè… geniale!

Ho provato a non pensarci per qualche giorno ma, in un negozio fantastico di vestiti vintage molto sofisticati, ho trovato ancora lui: vedete la copertina dell’Economist? Il titolo diceva: “Mamma mia, here he goes again”.
Concludo questo post fulmineo, vi saluto che sono letteralmente in mezzo alla strada, il caffe wi-fi ha chiuso ma sto lo stesso usando la loro connessione! Ecco almeno c’è da dire che questa città, per strana che sia, ha un internet hot spot ogni due metri. Forse perché sentono il bisogno di essere connessi al mondo esterno in qualche modo? Ok, considerazione da psicologa da due penny (con delfino). Comunque… what a weird weird place to live guys!!!
12 Commenti
Ottobre 16, 2009 alle 12:11 am
Fantastico Chiara, mi hai fatto venire voglia di andare a Rejkiavik (o come cazz si scrive) oggi stesso. Senonchè, già volevo andare alle Far Oer (colpa di un libro letto qualche tempo fa, “Che ne è stato di te, Buzz Aldrin”), e quindi mi sa che il prossimo giro lo faccio nel Nord Europa (ma molto Nord).
Ottobre 16, 2009 alle 12:55 am
invidia. io sono ammalato e pure emotivamente ammaccato.
disaster.
divertiti però. te lo consiglio tuo come avvocato.
Ottobre 16, 2009 alle 10:40 am
-50? allora ci vado quando il buco dell’ozono ha sciolto tutti i ghiacchi, sulle spiagge dell’Islanda vendono i bomboloni e i sigur boys cantano in costume.
Ottobre 16, 2009 alle 11:02 am
Ciao biondina nutriti di aringhe. Ricordati “le aringhe sono tutto” (Love and Death).
Ottobre 16, 2009 alle 11:13 am
Buon divertimento!
Bello il pavimento a scacchiera!
Ottobre 16, 2009 alle 12:18 pm
Dai tempi in cui il cantante dei Killing Joke sparì lassù l’Islanda è uno dei miei luoghi di culto. Chissà se ci andrò mai
Spassatela tu per tutti noi (tanto un po’ pazzi DEVONO esserlo, se le loro espressioni musicali sono Bjork e i Sigur Ros…).
Veramente volevo chiedere asilo politico, qualche anno fa, ma mi sa che non c’è pezza.
Ottobre 16, 2009 alle 3:44 pm
Beata te, progetto un viaggio in Islanda da una vita. Poi faccio due conti e rimando…
Oh, ma lassù è arrivata la notizia? 24 novembre “Glitter & Doom Live”, nuovo doppio di Tom. Notizie e anteprima scaricabile su tomwaits.com. Ciao!
Ottobre 16, 2009 alle 5:06 pm
Ciao a tutti! Ho appena avuto 40 minuti di intrvista che non dimentichò mai finché campo, per me questa è una giornata speciale davvero.
Non avrò tempo di vedere tante bellezze naturali qui a dire il vero, mi sto prendendo cura del festival e di alcune interviste e tante tante foto…
“Glitter & Doom” yes sapevo! Lo attendo trepidante ma trepido più per rivedere l’orco in carne ed ossa…! Da Milano ho visto che ha messo solo “Such a scream” da venerdì sera, unico pezzo che non ha fatto ne giovedì né sabato quando ero presente io, dunque way cool!
BOB: non mi dire, ho appena comprato un profumo alle aringhe… ecco perché mi seguono tutti i gatti!!!
baci a tutti! La giornata non è ancora finita anzi… ora mi son trasferita in un appartamento di superlusso una figata! Kings of convenience stasera, sti matti stavano per lasciare la press fuori, se ne fregano di tutto… è stata un’impresa prendere il biglietto per la gig nella piccola chiesa di stasera…
ok scappo a intervistare un autore fotografo un po’ assurdo di queste parti. Minchia oggi sono felice come non mai… does life get any better?!?!!?
ciaoooo
Ottobre 17, 2009 alle 5:55 pm
Mi fai venire voglia di tornare là.
Adesso a che ora fa buio?
Quest’estate mai: eravamo drogati di luce!
Ottobre 20, 2009 alle 2:38 pm
ah si..sono capitata ad un Airwaves Festival 8 anni fa ….contenta di sapere che emana sempre della magia sulle persone che l’attendono……non sapevo ci fosse ancora. Bless Iceland..
Novembre 8, 2009 alle 12:42 am
Anche le “nostre” 5 lire avevano un delfino stampigliato sopra!
Bel sito, Vespista.
Novembre 9, 2009 alle 1:09 am
Ciao Paco! benvenuto fratello vespista e grazie mille