
Il primo aprile è uscito Keep it Simple, il 35-esimo album di Van Morrison. Sono 11 canzoni il cui comune denominatore è proprio la semplicità con cui sono costruite, come suggerisce anche il titolo. In linea coi suoi ultimi lavori, anche in Keep It Simple è ben presente quel certo “S Factor”, ovvero l’effetto Soporifero. Chi lo ama e compra i suoi dischi da 50 anni sicuramente griderà alla bestemmia ma se Astral Weeks per me rimane uno dei capolavori indiscussi della musica contemporanea, l’intera discografia dell’irlandese potrebbe risultare più difficile da digerire delle lasagne che fanno in Calabria (quelle con l’uovo, 16 tipi di formaggio e alcuni segnali stradali). L’album l’ho sentito per la prima volta allo showcase lo scorso febbraio nella ex-chiesa di Saint Luke a Old Street, qui sotto il link alla recensione sul sito di Rolling Stone Italy . (Foto © Chiara Meattelli)
7 Commenti
Aprile 24, 2008 alle 9:46 pm
Quando non si ha nulla da dire si potrebbe anche tacere per un certo periodo (+ o – lungo che sia).
E’ triste vedere che alcuni artisti mal digeriscano questo concetto.
Eppure … è semplice
Aprile 25, 2008 alle 12:05 am
eh eh…però così non la pensa un sacco di gente che tuttora lo adora!
Aprile 26, 2008 alle 2:24 am
comq hai ragione, troppi artisti che infangano la loro memoria, un vero peccato..
Novembre 4, 2008 alle 11:53 am
trovo francamente tedioso e persino irritante questo continuo “bla bla bla” sui bei tempi che furono come se il presente di certi artisti, vedi van morrison, che continuano ad onorare la loro arte, non sia degno di rispetto e considerazione.
Se non digerisci bene ti consiglio domperidone bustine.
Novembre 5, 2008 alle 12:36 pm
Ciao Alberto, forse sarà tedioso e irritante il paragone col passato ma quando un artista ne ha uno così importante è davvero inevitabile… un album come Keep it simple non tiene testa al resto, credo. Van the Man rimane un pilastro, innegabile, la musica che fa adesso, mi sembra, poco interessante.
Novembre 10, 2008 alle 8:20 pm
ciao chiara,sono un fan di van ma credo che non si possa fare il paragone con gli album del passato….ora penso che morrison stia tornando a fare buona musica,con album di spessore….in fondo mai ha voluto essere innovativo o chissa che’.E poi Morrison sa comunicare con la sua musica,le emozioni emergono nonostante i suoi gesti stizziti alla band ,i suoi occhiali scuri ed il suo capellaccio.In fondo si,lo so chiara mai sara’ come astral o moondance!!!!!!!!!!
Gennaio 3, 2009 alle 4:41 pm
…E certo che “Astral week” e “Moondance” sono altra storia, ma con tutta la ‘rumenta’ che gira, l’ultimo di Van è ’semplicemente’ un bel disco. Il concerto di Milano, 11 Aprile, al quale ho assistito, che ha chiuso con la stupenda canzone tratta da Keep it simple “Behind the ritual”, canzone stupenda, ha dimostrato che qualche ‘gioiello’ lo incide ancora. Caro Jeff , Eric Clapton, gli U2, C.S.N.& Y. ecc. non mi risulta che ora facciano di meglio….., a parte N.Young.